Quantcast

Poco più di 102mila abitanti per Piacenza, i numeri dell’annuario 2016 foto

La pubblicazione che propone un'ampia raccolta di dati riguardanti la città, dalla popolazione ai maggiori problemi legati alla sicurezza o all'ambiente, fino alla direzione in cui si sta muovendo l'istruzione

Più informazioni su

Sono 102.318 (al 30 novembre 2016) i residenti nel Comune di Piacenza, 48.690 maschi e 53.628 femmine; 18.348 gli stranieri, dei quali 4.243 minori. Negativo il saldo tra nuove nascite (794) e decessi (1113). 264 i matrimoni celebrati.

I numeri vengono diffusi in concomitanza con la presentazione dell’Annuario Statistico 2016 di Piacenza, pubblicazione che propone un’ampia raccolta di dati riguardanti la città, dalla popolazione ai maggiori problemi legati alla sicurezza o all’ambiente, fino alla direzione in cui si sta muovendo l’istruzione.

Un’occasione non solo per fotografare i principali aspetti della realtà, ma anche per cogliere ed interpretare le tendenze, le trasformazioni e le dinamiche evolutive del suo territorio.

L’ANNUARIO STATISTICO 2016

NATALITA’ – A Piacenza – si legge nell’introduzione curata da Enrico Fabrizi del Dipartimento di Scienze Economiche e Sociali dell’Università Cattolica di Piacenza – si è registrato per il 2015 lo stesso numero di nati del 2014, 866, un dato migliore di quello nazionale, così come più alto della media italiana è il tasso di fecondità totale che si è attestato a 1.50, contro una media nazionale di 1.35.

Il contributo degli immigrati alle nascite è notevole e destinato a lasciare un’impronta duratura sulla composizione della popolazione cittadina: dei 4380 piacentini con meno di 5 anni, 1588 (il 36.2%) è straniero residente. A livello dell’intero comune gli stranieri residenti – registrati all’anagrafe – sono 18.548 (il 18.1%), una percentuale tra le più elevate tra i comuni capoluogo di provincia italiani. 

MATRIMONI – Ci si sposa di meno e più avanti negli anni. A 35 anni il 45.1% dei piacentini e il 35.7% delle piacentine è ancora celibe. Dati in linea con quelli nazionali, evidenzia Fabrizi, che raccontano di un numero di matrimoni in forte contrazione da molti anni. Nel 2015 il numero di matrimoni è stato di 248, 10 in più dell’anno precedente; molto di più sono aumentate le sentenze di divorzio passate da una media di 86 nel periodo 2011-2014 a 156. 

I matrimoni a Piacenza sono celebrati prevalentemente con rito civile (69%), un dato superiore alla media nazionale (45%) e regionale (62%) ma in linea con gli altri principali comuni capoluogo della regione. Il 31.5% dei matrimoni vede almeno un coniuge straniero, quattro volte su cinque si tratta di un matrimonio misto tra un coniuge italiano e uno straniero, mentre relativamente pochi sono i matrimoni tra stranieri (che spesso celebrano le nozze nel paese di origine o emigrano dopo essersi sposati).

“La prevalenza di matrimoni con almeno uno sposo straniero – viene spiegato – è nettamente sopra la media regionale (20%) e riflette sia la forte presenza di stranieri residenti, sia il fatto che molti di loro sono nel nostro paese ormai da molti anni”.

MORTALITA’ – Il 2015 è stato caratterizzato da una mortalità elevata con un incremento rispetto all’anno precedente del 10.3% a livello nazionale (stessa cifra a livello di Regione Emilia – Romagna). A Piacenza l’incremento è stato del 9% per i maschi e addirittura del 15% per le femmine. L’analisi delle cause specifiche di morte ha poi permesso di attribuire l’addensamento delle morti nel 2015 rispetto agli anni precedenti alle caratteristiche, più o meno aggressive da un anno all’altro, dei ceppi virali dell’influenza.

A Piacenza un cittadino su quattro ha più di 65 anni e uno su dodici più di 80 (una su dieci se guardiamo solo alle femmine): in questo però la città non si discosta dalla realtà del resto del Nord Italia e dell’intero paese.

ISTRUZIONE –  Gli iscritti nelle scuole cittadine non hanno subito tra il 2014 e il 2015 grosse variazioni. I posti negli asili nido comunali si sono ridotti di 20 unità passando da 328 a 308 (-6.8%), mentre sono rimasti invariati quelli nei nidi privati (404) con una uguale ripartizione tra quelli “convenzionati” (per cui le famiglie concorrono a sostenere le spese – 269 posti) e interamente a carico delle famiglie (169).

