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Ponte Trebbia chiuso 4 mesi, Veneziani: “Realizzare passaggio provvisorio”

Il ponte, a partire da giugno, resterà completamente chiuso alla circolazione per 115 giorni consecutivi per le opere di demolizione e ricostruzione della sovrastruttura stradale

Esprime “disappunto” il sindaco di Rottofreno Raffaele Veneziani dopo la pubblicazione da parte della Provincia del bando per i lavori di ristrutturazione del ponte sul Trebbia tra S. Antonio e San Nicolò (Piacenza).

Un cantiere destinato a provocare diversi disagi: il ponte, a partire da giugno, resterà infatti completamente chiuso alla circolazione per 115 giorni consecutivi per le opere di demolizione e ricostruzione della sovrastruttura stradale.

“Un bando – evidenzia Veneziani in una lettera inviata tra gli altri anche alla Regione – pubblicato senza il coinvolgimento nella sua redazione dei Comuni maggiormente interessati dagli effetti negativi del cantiere previsto. L’enorme impatto del cantiere sulla viabilità avrebbe imposto un coinvolgimento degli enti locali di prossimità nell’individuazione delle azioni volte alla riduzione del disagio ed alla gestione della viabilità secondaria che sarà gravata dagli intensi flussi viari che, inevitabilmente, finiranno per congestionare il ponte “Paladini” sul fiume Trebbia e le arterie prossimali”.

“Penso in particolare – prosegue Veneziani – alle vie Agazzano e Alicata in frazione San Nicolò, a via Roma e via Vignazza nel capoluogo di Rottofreno e nelle frazione Centora, alla strada comunale della Barricella in confine tra i comuni di Rottofreno e Gragnano Trebbiense, ma penso anche al congestionamento che si verificherà sulle rotatorie di accesso alla tangenziale sud-ovest di Piacenza nel capoluogo provinciale, già oggi caratterizzate da lunghe code negli orari di maggiore afflusso”.

Veneziani nella sua lettera, sottolineando “l’enorme danno economico subìto dai commercianti presenti sulla S.P. 10R nei due Comuni di Piacenza e Rottofreno, così come anche la diminuita accessibilità alle zone industriali di Ponte Trebbia in Comune di Rottofreno e Calendasco ed, infine, l’aumento esponenziale della distanza di accesso alla rete autostradale A21-A1”, avanza una serie di proposte “finalizzate ad una migliore e più condivisa gestione del cantiere e – soprattutto – alla riduzione degli effetti negativi indotti sui territori prossimali al ponte”.

La prima è quella della realizzazione di ponte Bailey o di guado provvisorio, destinato al transito dei mezzi leggeri e dei mezzi di soccorso; Veneziani chiede poi l’implementazione temporanea dei treni regionali sulla tratta Castel San Giovanni – Piacenza per il periodo di chiusura del ponte, con fermate garantite in tutte le stazioni intermedie di San Nicolò a Trebbia, Rottofreno, Sarmato, e la creazione di un tavolo permanente di confronto tra Regione, Prefettura, Provincia e comuni di Rottofreno, Piacenza e Calendasco, per individuare misure urgenti di mitigazione degli effetti viabilistici del cantiere.

“Auspico – conclude – che dal confronto proposto possano emergere ulteriori proposte volte alla riduzione dei disagi all’utenza, a garantire la sopravvivenza del tessuto commerciale locale, a garantire la mobilità dei pendolari in condizione di dignità”.

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