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“I piacentini non si sentono al sicuro, necessarie azioni per prevenire i reati”

Gloria Zanardi (Forza Italia): "Non è facile trovare soluzioni ma un primo passo è prendere coscienza del problema e non continuare a sminuire gli allarmi lanciati dagli stessi piacentini"

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Pubblichiamo l’intervento di Gloria Zanardi (Forza Italia) in tema di sicurezza, che parte dai dati sull’attività svolta recentemente forniti dal comando provinciale dei carabinieri. “Nonostante le rassicurazioni – afferma Zanardi -, i piacentini non si sentono al sicuro perché, oltre all’attività delle forze dell’ordine, occorre che si mettano in campo azioni concrete di prevenzione dei reati e questo compito spetta anche e soprattutto all’amministrazione comunale”

IL TESTO – Alla luce dei dati forniti dai Carabinieri di Piacenza nei giorni scorsi, si evince la competenza e la determinazione delle Forze dell’Ordine nello svolgimento del proprio ruolo volto alla repressione e al perseguimento dei reati e tutti dobbiamo riconoscerne il merito.

Dall’analisi della situazione dell’anno appena trascorso non emerge che Piacenza sia una città più sicura (questo messaggio è fuorviante), emerge solamente che, a fronte dei numerosi crimini verificatesi, forse addirittura superiori che in periodi precedenti, le forze dell’ordine abbiano operato nel migliore dei modi.

Nonostante però le rassicurazioni, i piacentini non si sentono al sicuro perché, oltre all’attività delle forze dell’ordine, occorre che si mettano in campo azioni concrete di prevenzione dei reati e questo compito spetta anche e soprattutto all’amministrazione comunale che deve avere, tra gli obbiettivi primari ed imprenscindibili della propria azione politica, la salvaguardia della sicurezza dei cittadini e la tutela dell’incolumità e dei beni dei medesimi.

Un dovere in capo all’amministrazione che non può e non deve essere disatteso; un fine a cui devono essere destinate adeguate risorse e a cui deve essere dedicata la massima attenzione.

Non bastano iniziative spot con slogan e manifestazioni che lasciano il tempo che trovano, non basta partecipare ai forum nazionali, ma necessita che l’amministrazione solleciti il rafforzamento e il coordinamento del tavolo provinciale per la sicurezza, presieduto dal Prefetto, per attuare un programma strutturato di sicurezza urbana, coinvolgendo fattivamente tutti i soggetti che sono impegnati nella prevenzione e repressione dei fenomeni criminali, per creare una rete ancora più efficiente che, con continuità, attraverso un monitoraggio costante delle zone critiche della città, un’analisi di tutte le dinamiche spazio-temporali delle manifestazioni delinquenziali e anche delle caratteristiche degli autori dei reati, possa individuare i punti da potenziare per un’azione più efficace allo scopo.

Inoltre, l’amministrazione, al fine di arginare la percezione di insicurezza dei cittadini (che non è più percezione ma realtà) e diminuire in concreto i pericoli in cui incorrono, non deve continuare a tollerare silenziosamente atteggiamenti che, statisticamente, portano all’esasperazione di alcune situazioni con conseguenti problemi di ordine pubblico e pubblica sicurezza.

Ben consapevole che non si possa attuare la repressione di comportamenti leciti, allo stesso tempo, ritengo che l’amministrazione, anche attraverso l’emanazione di ordinanze e l’adozione di provvedimenti concreti, debba fare innanzi tutto sentire la propria presenza.

Occorre attuare strumenti che fungano efficacemente da deterrente a condotte inopportune e, al contempo, da incentivo a buoni comportamenti.

Non è facile trovare soluzioni ma un primo passo è prendere coscienza del problema e non continuare a sminuire gli allarmi lanciati dagli stessi piacentini; anche a fronte della situazione generale legata ai flussi migratori, alla povertà dilagante ed agli atteggiamenti da parte di alcune amministrazioni, come la nostra, i cittadini hanno perso fiducia nelle istituzioni politiche e questa situazione deve cambiare.

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