Quantcast

Profughi, a Gragnano 15 su 18 faranno volontariato in paese foto

La decisione è arrivata dopo l'incontro tra il sindaco Patrizia Calza e gli amministratori locali e i richiedenti asilo attualmente ospitati nel Comune

Più informazioni su

Profughi, a Gragnano Trebbiense (Piacenza) 15 su 18 richiedenti asilo hanno firmato il patto di volontariato con il Comune. 

La decisione è arrivata dopo l’incontro tra il sindaco Patrizia Calza e gli amministratori locali e i richiedenti asilo attualmente ospitati nel Comune, che si è tenuto in municipio.

A comunicare l’esito il sindaco Calza: “Preciso che l’incontro con i richiedenti asilo ospitati in abitazioni private del territorio comunale di Gragnano si è così concluso: 15 su 18 hanno firmato il patto di volontariato. Per gli altri tre sono in corso le pratiche amministrative e sanitarie propedeutiche alla firma”.

“Si tratta di volontariato pertanto – precisa Patrizia Calza – non precepiranno alcunché. Le attività in cui sono stati e saranno coinvolti i profughi sono la cura del verde pubblico, con raccolta delle foglie, pulizia di strade e marciapiedi, aiuto agli operai in alcuni interventi come la pulizia dei pozzetti”. 

INCONTRO IN MUNICIPIO – L’incontro in municipio con gli stranieri e il gestore della struttura di accoglienza Osvaldo Bruschi ha fatto seguito all’episodio di sangue cha aveva coinvolto due profughi nei giorni scorsi. 

“L’incontro era già programmato da tempo, come momento di confronto e di scambio di auguri con i richiedenti asilo che ospitiamo sul territorio – spiega il sindaco Calza -. Si tratta di appuntamenti che teniamo periodicamente, per coinvolgerli in diversi progetti di volontariato. Ad esempio, con un gruppo più ristretto, è stata avviata una collaborazione in concomitanza con la sagra del paese in settembre.

Questa è stata l’occasione, per loro, di farsi conoscere e apprezzare dalla comunità, tanto è vero che alcuni cittadini hanno regalato delle biciclette. Purtroppo questo incontro è stato preceduto da un episodio spiacevole, che ha sconvolto anche questi ragazzi, i quali hanno tenuto a precisare che il ricorso alle armi durante liti o discussioni non appartiene alla loro cultura. Anzi, ci hanno detto che hanno stipulato un patto tra loro, ossia di comportarsi sempre bene per non creare ostilità da parte dei residenti nei loro confronti”.

“Durante l’incontro abbiamo quindi riproposto il nostro progetto, ossia il coinvolgerli di volta in volta, in alcune attività di volontariato. Proposta che offre a loro la possibilità di essere impegnati per alcune ore della giornata, invece di trascorrerla senza avere nulla da fare, cosa che – sottolinea il sindaco – considero poco dignitosa, oltre a far apparire queste persone ancora più sgradite alla comunità. Inoltre, il poter dimostrare di essersi resi utili con piccoli lavoretti potrà essere utile per loro, una volta terminato il periodo dell’accoglienza, per trovare un vero lavoro”. 

“Proposta questa che non ha incontrato la contrarietà dei profughi che ospitiamo qui a Gragnano. Solo uno di loro ha fatto presente che, al momento del loro arrivo in Italia, sono stati informati dei loro diritti, e che non esiste nessun obbligo di svolgere lavoro volontario, e che vorrebbero, invece, poter già lavorare e guadagnare soldi da inviare alla loro famiglia.

Una situazione che, francamente, capiamo benissimo, ma non vediamo altra soluzione se non quella di iniziare con questa collaborazione, per porre basi solide alla loro futura integrazione. Da sindaco infatti mi pongo il problema del futuro: cosa potranno mai fare queste persone, una volta terminato il periodo dell’accoglienza, quando non avranno più nemmeno un posto dove dormire?

Meglio quindi coinvolgerli in qualcosa di costruttivo che dia loro di strumenti per integrarsi nella comunità. Argomenti che hanno convinto tutti i profughi attualmente in paese: 15 hanno già aderito, mentre altri 3 stanno aspettando di concludere la trafila burocratica per poter essere coinvolti nel progetto”. 

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.