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Profughi, Dosi: “A Piacenza più di quanti ne possiamo ospitare, equilibrio a rischio”

"A Piacenza - ha detto il sindaco in consiglio comunale -, dovremmo ospitare circa 100 profughi in meno di quelli attualmente accolti, mentre ci sono comuni in provincia che potrebbero accogliere e non lo fanno"

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“A Piacenza c’è un numero di profughi più alto, circa 360-370, di quanti ne dovremmo ospitare secondo i parametri nazionali. Non viene rispettato il parametro del 2,5 profughi per mille, siamo al 3,6 circa. E’ necessario coinvolgere le autorità nazionali per tutelare un’accoglienza dignitosa e un equilibrio complessivo tra le comunità”.

Lo ha detto il sindaco di Piacenza Paolo Dosi intervenendo lunedì in consiglio comunale durante le comunicazioni iniziali.

Un intervento nel corso del quale il primo cittadino ha fatto riferimento alla rissa scoppiata venerdì scorso tra un gruppo di stranieri ospitati nella struttura di Cascina Bossina, sulla strada per Cortemaggiore: “Un fatto che ci preoccupa – ha detto – da parte nostra abbiamo manifestato un impegno specifico per ridurre una concentrazione di persone, senza occupazione durante il giorno e possibilità di occupare il tempo, che rischia di creare una situazione capace di sfociare in quanto poi effettivamente accaduto”.

“A Piacenza, secondo quelli che sono i parametri, dovremmo ospitare circa 100 profughi in meno di quelli attualmente accolti, mentre ci sono comuni in provincia che potrebbero accogliere e non lo fanno”.

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“Piacenza – ha voluto poi sottolineare Dosi – è uno dei territori con la più alta concentrazione di popolazione straniera regolare, e finora la situazione è stata governata nel miglior modo possibile: non vorrei ora si creassero situazioni con episodi tali da compromettere un equilibrio complessivo fino ad oggi tutelato”.

Da qui la richiesta del sindaco di “coinvolgere l’autorità nazionale, per limitare flussi che non possiamo governare in modo equilibrato e tutelare il più possibile una forma di integrazione dignitosa e garante di un equilibrio complessivo”.

Da Dosi anche un passaggio sulla vicenda dei minori albanesi non accompagnati (apparentemente abbandonati, arriverebbero in realtà in Italia in maniera organizzata allo scopo di ottenere il permesso di soggiorno), che nelle ultime settimane aveva visto lo scontro tra il consolato albanese di Milano e l’assessore Stefano Cugini: “Sono 14 i ragazzi rientrati nel proprio paese, grazie alla disponibilità dell’Ambasciata albanese”.

NUOVO POLO LOGISTICO: “ATTENDIAMO ELEMENTI CONCRETI” – Dosi ha anche risposto ad alcune sollecitazioni arrivate dai consiglieri comunali sul tema del nuovo polo logistico a Piacenza, dopo la richiesta, che nei giorni scorsi ha trovato la ferma opposizione da parte di Legambiente Emilia Romagna, avanzata al Comune da un fondo di Singapore: “Finora – precisa il sindaco – abbiamo ricevuto una generica manifestazione di interesse alla quale abbiamo risposto chiedendo di poter conoscere un piano industriale dettagliato; ad oggi non ci è arrivata alcuna informazione, ne potremo parlare quando avremo in mano elementi concreti. Finora stiamo assistendo ad una discussione basata su un atto privo di un contenuto specifico”.

MIGRANTI, 5STELLE: “COMUNI ABBANDONATI DAL GOVERNO” – Le parole del sindaco trovano la condivisione dei consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle: “Anche per quanto riguarda i minori non accompagnati – affermano richiamando una loro interrogazione sul tema – vediamo che non sempre le persone accolte sono realmente nella condizione di bisogno, ma semplicemente approfittano della pronta risposta che il Comune ha dato negli anni, così da potersi appoggiare sui fondi del bilancio comunale per dare cura tutela e formazione a ragazzi, le cui famiglie hanno capito il meccanismo: portano il minore in italia, il Comune di riferimento se ne fa carico in assenza della famiglia di origine fino al raggiungimento della maggiore età”.

 
“Possiamo rivolgere lo sguardo – aggiungono – verso chi qualche responsabilità ce l’ha, ad esempio il governo che abbandona i Comuni e i loro bilanci alla gestione dell’accoglienza,tutta, quando potrebbe invece sostenerli ad esempio attraverso maggiori controlli alle frontiere o dotando i comuni di fondi destinati all’accoglienza dei migranti, mentre in questi anni abbiamo subito da parte dei governi, non escluso quelli a colore PD, tagli su tagli che, oltre a non dare risorse per l’accoglienza, hanno contribuito alla riduzione della qualità e quantità dei servizi ai cittadini e non hanno nemmeno diminuito i numeri dei migranti per la incapacità di effettuare i rimpatri”.

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