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Comunali, “schema” Marini o “schema” Castagnola per il Pd?

Prosegue la ricerca del candidato a sindaco di Piacenza del Partito Democratico, dopo la rinuncia alla corsa per un secondo mandato del primo cittadino uscente Paolo Dosi e il netto no pronunciato da Pierluigi Bersani all'ipotesi di candidatura

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Prosegue la ricerca del candidato a sindaco di Piacenza del Partito Democratico, dopo la rinuncia alla corsa per un secondo mandato del primo cittadino uscente Paolo Dosi e il netto no pronunciato da Pierluigi Bersani all’ipotesi di candidatura. 

Il tentativo dei vertici provinciali è quello di scongiurare le primarie e di far convergere il consenso delle varie anime su una personalità unitaria. La strada è quella di marcare una certa discontinuità con la giunta uscente, individuando un profilo che un tempo si sarebbe definito “estrazione della società civile”, ovvero di area Pd ma senza aver ricoperto negli ultimi anni cariche pubbliche.

Due i nomi nuovi che in questi giorni sono circolati negli ambienti dem, quello di Carlo Marini, classe ’68, cattolico e manager bancario dell’Unicredit, e quello di Marco Castagnola, classe ’72, imprenditore informatico, con un’esperienza politica nella Sinistra Giovanile e un mandato di consigliere comunale dal ’94 al ’98 nel Pds.

Ma non si tratta solo una disfida di carattere “personalistico”, a confronto vi sono visioni distinte della contesa elettorale della primavera prossima.

Marini è stato proposto dall’area più vicina a l’ex primo cittadino Roberto Reggi e il suo profilo corrisponde allo “schema” politico più volte percorso negli ultimi 15 anni dal centrosinistra a Piacenza: la scelta di un candidato “moderato” e di estrazione cattolica, per tenere un baricentro “centrista” con lo sguardo a sinistra. Uno schema che finora si è rivelato vincente, ma che – secondo l’opinione di una parte del gruppo dirigente Pd – non sarebbe più riproponibile nel mutato contesto della politica nazionale e locale. 

All’interno di uno scenario politico ormai “tripolare”, con la presenza consolidata del Movimento 5 Stelle, l’area che fa riferimento al Sottosegretario Paola De Micheli e alla sinistra riformista di Francesco Cacciatore sostiene la necessità di rompere gli “schemi” validi fino al recente passato: con un candidato che, senza rinunciare alla carica innovativa, sia in grado di parlare a un fascia più ampia di elettorato e di “coprire” meglio l’ala sinistra.

Una fase, quella che sta affrontando il Pd locale, che tuttavia appare ancora interlocutoria. Non è infatti escluso che, se uno dei due profili in campo non riscuotesse un consenso maggioritario, si torni a considerare figure più legate al partito. 

 

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