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Pd: “D’accordo con dimissioni Renzi, ripartire da chi ha votato Sì”

Il commento post referendum del Pd locale, espresso dal segretario Loris Caragnano e da quello cittadino Paolo Sckokai

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“Non possiamo che condividere la scelta del Segretario nazionale Matteo Renzi di aver rassegnato le dimissioni dalla Presidenza del Consiglio: un mandato di governo fondato su una forte vocazione innovativa e riformista non poteva che interrompersi una volta bocciata la riforma più importante che sia stata fino ad ora proposta, ovvero quella della Costituzione”.

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E’ il commento post referendum del Pd locale, espresso dal segretario provinciale Loris Caragnano e da quello cittadino Paolo Sckokai.

“Con il referendum di ieri – affermano – si è conclusa una lunga campagna elettorale nella quale il Partito Democratico ha animato numerosissime iniziative in tutta la provincia di Piacenza a sostegno del SI alla riforma costituzionale. Durante questo intenso percorso si sono avvicinate al Pd numerose cittadine e cittadini motivati da entusiasmo e genuino interesse alla politica, con la volontà di approfondire la riforma entrando nel merito delle questioni”.

“A tutti i volontari, vecchi e nuovi, giovani e meno giovani, esperti o meno che si sono impegnati con dedizione e passione senza mai perdere slancio anche di fronte a sondaggi avversi, va il nostro sincero ed affettuoso ringraziamento. Il risultato è inequivocabile ed a favore del NO ed anche l’altissima partecipazione al voto conferisce un valore indiscutibile all’esito di questa consultazione elettorale”.

“Al di là del rammarico per non poter vedere realizzata una riforma del sistema istituzionale che avrebbe portato numerosi benefici al funzionamento del nostro Paese – proseguono -, rimane la soddisfazione per aver potuto avvicinare tante persone nuove alla politica e pronte a continuare l’impegno politico e nella vita pubblica: questo è un patrimonio che il Partito Democratico non può disperdere. A Piacenza il SI ha raccolto un paio di punti percentuali in più rispetto alla media del Paese, confermando che a livello locale si riflette il dato nazionale”.

Per Caragnano e Sckokai “la scelta di Matteo Renzi è unica nel suo genere ed è resa ancora più coraggiosa dal fatto che è l’unico Presidente del Consiglio che si è dimesso senza ricoprire la carica di parlamentare e quindi senza avere quel paracadute politico del quale i precedenti capi di governo hanno sempre potuto beneficiare”.

Oggi – concludono – è il momento di ripartire da quel 41% che ha votato SI alle riforme e che sostiene l’esigenza di un forte cambiamento, uniti nella convinzione che il Partito Democratico con il suo segretario Matteo Renzi sia l’unica forza politica in grado di coniugare innovazione politica, competenza e capacità di governo delle quali il nostro Paese ha fortemente bisogno”.

Il Sottosegretario all’Economia Paola De Micheli ha invece affidato una riflessione al suo profilo Facebook, ecco il testo:

“Non voglio nascondere la delusione e anche l’amarezza per il risultato del #referendum sulla riforma della Costituzione. Ma i nostri concittadini ci hanno dato un’indicazione netta, sulla quale occorre riflettere a fondo. Quando tanti italiani si recano a votare è un segnale importante di partecipazione e di affetto verso le istituzioni”.

“Penso che la missione del Partito Democratico, fin dalla sua fondazione, sia quella del cambiamento. Se la sinistra non innova, non cerca di migliorare anche la qualità della democrazia, allora tradisce se stessa”.

“Dal risultato di ieri è necessario riprendere il cammino. Per fare meglio, per difendere la politica e continuare ad amare la nostra Italia. Cercando di cambiare quello che non va, con le proposte e anche con il coraggio”.

E sempre su Facebook ha espresso le proprie considerazioni l’ex segretario Pd Pierluigi Bersani: “Come aveva solennemente promesso la Carta dei valori del Pd, nessun governo adesso oserà più impugnare la Costituzione per affermarsi, dividendo il paese” – ha scritto.

“Nel risultato di ieri c’è qualcosa in più. Avevamo visto per tempo che nel paese si muoveva un’onda di disaffezione e di distacco. Non abbiamo accettato di consegnare tutto questo alla destra. Adesso ci impegniamo per la stabilità e per una netta e visibile correzione delle politiche. Una vera governabilità può derivare solo dalla capacità di rispondere alla nuova e grande questione sociale che si è aperta nel mondo e in Italia”.

“È ora di comprendere finalmente che l’alternativa tra sinistra e destra si gioca nel profondo della società. L’establishment viene dopo”.

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