Provincia, insediato il nuovo consiglio: assegnate le deleghe foto

Insediato il nuovo consiglio provinciale di Piacenza dopo le elezioni di secondo grado (a suffragio ristretto) che si sono tenute il 10 gennaio scorso.

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Insediato il nuovo consiglio provinciale di Piacenza dopo le elezioni di secondo grado (a suffragio ristretto) che si sono tenute il 10 gennaio scorso.

Il presidente Francesco Rolleri, il cui mandato dura quattro anni e quindi non era soggetto al voto, ha deciso di tenere per sè le deleghe al bilancio, personale, società partecipate, edilizia scolastica, polizia provinciale. 

Ecco le restanti deleghe assegnate ai cinque consiglieri di maggioranza di centrosinistra:

Patrizia Calza: vice presidente, lavori pubblici, sanità, delega rapporti con la Regione in materia di agricoltura, rapporti con enti per la gestione dei parchi e biodiversità

Massimo Castelli: politiche per la montagna, rapporti Anas per al statale 45, protezione civile, politiche sociali, rapporti con il Gal

Luca Quintavalla: sviluppo economico, pianificazione territoriale, rapporti con Arpae in materia d’ambiente, trasporto pubblico e mobilità 

Annalia Reggiani: scuola, lavoro, pari opportunità, politiche europee

Stefano Perrucci: cultura, turismo, sport, marketing territoriali e rapporti con la Regione per caccia e pesca. 

“NIENTE FIGLI E FIGLIASTRI” – Se il precedente mandato del presidente Rolleri si era aperto con un ramo d’ulivo, teso all’allora minoranza, questa volta è stato subito messo in chiaro che le deleghe sarebbero state affidate solo ai consiglieri di maggioranza. 

Per Sergio Bursi, che pure nei 2 anni precedenti non aveva risparmiato battutine nei confronti di Gloria Zanardi e Paola Beltrani, non sarebbe stato male ripetere il “nobile gesto”, in nome del fair play politico. “Non avremmo accettato – chiarisce – ma sarebbe stato opportuno chiedere se volevamo accettare le deleghe. La maggioranza molto ampia di 2 anni rendeva inesistente il nostro ruolo, che ora invece, vista la sostanziale parità, avremo modo di far pesare. A maggior ragione non sentiremo quindi la responsabilità di supportare la maggioranza in caso di necessità. Non saremo la vostra ambulanza”. 

Massimo Castelli ribadisce il suo impegno per la montagna, mentre Matteo Lunni prosegue il discorso iniziato da Bursi. “Sedere in questo consiglio è per me un punto di arrivo nella mia carriera politica. La Provincia è il luogo in cui si armonizzano le esigenze di tutti gli amministratori – ha detto -. Non sono qui per rappresentare me stesso, ma il territorio piacentino. Ora c’è una maggioranza e una minoranza, e anche se la nostra idea di Provincia è diversa, noi non siamo qui per fare la guerra. Ricordatevi che rappresentiamo la metà dei grandi elettori del territorio, equilibrio che potrebbe cambiare a nostro vantaggio con le prossime elezioni di Piacenza. Vogliamo pungolare l’amministrazione ed evitare che vi siano figli e figliastri, seguendo l’esempio dell’ultimo presidente Massimo Trespidi che, al momento del suo insediamento, visitò tutti i Comuni, raccogliendo le esigenze della provincia”. 

“Non sono molto d’accordo sulla lettura che è stata data – interviene Luca Quintavalla -, credo che all’interno del consiglio vi sia stato un riequilibrio ovvio rispetto al risultato delle ultime elezioni nei Comuni. La situazione rispetto a due anni fa è cambiata. Da parte nostra non ci sono stati, nel precedente mandato, figli e figliastri. Abbiamo cercato con le poche risorse a disposizione di far fronte anche a eventi eccezionali, come l’alluvione. Anche in Regione, se vogliamo portare a casa dei risultati dobbiamo dimostrare di essere coesi”. 

“La buona fede si presume sempre, ma la lettura di Quintavalla mi lascia scettico – afferma Giancarlo Tagliaferri -. Abbiamo davanti 2 anni importanti, con grandi cambiamenti in programma come le elezioni amministrative nel Comune di Piacenza. Mi piacerebbe che venisse dedicato un apporofondimento alla situazione del bilancio della Provincia e a quali interventi saranno realizzati. Auspico che ci possa essere collaborazione, che lavoriate con grande attenzione nei confronti di tutti, affrontando temi lasciati in sospeso: la destinazione di San Damiano, ad esempio, e il futuro dell’ospedale di Fiorenzuola”. 

Stefano Perrucci ricorda l’impegno profuso nei due anni precedenti e di quanto ci sia ancora da fare durante il nuovo mandato. 

“Il nuovo equilibrio in consiglio – commenta Federico Francia – non penso sia solo frutto di una mutata condizione politica. Per quanto io sia più esterno a certe dinamiche (appartiene a una lista civica nel Comune di Cadeo, ndr) ho percepito il malcontento di altri amministratori”. 

“Ringrazio chi ha confermato la fiducia in questa squadra, e i consiglieri che non fanno più parte di questo consesso, perché il risultato ottenuto è anche merito loro – interviene Patrizia Calza -, risultato ampiamente previsto che non ci ha sorpreso. Devo fare alcune precisazioni: condivido l’importanza del ruolo che si vuole riconoscere alla provincia, è un ente che va rivisto e rafforzato. Sono lontani i tempi dell’amministrazione Trespidi, in cui il ruolo e le risorse a disposizione erano ben diverse, e ricordo anche il mandato dura 2 anni, non 5, e che abbiamo dovuto affrontare una situazione eccezionale come l’alluvione. Il comportamento del presidente Rolleri nei confronti della minoranza è stato assolutamente trasparente, soprattutto alla luce dell’atteggiamento tenuto 2 anni fa. Chi ha appena iniziato l’attività politica, avrà modo di dimostrare come lavora e quali risultati ottenie”. 

Chiude il giro di interventi Annalia Reggiani. “Condivido la lettura dei colleghi della maggioranza, non si può non dire che Fiorenzuola ha avuto un peso in queste elezioni. Richiamo alla responsabilità tutti i consiglieri di opposizione: questo è un lavoro che si fa per il bene del territorio. Spero non ci siano Aventini, ma che si possa lavorare tutti insieme. Ringrazio per le mie deleghe, che sono importanti, spero di poter lavorare per il meglio”. 

 

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