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Getta via l’hashish, inseguito e arrestato. Era appena uscito dal carcere

In manette un 43enne tunisino, accusato di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Dagli accertamenti sono emersi diversi precedenti a suo carico, commessi in varie città italiane a partire dall'anno duemila.

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Getta l’hashish sotto un’auto parcheggiata in via Pozzo a Piacenza e cerca di scappare dalla polizia, senza però riuscirci. Lo straniero, un 43enne tunisino, è stato inseguito e tratto in arresto dagli agenti delle volanti, con l’accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Il fuggitivo era uscito dal carcere di Modena poche settimane fa, dopo aver scontato una pena per reati contro il patrimonio.

Dagli accertamenti sono emersi diversi precedenti di polizia a suo carico, commessi in varie città italiane, da nord a sud, a partire dall’anno duemila. Comparirà in tribunale per il processo per direttissima.

I FATTI – Il sospetto è stato intercettato dalle forze dell’ordine, poco dopo le 20 del 16 gennaio. La volante, di passaggio in via Alberoni, ha notato un gruppo di quattro persone, intente a confabulare tra loro fin quando, alla vista degli operatori,  si sono subito disperse. Tre soggetti, tutti di origine marocchina, hanno iniziato a camminare  verso via dei Mille mentre un quarto, il tunisino, ha imboccato la via Pozzo.

L’auto della polizia ha seguito il gruppo più numeroso, mentre un agente, a piedi, si è messo sulle tracce del fuggitivo solitario. Quest’ultimo, mentre si allontana, ha gettato degli involucri sotto un veicolo in sosta in via Pozzo e poi ha continuato a scappare fino a piazzale Libertà, dove è stato bloccato.

I misteriosi involucri, recuperati poi dalle forze dell’ordine, si sono rivelati essere sei frammenti di hashish, per un peso complessivo di circa un etto. Addosso al 43enne è stata trovata anche una lama, sporca di stupefacente, oltre ad una carta che lo qualifica come richiedente asilo in Svezia. 

Comparirà in tribunale per il processo per direttissima.

SIAP: “ANCORA UN OTTIMO INTERVENTO, NONOSTANTE LE DIFFICOLTA'” – “Ancora un ottimo intervento del personale delle volanti nella nostra città che, oltre a recuperare sostanze stupefacenti, hanno arrestato un clandestino con un curriculum malavitoso non di poca importanza”. A dirlo Sandro Chiaravalloti, segretario provinciale del Siap (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia).

“Ancora una volta – scrive in una nota – personale di polizia che opera su strada, al quale spero sia riconosciuto il merito con gli istituti premiali previsti, mette a segno, uno dopo l’altro, importati risultati in ogni settore delinquenziale con particolare riferimento allo spaccio di sostanze stupefacenti”.

“Mi sia concesso, questa volta, fare un esempio su questioni semplici per cercare di far comprendere come lo Stato tratta quegli operatori fuori dai riflettori. Poco tempo fa feci riferimento a come gli stessi hanno avuto difficoltà ad espletare il servizio con auto idonee, mentre oggi voglio parlare del buono pasto, non tanto perché il problema sia più importante di altri, anzi, ma perché può a mio parere far comprendere il trattamento riservato a questi colleghi”.

“Un poliziotto delle volanti – afferma Chiaravalloti – con orario di lavoro dalle ore 7 alle ore 13, che effettua servizio in una città come Piacenza dove è presente la mensa di servizio, qualora a fine servizio venga chiamato ad intervenire in una rapina e durante l’intervento, anche per una colluttazione, debba essere sottoposto a cure mediche non riuscendo a consumare il pasto nonostante la norma lo preveda non gli verrà riconosciuto nessun ticket: questo perché a Piacenza esiste una mensa che il collega impossibilitato non potrebbe utilizzare”.

“Sono le piccole cose – conclude – a fare meglio comprendere il trattamento che ognuno di noi riceve; spero, con questo piccolo esempio vergognoso, di essere riuscito ancora una volta a far comprendere le nostre problematiche gestionali”.

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