Non sprechiamo le parole. L’augurio per l’anno che arriva

Gli auguri di buon anno dal direttore di PiacenzaSera.it Mauro Ferri: un augurio rivolto a chi scrive, per lavoro o per qualunque altra ragione

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E’ il momento degli auguri e degli auspici per l’anno nuovo. E il rischio di essere banali è grande. 

Così vorrei fare un augurio un po’ particolare a tutti i nostri lettori: quello di non sprecare le parole. Naturalmente è un augurio che vale anche per noi giornalisti, che con le parole ci lavoriamo ogni giorno. 

Oggi la scrittura ha riacquistato senso per molte persone. Prima attraverso le mail, poi con la crescita del web nelle sue varie forme che invogliano l’interazione, e infine coi social network che hanno attualizzato una delle forme più antiche di narrazione, quella del diario.

Le parole sono uno strumento bellissimo, la scrittura un esercizio salutare anche quando è solo auto riflessivo, aiuta a comprendere meglio quello che siamo, quello che proviamo.

A patto che le parole siano rispettate. Che le lettere che battiamo sulle nostre tastiere compongano combinazioni che valga davvero la pena di decifrare. Anche se saremo soltanto noi o pochi altri a leggerle.

L’effetto collaterale di questo imponente ritorno alla scrittura è la sua inflazione. Lo spreco delle parole, per l’appunto. A tratti è insopportabile, spesso foriero di danni, anche inconsapevoli.

Quante cose inutili si leggono sui giornali. La cosa che trovo francamente più fastidiosa dello stile praticato oggi nella maggior parte delle testate, sia quelle di carta che quelle sul web, è la ricerca spasmodica dell’emotività.

Addio al distacco rispetto ai fatti. Addio a chi lascia parlare gli accadimenti e si ritira in secondo piano, per rispetto. Oggi vincono le emozioni preconfezionate, servite “a la carte” in troppi articoli che capita di leggere. 

Nelle ultime settimane si è aperto un necessario dibattito sulla qualità dell’informazione in rete, una riflessione sulla cosiddetta “post verità” e sul mostruoso ruolo dei social nella diffusione delle notizie false.

Era ora che se ne discutesse, per noi che ogni giorno cerchiamo di offrire un’informazione completa e scrupolosa, è una buona notizia. Ma non basta. Vorrei che ci confrontassimo anche sull’eccesso di parole che ci circonda, che ci confonde. Non solo sul web.

Nessun intento di demonizzare la bacheca di Facebook, ma siamo certi che ogni giorno ci sia qualcosa da dire? Che magari è già stato espresso meglio da altri. Allora non sarebbe più opportuno astenersi, ascoltare, praticare qualche volta in più il silenzio?

Più passano gli anni da quando abbiamo iniziato l’avventura di PiacenzaSera.it (nel 2017 festeggeremo il decennale della nostra fondazione), e più mi convince l’idea che l’informazione, anche quella locale – iperverticale come la nostra – debba assumere un ruolo sociale

Mi spingerò più in là, dirò un ruolo educativo: rispetto a lettori sempre più assediati da un diluvio di parole, da mille informazioni, spesso con scarsi strumenti per orientarsi tra il vero e il falso, tra la retorica e l’onestà.

Meno enfasi, meno parole ma più vere, più considerazione nei confronti di chi legge o ascolta, insomma più responsabilità. Mi piacerebbe che fosse così, cari lettori, il nostro 2017. Noi ci proveremo.

Buon anno.
Mauro Ferri (direttore di PiacenzaSera.it)

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