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Schifani a Piacenza: “Riforma pericolosa, Renzi affabulatore” foto

Durante l’incontro di oggi dal titolo "Chi Ama L'Italia Vota No!", Il senatore di Forza Italia ha voluto concentrare l’attenzione principalmente sulla pericolosità di una riforma che favorirebbe uno scenario che porta “un uomo solo al comando.

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“Non voterei questa riforma nemmeno se fosse stata fatta dal centro-destra”.

Non usa mezzi termini Renato Schifani, senatore di Forza Italia, che questa mattina a Piacenza ha ribadito il proprio “no deciso e convinto” alla riforma costituzionale, in vista dell’ormai imminente referendum di domenica 4 dicembre.

“I sondaggi ci danno per favoriti, anche se la storia recente ci dice che è obbligatorio avere tutta la cautela del caso”, aggiunge Massimo Palmizio, coordinatore regionale di Forza Italia.

Durante l’incontro dal titolo “Chi Ama L’Italia Vota No!”, il senatore di Forza Italia ha voluto concentrare l’attenzione principalmente sulla pericolosità di una riforma che, a suo dire, favorirebbe uno scenario da “un uomo solo al comando. Si sta combattendo una battaglia di democrazia che va al di là di differenze tra partiti, lo dimostra il fatto che tante forze eterogenee si trovino concordi sul votare no. Il fatto che l’opposizione sia talmente variegata tradisce la bontà e la genuinità di tale opposizione.

E’ vero che questo tipo di riforma non modifica in maniera sostanziale i poteri del Premier, ma con il depotenziamento del Parlamento crea un particolare tipo di “contenitore” che strutturalmente si presta a dare vita a derive autoritarie nella guida del paese, questo a prescindere da Renzi. Di ciò si è reso conto lo stesso Presidente del Consiglio, cercando di ritrattare sull’Italicum una volta accortosi che lo spettro di una deriva dittatoriale non è piaciuta per niente all’elettorato”.

“Renzi – ha attaccato – è un giovane spregiudicato e affabulatore con poco senso dello Stato, che sta cercando di riempire di bugie il paese per lavorare sugli indecisi. Basti pensare al quesito sulla scheda elettorale: un quesito furbo e subdolo che ti invita immediatamente a votare sì. Trovo inoltre la sua scelta di personalizzare la riforma esagerata”.

Sullo scenario politico post referendum Schifani ha le idee chiare: “Sono certo che, indipendetemente dall’esito, Renzi deciderà di continuare a governare o meno scegliendo l’opzione a lui più conveniente, come sempre. Si consideri che ha sempre la maggioranza in parlamento e le forze d’opposizione interne al suo partito non sono comunque contrarie a una sua permanenza al governo”.

Infine Schifani si è detto convinto che non appena il centrodestra tornerà maggioranza “rifarà la riforma”. “A dirla tutta noi l’avevamo già fatta nel 2006, ed era una signora riforma, ma ci è stata bocciata da chi adesso è al governo. In quel caso purtroppo il referendum arrivò solo due mesi dopo la vittoria di Prodi con 30mila voti di vantaggio”.

Proprio su Prodi, Schifani ha concluso con una battuta: “Ieri ha annunciato ufficilamente che voterà sì, e questo mi ha fatto enorme piacere data la “simpatia” che il nostro elettorato ha per lui. Adesso sono sicuro che anche gli indecisi si saranno convinti a votare no”.

REFERENDUM, L’APPELLO AL VOTO DI FABIO CALLORI – “Domenica 4 dicembre siamo chiamati alle urne e questo sarà un momento decisivo per cambiare la storia della nostra Nazione e per esserne protagonisti affermando con forza le nostre idee. Sono assolutamente consapevole che i piacentini siano in grado di fare le proprie analisi, di valutare al meglio ed agire di conseguenza, quindi intendo solo esprimere semplici considerazioni”.

Inizia così l’appello al voto in vista del referendum di domenica di Fabio Callori, Vice Coordinatore Regionale di Forza Italia.

“Se a vincere sarà il SI – scrive – saremo tutti un po’ meno liberi e un po’  più succubi e l’Italia dipenderà maggiormente dall’Europa; ci sarà meno democrazia e una sola figura, l’attuale Presidente del Consiglio, continuerà a decidere e a scegliere per noi. Avremo sicuramente anche maggiori conflitti tra i vari livelli istituzionali, Stato, Regioni e Comuni”.

“Solo con la vittoria del NO si permetterà all’Italia di tornare a crescere come merita, il cittadino sarà al centro della vita politica e soprattutto salvaguarderemo la nostra Costituzione. Costituzione scritta nel dopoguerra dall’Assemblea Costituente composta da tutte le parti politiche. Non possiamo permettere che una sola forza politica la stravolga a proprio piacimento”.

“La conseguenza ovvia della vittoria del NO – conclude – permetterà all’Italia di tornare alle elezioni, di ridare voce ai cittadini e di mettere nuovamente il Centro Destra alla guida del Paese. Quindi non posso che chiedere a tutti di andare a votare e di votare NO”.

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