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Polveri fini alle stelle: toccati i 114 milligrammi al mq: 11esimo superamento foto

Gennaio "nero" per la qualità dell'aria a Piacenza. Domenica 29 nella nostra città abbiamo raggiunto il 17esimo giorno di sforamento del 2017 (centralina di via Giordani) delle concentrazioni di polveri fini, l'undicesimo consecutivo

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Gennaio “nero” per la qualità dell’aria a Piacenza. Domenica 29 nella nostra città abbiamo raggiunto il 17esimo giorno di sforamento del 2017 (centralina di via Giordani) delle concentrazioni di polveri fini, l’undicesimo consecutivo. 

E la quota di Pm10 raggiunta è veramente elevata, con 114 milligrammi al metro cubo. LEGGI I DATI SU LIBERIAMO L’ARIA

Un dato realmente preoccupante favorito dall’eccezionale stabilità meteorologia e dalla mancanza di precipitazioni. Nella mappa a lato (tratta dal sito di Apae) la situazione regionale.

Considerato che sono 35 i giorni di sforamento dei limiti consentiti nell’arco di un anno, nel solo mese di gennaio a Piacenza abbiamo già raggiunto la metà.

Non è chiaro se la pioggerella della notte possa alleviare la situazione con la caduta al suolo di una parte delle polveri, di certo in settimana sono attese le prime precipitazioni dell’anno. Si spera che possano influire sulla presenza degli inquinanti in atmosfera.

Legambiente presenta il Dossier Mal’Aria 2017 – Presidio in Regione a Bologna – Presidio di Legambiente a Bologna, in occasione dell’incontro tra il Ministro Galletti e gli Assessori all’Ambiente di Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte e Lombardia, per chiedere soluzioni urgenti al problema dell’inquinamento dell’aria nel bacino padano.

Fondamentale approvare e dare immediata attuazione alle norme contenute nel Piano Aria regionale, con rigidi controlli sul rispetto delle norme. Le polveri sottile invadono sempre più le città. Anche il 2017 si è aperto nella morsa dello smog: nei primi 25 giorni di gennaio sono ben 5 i capoluoghi dell’Emilia-Romagna che hanno già registrato almeno 15 giorni di superamento del limite giornaliero previsto per il PM10.

Reggio Emilia con 19, Modena con 18 e Piacenza con 17 giornate, sono le tre situazioni peggiori, seguite da Ravenna e Rimini con 15 giorni di sforamento.

Dati che non promettono nulla di buono, nonostante lo scorso anno la situazione in regione sembrava essere in miglioramento. Numeri preoccupanti se si pensa anche ai rilevanti impatti sulla salute: ogni anno, stando alle ultime stime, l’inquinamento dell’aria causa oltre 467 mila solo in Europa e i costi sanitari associati quantificabili sono tra 400 e 900 miliardi di euro all’anno sempre in Europa.

A denunciarlo oggi Legambiente, con un presidio organizzato a Bologna in occasione dell’incontro tra il Ministro Galletti e gli Assessori all’Ambiente di Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte e Lombardia.

I presidenti regionali dell’associazione, ricevuti durante l’incontro, hanno chiesto al Ministro Galletti ed ai rispettivi assessori all’ambiente soluzioni urgenti al problema dell’inquinamento dell’aria nel bacino padano: far uscire le città dalla cappa di smog è una priorità.

Proposte, quelle di Legambiente, contenute nell’annuale dossier “Mal’aria 2017 – Come ridurre lo smog, cambiando le città in 10 mosse” che sfida le amministrazioni disegnando le città di domani, utilizzando le migliori esperienze che già oggi sono una realtà: ecco dunque una metropoli innovativa e sostenibile, sempre più verde dove gli alberi tornano ad essere i protagonisti del centro e delle periferie “sposando” anche l’architettura per dar vita a palazzi che respirano. E poi reti ciclabili, mezzi pubblici e auto elettriche, ecoquartieri, edifici che tornano a nuova vita grazie a progetti rigenerazione urbana per Centri urbani sempre più smart, partecipativi e inclusivi.

“Il Piano Aria dell’Emilia Romagna approvato in Giunta nelle scorse settimane – dichiara Legambiente – contiene indirizzi e misure positive, alcune delle quali frutto delle nostre richieste fatte negli scorsi anni. Finalmente nel Piano è rivisto il meccanismo delle misure emergenziali, che scatteranno a seguito di 4 giorni di superamento consecutivi dei limiti di PM10, e non dopo 7 come era fino ad oggi. Misure emergenziali che contengono, oltre al blocco dei veicoli più inquinanti (diesel euro 3 ed euro 4 dal 2018), anche l’obbligo di riduzione delle temperature fino ad un minimo di 19 gradi in edifici pubblici, privati ed esercizi commerciali. Per quanto riguarda gli esercizi commerciali, recepita anche la nostra richiesta di obbligare alla chiusura delle porte esterne al fine di non sprecare energia per riscaldamento e raffrescamento.”.

