Quantcast

Carburante “in frode”, operazione della Finanza. Tra gli indagati un piacentino

Gli accertamenti, partiti nel novembre 2015, sono scattati in seguito alla sospetta differenza di prezzo alla pompa tra gestore e gestore nella provincia veneta, ritenuto non giustificabile attraverso le normali dinamiche di mercato.

Più informazioni su

Carburante a prezzi bassi evadendo iva e accisa: questo il meccanismo illecito contestato dal Nucleo Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Venezia a 31 soggetti, tra cui un piacentino, indagati a vario titolo per associazione per delinquere, omessa presentazione della dichiarazione, presentazione di dichiarazione infedele alla sottrazione al pagamento dell’accisa, ricettazione o occultamento della documentazione contabile.

Tra le accuse anche quella di aver gestito 16 società di trading, fornitrici dei prodotti petroliferi, ritenute dalle forze dell’ordine mere “cartiere” operanti in tutta Italia allo scopo di frodare l’Iva e consentire l’illecita cessione di carburanti ai distributori stradali del territorio nazionale.

Una “filiera” gestita da quattro presunte organizzazioni criminali, accusate di frodi nel settore dei carburanti per autotrazione.

Gli accertamenti, partiti nel novembre 2015, sono scattati in seguito alla sospetta differenza di prezzo alla pompa tra gestore e gestore nella provincia veneta, ritenuto non giustificabile attraverso le normali dinamiche di mercato.

Secondo quanto ricostruito dal Nucleo di Polizia tributaria era in corso un vasto meccanismo fraudolento, ormai consolidato, realizzato attraverso la classica interposizione di società “cartiere”, quelle cioè poste tra il fornitore ed il destinatario finale che, poi, non versano allo Stato l’iva incassata.

“In altri casi la società interposta dichiarava di essere un esportatore abituale e, potendo acquistare carburanti senza l’applicazione dell’Iva, lucrava sulla differenza con l’Imposta incassata in vendita e mai versata all’Erario – si legge sul comunicato stampa della Guardia di Finanza -;  I due meccanismi fraudolenti portano alle medesime, illecite conclusioni: l’Iva e l’accisa, qualora quest’ultima non sia stata corrisposta da precedenti depositari, non vengono versate all’erario, consentendo ad organizzazioni criminali come quelle scoperte di battere qualsiasi concorrente poiché offrono il prodotto petrolifero a prezzi inferiori e non praticabili dagli operatori onesti.”

A fronte degli oltre 400 milioni di litri di benzina e gasolio, secondo le Fiamme Gialle illecitamente immessi in consumo in tutto il territorio nazionale – per un controvalore di 360 milioni di euro – sono stati oggi sequestrati 18 milioni di litri di carburante.

“I sequestri consentiranno, sostanzialmente, di recuperare le imposte finora evase pari a 23 milioni di Iva e 3 milioni di accise rispetto ad una base imponibile non dichiarata per oltre 120 milioni di euro” conclude la nota stampa.

Sono stati notificati avvisi di garanzia nelle province di Roma, Milano, Napoli, Como, Varese, Perugia, Piacenza, Treviso, Padova e Rovigo.
 
 
 

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.