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Iren “revoca” i contratti aziendali. I sindacati protestano

Il Gruppo Iren ha deciso di revocare tutti i contratti aziendali nei territori di sua competenza: Torino, Genova, Piacenza, Parma e Reggio Emilia. Una decisione che comporta la soppressione di 200 diversi accordi integrativi, diversificati in base alle controllate della multiutility. 

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Il Gruppo Iren ha deciso di revocare tutti i contratti aziendali nei territori di sua competenza: Torino, Genova, Piacenza, Parma e Reggio Emilia. Una decisione che comporta la soppressione di 200 diversi accordi integrativi, diversificati in base alle controllate della multiutility. 

L’azienda, in un comunicato diffuso su alcune testate on line di Torino, parla di “integrazione e armonizzazione per i dipendenti del gruppo Iren”, ma che arriva in realtà come un fulmine a ciel sereno.

Le trattative sindacali per il rinnovo dei contratti non si sono infatti ancora concluse, e proprio nella giornata di ieri, 29 dicembre, era in programma a Piacenza una assemblea dei dipendenti. Assemblea sospesa perché Iren sembrava essere intenzionata a concedere ulteriore tempo per la trattativa. Ma così non è stato, e la decisione di procedere con “l’integrazione e armonizzazione per i dipendenti del Gruppo Iren” avrà come primo effetto immediato l’aumento, a partire dal 9 gennaio, dell’orario di lavoro per alcuni lavoratori. 

I sindacati valuteranno quali azioni intraprendere con una nuova assemblea, che si terrà nelle prime settimane del 2017. 

Ecco il testo del comunicato diffuso dall’azienda

“A partire dal 9 gennaio 2017 entra nel vivo il processo di integrazione e armonizzazione per i dipendenti del Gruppo Iren. Un insieme di iniziative che risponde alla necessità di assicurare equità interna, semplificazione della gestione e una più corretta allocazione delle risorse nell’ambito di un Gruppo che – essendo nato da operazioni di aggregazione di diverse aziende, ognuna con la propria storia – conta al proprio interno oltre 200 accordi integrativi aziendali, con le conseguenti difficoltà gestionali e disparità di trattamento a parità di prestazione.

Tra i diversi obiettivi, è prevista l’armonizzazione dell’orario lavorativo per tipologia di attività, l’adozione di trattamenti economici e normativi omogenei tra i diversi territori, il rafforzamento di strumenti di welfare per i dipendenti e un maggior collegamento tra retribuzione aggiuntiva e risultati aziendali.

Quanto sopra rientra all’interno del più ampio percorso di semplificazione ed efficientamento gestionale del Gruppo, i cui obiettivi sono espressi nel Piano Industriale.

Per raggiungere i risultati attesi e poter attuare un’armonizzazione dei trattamenti economico-normativi a livello di Gruppo, Iren – dopo oltre 13 mesi di trattative in materia con le Organizzazioni Sindacali, e nell’impossibilità di effettuare incontri unitari in materia negli ultimi due mesi – si è però vista costretta a esercitare il recesso dagli accordi esistenti.

Nel ribadire ampia disponibilità a proseguire il confronto con le Organizzazioni Sindacali, con l’auspicio che l’esercizio del recesso possa fornire nuovo impulso alla trattativa al fine di raggiungere un accordo su tutti i temi, Iren ha scelto peraltro di posticipare l’efficacia del recesso sulle tematiche di maggiore complessità a partire dal 1 gennaio 2018.

Con la sola eccezione dell’entrata in vigore, a partire dal 9 gennaio 2017, dell’armonizzazione della normativa collegata all’orario di lavoro, la Società e le Organizzazioni Sindacali avranno quindi tempo 12 mesi al fine di trovare un accordo di armonizzazione su tutti gli accordi integrativi aziendali.

Resta ovviamente fermo il rispetto dei CCNL di riferimento.

L’obiettivo è quello di contemperare le esigenze del Gruppo e quelle del proprio personale – il cui coinvolgimento è essenziale – per realizzare pienamente gli obiettivi del Piano Industriale, presupposto fondamentale per la crescita sostenibile dell’azienda e delle sue persone sui singoli territori di riferimento”.

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