“A seguito dell’approvazione del PAIR2020 – sottolinea l’associazione – sarà fondamentale che gli indirizzi contenuti non restino solo buoni propositi sulla carta. Per questo urge pensare ad un tavolo di coordinamento con i Sindaci che porti, oltre alla rapida applicazione delle norme a livello comunale, ad un meccanismo di monitoraggio sull’attuazione locale delle misure contenute nel piano”. Importante inoltre che siano messe in campo azioni serie di vigilanza sul rispetto delle norme e  comminate le relative sanzioni che potrebbero poi essere utilizzate per finanziare l’implementazione del trasporto pubblico o le infrastrutture dedicate alla mobilità leggera.

Infine, è fondamentale che l’art. 11 delle norme tecniche di attuazione del Piano, dove si ricorda che le direttive del PAIR devono essere recepite dal PRIT (Piano integrato dei trasporti), non resti solo una buona intenzione. Ci faremo garanti di questa indicazione nel percorso pubblico di stesura del PRIT, ricordando la necessità di un impegno sul versante dei trasporti e sul bilancio regionale per riformare la mobilità, spostando i principali sforzi infrastrutturali che oggi sono destinati alle autostrade, verso il trasporto pubblico locale e la promozione della mobilità urbana sostenibile.

INQUINAMENTO, ZANARDI: “TROVARE SOLUZIONI” – “Da tempo la qualità dell’aria a Piacenza costituisce un’emergenza e si ripresenta ogni anno. Soprattutto nel periodo invernale, l’inquinamento atmosferico raggiunge apici che ledono notevolmente la salubrità dell’ambiente”.

Lo scrive in una nota Gloria Zanardi (Forza Italia). “Tra le fonti principali generatrici di un eccessivo inquinamento si devono contemplare il traffico veicolare, le emissioni delle attività produttive e gli impianti di riscaldamento”.

“Necessita – afferma – che l’amministrazione comunale non sottovaluti il problema e cerchi di trovare soluzioni che possano arginare questo allarmante dato che va ad incidere negativamente sui beni costituzionalmente garantiti della salute e della tutela dell’ambiente”.

“In primis, a mio parere, occorre migliorare la rete di monitoraggio del fenomeno, attraverso l’installazione di un maggior numero di sensori che permettano di raccogliere i dati sulla qualità dell’aria soprattutto nei punti critici della città, ad esempio ove è stata modificata la viabilità, al fine di verificare anche se le scelte operate in tale campo dall’amministrazione, oltre a disagi di traffico e commerciali, non abbiano anche aggravato l’inquinamento in tali zone”.

“Vero è che è stato da poco approvato il piano aria integrato regionale che prevede lo stanziamento di risorse per cercare di ridurre il problema, tuttavia ritengo che alcuni interventi se spalmati su tutta la regione e se non veicolati in progetti locali di livello non siano sufficienti. Basti pensare alla previsione di sostituzione di 600 bus in tutta la regione. Sicuramente è un passo avanti, ma se poi nelle singole città, come a Piacenza, il sistema del trasporto pubblico non raggiunge la massima efficienza, la potenzialità di tale previsione risulta alquanto ridotta”.

“Stesso ragionamento – prosegue – in merito al potenziamento delle aree pedonali e dell’incentivo agli spostamenti in bicicletta. Se poi in città troviamo piste ciclabili pericolose e attraversamenti pedonali rischiosi (come quasi tutti quelli a ridosso delle rotonde), non credo che bastino i proclami”.

“Anche la riqualificazione energetica e l’efficientamento negli edifici pubblici e privati sono fondamentali, così come l’utilizzo di macchinari e sistemi innovativi dal punto di vista tecnologico nelle imprese, sia per il contenimento dei costi sia per la riduzione delle emissioni, e le azioni in tale direzione devono essere necessariamente incentivate con determinazione”.

“Occorre, a mio parere, che la valutazione in merito al problema parta dal territorio piacentino con la costituzione di un tavolo, con esperti del settore e amministrazione, che si dedichi completamente al tema, analizzando i dati della nostra area, individuando le criticità e cercando di ipotizzare soluzioni specifiche ed incisive, secondo le peculiarità della nostra città, per poi farli rientrare in un’ottica più ampia”.

“Purtroppo già la posizione di Piacenza nella pianura padana ed i cambiamenti climatici sono fattori che aggravano il problema, ed è per questo che bisogna cercare di attivare, quanto possibile, tutti gli accorgimenti utili”.

“Ogni singola scelta, sulla viabilità, sul trasporto, come altre, – conclude – può incidere negativamente sull’aspetto dell’inquinamento e, pertanto, necessitano degli studi scientifici preliminari al fine di scongiurare eventuali problemi successivi che poi costringono a lavorare in emergenza”.

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