Complessivamente i 712 posti nei nidi del territorio corrispondono al 27.2% dei bambini nella fascia d’età 0-2. Si tratta di una buona “copertura”, in linea con la media dell’Italia Settentrionale, ma più bassa della media della Regione Emilia-Romagna (35.2%).

SALUTE – Tra il 2009 e il 2015 il numero complessivo di assistiti è cresciuto da 24.700 ad oltre 28.000 a fronte di un numero di abitanti che è diminuito nello stesso periodo di 500 unità: la domanda di assistenza e cure è quindi in forte crescita. Le categorie di assistenti più numerosi – si legge – sono i cardiovasculopatici (39%) seguiti da neo-plastici (16.5%), assistiti per malattie endocrine e metaboliche (15.5%) e diabetici (14%). Di queste due ultime categorie abbiano visto crescere il numero di assistiti del 40% nel periodo 2009-2015.

In crescita anche neo-plastici (del 20%, ma su questo numero incide anche il miglioramento medio delle prognosi per questi pazienti) e neuropatici. Pazienti gastroenterologici e bronconeumatici sono rimasti sostanzialmente stabili, mentre aumentano, seppur a livelli assoluti più bassi gli assistiti per patologie autoimmuni e insufficienti renali cronici.

ARIA E INQUINAMENTO – I dati relativi alle concentrazioni degli inquinanti nel 2015 non sono stati buoni. Nel 2015, tutte e quattro le centraline della città (via Giordani, via Ceno, Montecucco, Gerbido) hanno fatto registrare un numero di superamenti della soglia maggiore di 35, da 40 a 66. “Il netto peggioramento rispetto al 2014 e 2013 va però interpretato con cautela – scrive sempre Fabrizi – si trovano infatti dati ugualmente cattivi se non peggiori per il 2012 e per gli anni precedenti”.

ECONOMIA – Piacenza è tradizionalmente in una buona posizione, con un tasso di disoccupazione basso. All’inizio della crisi era all’1.9%, ben al di sotto della media regionale (3.2%) e nazionale (6.8%). La crisi ha avuto un impatto duro, più duro che nel resto della regione e del Nord Italia. Il 2014 potrebbe essere stato l’anno peggiore, con un tasso di disoccupazione al 9.4% (contro l’8.5% del tasso regionale Emilia Romagna), con una buona tenuta anche del tasso di attività (in leggera crescita nel periodo). Il 2015 è andato un po’ meglio (8.8%) e il 2016 dovrebbe proseguire nello stesso solco.

Particolarmente dura sul mercato del lavoro è stata in questi anni la situazione dei giovani: nella fascia d’età 15-29 il tasso di disoccupazione è salito dal 7% (2009) al 22.1% (2015), in linea con quello regionale e ben al di sotto della media nazionale (30.5%). Le imprese attive registrate nel Comune di Piacenza dalla Camera di Commercio sono 9.364 con quasi 39.000 addetti.

PREZZI – L’indice generale a base dicembre 2010 valeva a dicembre 2016 106.8, ovvero i prezzi sono cresciuti in media del 6.8% in 5 anni. Considerato l’ampio intervallo temporale, un aumento modesto, intorno all’1.3% annuo. Si va da prezzi in calo come nel caso di telefonia e telecomunicazioni (-16.5%) o stazionari (abbigliamento: +0.3%), ad altri capitoli di spesa per cui l’aumento è stato più elevato della media: in particolare le utenze domestiche (+13.9%), trasporti (+12.3%), alimentari (+11.1%): “Guardando i dati – è il commento -, l’impressione è che i segmenti più deboli della popolazione possano aver fronteggiato un inflazione più elevata della media”.

SICUREZZA – Il numero di reati denunciati a Piacenza nel 2015 è stato di 7.129, sostanzialmente lo stesso numero dell’anno precedente (+0.6%). Tra i reati dominano ancora i furti, circa il 56% del totale, anche se in leggero calo (-5.8%) rispetto al 2014. Il numero di questo tipo di reati rimane comunque elevato e soprattutto si mantiene, dal 2011 in avanti, a livelli ben superiori a quelli registrati nel periodo precedente. Un discorso analogo, con numeri più bassi e un calo più marcato negli ultimi due anni, si può fare per le rapine.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.