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Nuovo ospedale, Tagliaferri (Pd): “No all’ex Pertite”

"L’area della ex Pertite - afferma il consigliere comunale - è sicuramente la meno idonea ad ospitare la struttura di un nuovo Ospedale, anche se forse potrebbe essere quella - economicamente - di impatto più risolutivo"

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Pubblichiamo l’intervento a firma di Andrea Tagliaferri, consigliere comunale Pd, che torna sul tema del nuovo ospedale a Piacenza

IL TESTO – Oltre un mese fa (13/14 novembre) sono intervenuto sollevando dubbi circa l’ipotesi di un nuovo Ospedale nell’area ex Pertite. Il dibattito sta proseguendo e mi permetto di tornare sul tema.

Se un nuovo Ospedale deve essere costruito, ci sono delle regole fondamentali che vanno rispettate:

1. Servizi: puntare al contenuto e non solamente al contenitore. Servono nuove eccellenze e non tagli dettati da esigenze di riorganizzazione o riduzione costi. Che si riducano piuttosto le spese per i contenitori!

2. Non lasciamo un cantiere irrisolto in via Taverna e troviamo il modo di far rivivere con nuove destinazioni la struttura esistente perché non si dica che i soldi della ristrutturazione sono stati buttati. Sosteniamo il percorso di Confindustria.

3. Investimento: trasparenza totale e certezza dei costi finali del progetto.

4. Partecipazione: condivisione con la cittadinanza per tutte le scelte non sanitarie. L’individuazione di  una nuova localizzazione deve essere condivisa con tutta la cittadinanza prima ancora di affrontare la questione del progetto urbanistico-edilizio.

5. Se davvero l’attuale struttura risulta obsoleta si dia il via all’operazione, perché si darà risposta ad una esigenza reale.

6. Confronto: quali sono le  analogie con casi analoghi in Europa e in Italia per attuare un progetto mediante un percorso partecipato?

L’area della ex Pertite è sicuramente la meno idonea ad ospitare la struttura di un nuovo Ospedale, anche se forse potrebbe essere quella – economicamente – di impatto più risolutivo.

Ma perché dico “la meno idonea”? Ci sono varie ragioni che voglio esporre e se, nel caso, confrontare con chi ha idee opposte alle mie:
1. L’impatto del manufatto ospedaliere è invadente al punto che creerà problemi di viabilità con gli edifici scolastici limitrofi.

2. La città attende da anni un Bosco, un parco, un verde pubblico e non ulteriore cementificazione in città.

3. Bisogna trovare un’area più baricentrica rispetto alla provincia, che produce i 2/3 del flusso di utenza ospedaliera.

4. La caserma Artale diventerà polo logistico militare, e posta di fronte ad un ospedale è veramente poco salubre!

5. La città si sviluppa ad est e noi andiamo a costruire un polo sanitario ad ovest?

6. Dobbiamo salvare l’ultimo polmone verde della città, perché le scelte dell’urbanistica sono irreversibili. E’ bene pensarci prima perché dopo sarà troppo tardi e le aree verdi in città saranno finite.

7. Che si cerchi un area già abbondantemente compromessa oppure che sia davvero comoda da raggiungere! L’ex caserma Lusignani, il consorzio ex agrario, alla Madonnina oppure vicino alla nuova caserma dei Pompieri!

Chiedo ai lettori e alle forze politiche chiamate a compiere questa scelta strategica, di valutare l’ipotesi del nuovo Ospedale nella ex Pertite, esaminando lo studio che un valente architetto ha predisposto inserendo nell’area i volumi necessari alla costruzione ospedaliera. E vi chiedo: siamo certi che sia la scelta giusta?

Parliamo con la città senza lasciare che siano altri a decidere per noi. Apriamo un confronto a tutto campo, ascoltando i pro e i contro, ma non vendiamoci l’anima per un appalto. Allego Ipotesi di impatto di 130000 metri quadrati nell’area ex Pertite: “L’ospedale nel bosco, senza il bosco”
 

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