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Camera di commercio, via all’iter di fusione con Parma e Reggio foto

Il voto del consiglio camerale (nelle foto) riunito nella mattinata del 30 gennaio è stato quasi unanime: una sola eccezione il rappresentante del mondo del credito Davide Sartori

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Via libera in Camera di Commercio di Piacenza alla delibera che apre l’iter operativo del processo di fusione con gli enti omologhi Parma e Reggio Emilia.

Il voto del consiglio camerale (nelle foto) riunito nella mattinata del 30 gennaio è stato quasi unanime: una sola eccezione il rappresentante del mondo del credito Davide Sartori

In data odierna sono stati convocati anche i Consigli delle Camere di commercio di Parma e Reggio Emilia per esprimersi sullo stesso provvedimento. Ricordiamo che il nuovo assetto delle Camere accorpare prevede la sede centrale a Parma.

“Con l’adesione di tutti i componenti del consiglio eccetto il rappresentante del credito – ha fatto notare il presidente della Camera di Commercio Alfredo Parietti – questo passaggio porta a un documento che verra inviato a Unioncamere nazionale e al Ministero dello Sviluppo per arrivare alla definizione dell’accorpamento”.

“Si dovrebbe arrivare al compimento della fusione tra un anno e qualche mese, già da giugno verrà definito il processo, successivamente si andrà verso l’operatività e gli altri passaggi strutturali”.

“La preoccupazione dei lavoratori tocca anche Piacenza, ma insieme alle rappresentanze sindacali – ha concluso – verrà definito un piano per valorizzare le risorse umane a supporto dei singoli territori come quello di Piacenza, anche utilizzando forme di telelavoro”.  

Nel suo intervento il segretario provinciale della Cgil Gianluca Zilocchi si è detto “preoccupato” per le “ricadute sui lavoratori della Camera di Commercio e organizzazione nuova del lavoro, percorso che per noi non è banale e semplice.

Ci tengo a dire che a Piacenza facciamo il passaggio che verrà fatto anche a Parma e a Reggio Emilia. Do atto a Parietti e Saguatti di aver creato le condizioni affinché questo passaggio venga davvero condiviso con i lavoratori.

In altri territori questi passaggi non sono stati così puntuali come fatto a Piacenza’. Zilocchi ha poi letto un ordine del giorno presentato dalle categorie sindacali delle tre province, che esprimono preoccupazione sull’operazione. 

Davide Sartori, consigliere rappresentante  del settore creditizio, ha ribadito la propria contrarietà all’accorpamento, soprattutto perché non sono state prese in considerazione soluzioni alternative (enti camerali in Lombardia).

“Lo spostamento – sottolinea – della nuova sede a Parma non aiuterà i piacentini, era necessario sfruttare la posizione baricentrica di Piacenza”.

Il consiglio camerale ha votato invece all’unanimità la costituzione di una commissione dedicata alla logistica. Ne fanno parte Filippo Cella, Daniel Negri, Dario Costantini, Gianluca Zilocchi, Claudio Piva.  

LA NOTA UFFICIALE: VERSO LA CAMERA DI COMMERCIO PIU’ GRANDE DELL’EMILIA ROMAGNA

Via libera al cammino di accorpamento che porterà alla nascita di una delle più grandi realtà camerali italiane, forte della presenza in tre province di quasi 160.000 imprese iscritte, 200 dipendenti e altissimi livelli di informatizzazione dei servizi.

La decisione è stata assunta, individualmente, in contemporanea e all’unisono, dai Consigli delle tre Camere di Commercio di quell’Emilia occidentale che si estende dal fiume Secchia al Po su una superficie di 8.325 chilometri quadrati.

La volontà sancita dalle delibere dei Consigli camerali sarà ora comunicata ad Unioncamere e passerà al vaglio del ministero dello Sviluppo Economico, chiamato a pronunciarsi con specifico decreto sull’accorpamento, la cui piena realizzazione avverrà presumibilmente nelle prime settimane del 2018.

“Con le delibere assunte dai Consigli – sottolineano Stefano Landi, Andrea Zanlari e Alfredo Parietti, rispettivamente presidenti delle Camere di Commercio di Reggio Emilia, Parma e Piacenza – si conclude un percorso di approfondimento e di confronto complesso ma molto soddisfacente sia negli esiti che in tutti i passaggi che hanno consentito di evidenziare i tanti elementi di omogeneità che si riscontrano nei nostri territori, i comuni bisogni delle imprese e le più marcate vocazioni che li contraddistinguono”.

Proprio per questo – proseguono i presidenti delle tre Camere di Commercio –  le decisioni di oggi non ottemperano soltanto a norme stabilite dalla riforma delle Camere di Commercio, ma gettano le fondamenta per una nuova “casa comune” delle organizzazioni e delle imprese dei nostri territori, caratterizzata da alti livelli di efficienza e da una condivisa visione delle azioni necessarie allo sviluppo”.

E nel momento in cui prende formalmente il via il cammino di accorpamento, i presidenti delle tre Camere di Commercio guardano proprio a questi interventi futuri.

“La flessione delle entrate determinata da una riforma che con il 2017 porta al dimezzamento del contributo camerale – sottolineano Landi, Zanlari e Parietti – si riflette, ovviamente, sui possibili investimenti a sostegno dello sviluppo del territorio, ma è proprio a fronte di questa situazione che, insieme,  moltiplicheremo i nostri impegni per assicurare nuovi servizi e azioni che possano positivamente incidere sui primari fattori di competitività delle economie locali, sfruttando al meglio tutte le opportunità derivanti dall’accorpamento”.

