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Perché Auschwitz non ha ucciso la speranza, il Giorno della Memoria in Cattolica

Mercoledì dalle ore 9.30 la facoltà di Scienze della formazione propone il seminario aperto a tutti “Nonostante tutto dire sì alla vita”

Il 25 gennaio dalle ore 9.30, in occasione della Giornata della memoria, la facoltà di Scienze della formazione della Cattolica di Piacenza propone il seminario aperto a tutti “Nonostante tutto dire sì alla vita” pensato con il proposito di esplorare gli aspetti psicopedagogici legati all’esperienza della deportazione.
 
“L’intento è quello di aiutare a riflettere non tanto e non solo sul doveroso far memoria di una pagina tragica della nostra storia, quanto soprattutto trarre delle chiavi di lettura per l’oggi e per il futuro” sottolinea il prof. Daniele Bruzzone, docente della facoltà di Scienze della formazione, che ha promosso l’evento, organizzato dalla Cattolica in collaborazione con il liceo G. Colombini – saranno più di 300 gli studenti del liceo che parteciperanno al seminario – e con l’Associazione di logoterapia e analisi esistenziale Frankliana.
 
Nonostante tutto, dire sì alla vita è il titolo originario del libro di “uno psicologo nei lager”, Viktor Frankl, sopravvissuto a 4 campi di concentramento e il cui contributo è servito soprattutto nell’esplorare la dimensione psicologica della deportazione e in particolare nell’approfondire le risorse a cui i deportati potevano attingere per resistere anche a situazioni estreme.
 
“Questo naturalmente non ci insegna soltanto come fosse paradossalmente possibile mantenere la propria dignità umana in una situazione così spersonalizzante, ma ci insegna anche come oggi nelle diverse situazioni tragiche della vita le persone possano resistere” rimarca Bruzzone.

Un altro aspetto presente nel seminario si riferisce a una ricerca dell’Università di Padova sulla resilienza nei bambini deportati. Sarà l’occasione per apprendere come insegnare ai giovani d’oggi la resilienza nelle situazioni difficili della vita.

“Vorremo cogliere l’occasione della Giornata della Memoria – conclude il professore – per guardare con fiducia al futuro e fornire alle persone strumenti per affrontare le difficoltà della vita”.

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