La riqualificazione di Borgo Faxhall, in consiglio “l’unica soluzione possibile”

L'annosa questione del rilancio dell'area retrostante Borgo Faxhall e della delibera che - dopo il vaglio della commissione consiliare di martedì - lunedì prossimo approderà in consiglio comunale per l'approvazione definitiva. Intervista all'assessore Bisotti

Più informazioni su

Una vicenda assai ingarbugliata, che l’amministrazione comunale di Piacenza ha cercato di dipanare, offrendo una soluzione possibile. 

L’unica, a detta dell’assessore all’Urbanistica Silvio Bisotti, che spiega come le alternative sarebbero assai più onerose dell’accordo che il Comune ha deciso di definire coi proprietari privati.

E’ l’annosa questione del rilancio dell’area retrostante Borgo Faxhall e della delibera che – dopo il vaglio della commissione consiliare di martedì – lunedì prossimo approderà in consiglio comunale per l’approvazione definitiva.

Un provvedimento articolato e complesso che contiene le convenzioni urbanistiche tra il Comune e la proprietà privata delle aree Coemi Property srl, l’atto notarile di compravendita di una quota consistente di esse da parte del Comune e le linee di indirizzo per la riqualificazione futura di un comparto urbano per troppi anni abbandonato a se stesso.

La superficie è quella compresa tra i binari ferroviari, via Primogenita e l’attuale centro commerciale Borgo Faxhall (vedi mappa), destinata alla sede definitiva della stazione delle corriere e alla realizzazione di nuovi parcheggi. 

SITUAZIONE DA SBLOCCARE – Per dirla sempre con le parole dell’assessore all’Urbanistica del Comune di Piacenza Silvio Bisotti: “A noi è toccato fare il lavoro sporco, per sbloccare una situazione che rischiava di restare immobile.

La conclusione di una vicenda annosa, e l’unico modo per dare un futuro a quella parte importante di città. Chi verrà dopo di noi, se approveremo la delibera lunedì prossimo, avrà finalmente gli strumenti per intervenire e completare una riqualificazione complessiva”.

“Con la compravendita – spiega Bisotti – di una quota delle aree, finalmente il Comune di Piacenza potrà assumere la regia della rigenerazione del comparto, uscendo dai condizionamenti dei privati”. 

“In questi mesi si sono inoltre create – precisa – una serie di congiunture positive che permettono finalmente di agire in maniera organica e complessiva su una porzione ampia di città che fa parte del centro storico.

Grazie al piano dell’ex Consorzio Agrario, al bando nazionale sulle periferie con i 5 milioni di euro a disposizione per la riqualificazione dell’edificio del Berzolla e dei parcheggi, la disponibilità del piano caricatore. Attraverso tutte queste leve la futura amministrazione potrà infatti agire per ridare vita a quel comparto”.

“So che la delibera è solo la prima pietra metaforica – aggiunge – di questa possibile grande rigenerazione. So anche che deluderemo tutti coloro che volevano risultati più tangibili in tempi rapidi, dopo i ritardi del passato, come i commercianti di Borgo Faxhall. Ma ribadisco che finalmente prende avvio un percorso che nell’arco di qualche anno può arrivare a compimento”.

Secondo Bisotti, la strada intrapresa è obbligata: “Le alternative porterebbero nel migliore dei casi a un lungo contenzioso legale e nel peggiore dei casi a pagare oneri economici assai più gravosi di quelli attuali”.

LA COMPRAVENDITA – L’operazione di compravendita ha un valore di circa 4 milioni e mezzo, con un conguaglio negativo per le casse comunali di 2 milionii e 600 euro: le risorse sono già stanziate a bilancio e in parte provengono dalla vendita di Palazzo Olivetti sul Facsal e non sono più vincolate – come in un primo tempo – alla vendita dei palazzi comunali di via Verdi e via Scalabrini. 

Il Comune da Coemi Property acquisirà le aree esterne sotto la chiesa di Torricella, il vallo delle mura e le superfici limitrofe per la nuova stazione dei bus. “Inoltre diventiamo proprietari alcuni immobili – ricorda l’assessore – all’interno di Borgo Faxhall, come l’attuale sede del centro per l’impiego che il Comune ha ereditato dalla Provincia nell’ambito della riorganizzazione degli enti locali (con un risparmio di 183mila euro di affitto all’anno). Saranno inoltre trasferiti a Borgo Faxhall altri uffici comunali che deciderà la futura amministrazione, dentro una logica di razionalizzazione e valorizzazione degli spazi”

“Mi rendo conto – conclude Bisotti – che non ci sono risultati immediati dall’atto che arriva in consiglio comunale, ma è una via d’uscita ad una situazione ferma. Per mettere a posto tutta l’area occorrerà una nuova amministrazione che prosegua il lavoro impostato e i primi risultati si cominceranno a vedere nel medio periodo”.

L’Associazione Pendolari: “Meglio la stazione corriere al piano caricatore”

Con una nota del presidente dell’Associazione Ettore Fittavolini interviene sul progetto di riqualificazione di Borgo Faxhall con toni assai crititici, riscostruendo la complessa vicenda.

“Confermiamo di non esserci mai mossi di un millimetro dalle nostre posizioni, – afferma Fittavolini – che sono le stesse che avevamo ancora prima che, dopo anni di letargo (più o meno i 10 anni della Giunta Reggi), e di richieste di riunioni in Comune a noi negate (quasi che la pratica fosse parte del 4° mistero di Fatima) qualcuno si svegliasse sul tema. Che non è e non deve essere, si badi bene, quello del palazzone, ma dell’autostazione delle “ corriere “ e della sicurezza dell’area piazzale Marconi e relativi parcheggi di interscambio”.
 
“Ricordo di nuovo a tutti gli smemorati di Collegno – prosegue la nota – che quando si cominciò a parlare del comparto ex area Sea-Sift, ovvero dove c’era l’autostazione delle “ corriere “ ed il Bar Sorgente, nonché il deposito locomotori (adesso capannone posteggio biciclette) era il 1983 (ed il sottoscritto era purtroppo già pendolare da un anno). E quell’area doveva essere un parco, un parcheggio per i pendolari e l’autostazione delle corriere, appunto, non certamente quello che è adesso”.

“Se il sottoscritto, che qualcosina di economia mastica nella banca in cui lavora, presentasse un progetto del genere – afferma in relazione al progetto in discussione in consiglio comunale – verrebbe fatto accomodare alla porta, dopo ritiro del tesserino aziendale.
Vorrei poi capire, non solo io ma i piacentini tutti, perché la sopravvivenza dei negozianti debba dipendere dal fatto che ci siano o meno i bus extraurbani, e quali accordi ci siano, controfirmati nero su bianco, in merito.

A questo punto avrebbero maggiori ragioni da vendere i commercianti di Piazza Cittadella, che altro grido di dolore hanno lanciato proprio perché l’autostazione dei bus extraurbani, spostata lì “ provvisoriamente “ da oltre 20 anni ( in Italia non vi è niente di più definitivo del provvisorio) è stata trasferita al Piano Caricatore”.
 
“Francamente quest’ultima soluzione, a fronte dello stato urbanistico attuale, ma soprattutto di una operazione onerosa a carico delle finanze pubbliche, ci sembra quella migliore, in quanto ha un costo risibile e non impatta in maniera pesante sotto molteplici fattori, ed avvicina in maniera sostanziale e non invasiva la gomma al ferro (duecento metri dalla stazione ferroviaria) , come avviene in tutte le città ove vi sia un minimo di lungimiranza e di programmazione (ma non è il caso di Piacenza)”.
 

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.