La nuova Camera di Commercio sarà la più grande dell’Emilia-Romagna e tra le prime in Italia. Opererà su un territorio in cui sono presenti 159.179 imprese con 509.999 addetti, capaci di generare un valore aggiunto di 37,5 miliardi di euro ed un export che si attesta a 19,5 miliardi di euro: cifre che rappresentano il 30% dell’intera economia della regione.

Da un punto di vista patrimoniale/finanziario, la nascente Camera di Commercio avrà più di 70 milioni di euro di patrimonio netto e quasi 25 milioni di incassi annuali.

Fusione delle Camere di Commercio di Piacenza, Parma, Reggio Emilia: costituito il Coordinamento delle RSU dei confederali Confronto entro febbraio e riorganizzazione condivisa
 
ORDINE DEL GIONRO ASSEMBLEA LAVORATRICI E LAVORATORI Cgil – Cisl – Uil – “Forte preoccupazione per le conseguenze”
 
PIACENZA – Le lavoratrici e i lavoratori delle camere di commercio di Reggio Emilia, Parma e Piacenza riuniti in assemblea il 26 gennaio 2017, esprimono la forte preoccupazione in ordine alle conseguenze del decreto di riforma delle Camere di Commercio connesso al processo di fusione delle tre camere e che verrà votato il prossimo 30 gennaio e verrà sottoposto alla valutazione di Unioncamere.

Tale unificazione che al momento appare alquanto probabile, porterà conseguenze importanti sui dipendenti e sull’organizzazione delle Camere, di conseguenza appare necessario e urgente attivare da subito un confronto al fine di affrontare e trovare per tempo soluzioni soddisfacenti.

Preliminarmente va condiviso l’obiettivo che la riorganizzazione dovrà garantire l’attuale assetto occupazionale fatte salve scelte volontarie in ordine a possibili percorsi di pensionamento o di mobilità.

Di conseguenza occorre:

definire un sistema di relazioni che garantisca un percorso partecipato e condiviso con le organizzazioni sindacali e i lavoratori, attraverso l’istituzione di un tavolo permanente, che prenda l’avvio dalla condivisione di un quadro preciso, chiaro, e con aggiornamenti tempestivi sui processi riorganizzativi;

affrontare il tema delle sedi, introducendo la possibilità della virtualizzazione degli uffici e del Telelavoro al fine di evitare spostamenti del personale non legati alla volontarietà;

confrontarsi sui processi di razionalizzazione e di efficientare  e utilizzo dell’articolo 16 del D.L. 98/2011 al fine di valorizzare il personale che verrà chiamato, da un lato, a svolgere nuove funzioni assegnate alle Camere di Commercio, e dall’altro, a farsi carico del lavoro dei dipendenti che andranno in pensione, e che la riforma non prevede di sostituire.

confrontarsi sulla contrattazione decentrata al fine di armonizzare gli istituti contrattuali in ordine alla gestione del Personale, nella logica di evitare penalizzazioni

Inoltre l’assemblea chiede alle OOSS regionali, attraverso quelle provinciali, affinché sollecitino la regione a rispettare l’impegno di aprire un tavolo relativo all’Unione delle Camere di Commercio dell’Emilia.

L’assemblea inoltre dà mandato alle organizzazioni sindacali e alle rsu di costituire un coordinamento quale soggetto unitario per il confronto in vista della unificazione e che dovrà attivare con urgenza il tavolo menzionato con le tre camere di commercio sui punti specificati sopra e su tutti quelli che emergeranno anche successivamente.

Si condivide che tale confronto congiunto debba iniziare non oltre il mese di febbraio.

L’assemblea approva il documento e si riserva ogni utile iniziativa in occasione delle prossime assemblee.

Unificazione delle Camere di Commercio:
per Legacoop Emilia Ovest una scelta giusta e importante

 
Legacoop Emilia Ovest esprime grande soddisfazione per la decisione assunta oggi di unificare le Camere di Commercio di Reggio Emilia, Parma e Piacenza. Una scelta da noi sempre condivisa, che riteniamo importante e strategica. Quello dell’unificazione delle Camere di Commercio è stato uno dei nostri obiettivi fin dal momento della costituzione di Legacoop Emilia Ovest, nata dalla fusione delle organizzazioni territoriali di Reggio Emilia, Parma e Piacenza. L’obiettivo raggiunto di una Camera di Commercio di area vasta è per noi una scelta che fa il bene delle comunità e della stessa Regione Emilia Romagna. Così potremo meglio operare insieme e guardare con più ottimismo anche all’Europa.

Certamente la decisione di oggi la consideriamo un primo passo verso una sempre maggiore integrazione fra i territori dell’Emilia. Anche le Università, a nostro modo di vedere, dovrebbero investire di più sulla collaborazione per essere sempre più forti e attrattive, per diventare centri capaci di promuovere spirito creativo, innovativo e anche imprenditoriale. Legacoop ha sciolto le sue tre organizzazioni sui territori con risultati positivi e senza nessuna ripercussione negativa. Una scelta importante, che voleva guardare avanti. Oggi sono le Camere di Commercio a seguire questa strada. Il percorso è quello giusto, e come Legacoop spingeremo sempre per ogni azione di maggiore integrazione nei territori.

 

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