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Rubati a scuola e rivenduti in Romania, recuperati computer per 30mila euro foto

Quattro soggetti rumeni accusati di aver commesso furti di computer e proiettori a Gossolengo (Piacenza) e in altri istituti del cremonese; un'associazione a delinquere sgominata dai carabinieri di Rivergaro

Computer e proiettori per un valore di oltre 30mila euro rubati nella scuola di Gossolengo (Piacenza) e in altri istituti del cremonese: materiale prezioso non solo per gli alunni, ma anche per i ladri, che consegnavano l’attrezzatura informatica ad un corriere per rivenderli in Romania.

Un’associazione a delinquere sgominata dai carabinieri della stazione di Rivergaro diretta dal Maresciallo Roberto Guasco, che sono riusciti ad individuare una banda di quattro rumeni dedita ai furti e all’impiego di beni di provenienza illecita. In carcere sono finiti un 26enne, un 35enne, e un 32enne.

Quest’ultimo è stato rintracciato dalle forze dell’ordine al Casinò di Sanremo e ora è detenuto a Imperia, mentre i complici sono stati individuati a Cremona e Brescia e condotti alle Novate. Il quarto componente della banda, un 43enne, è al momento latitante.

Le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite il 16 gennaio scorso, al termine dell’inchiesta “Scuole sicure” coordinata dal sostituto procuratore Antonio Colonna. 

I FATTI – Le indagini sono partite il 30 settembre scorso, in seguito al furto avvenuto nell’asilo nido e nell’adiacente scuola elementare di Gossolengo, dove erano stati trafugati diversi computer.

Un supporto fondamentale è arrivato dai cittadini, che avevano notato i movimenti sospetti di un’Alfa 147, nella zona del cimitero.

Grazie a questa segnalazione i militari avevano eseguito un sopralluogo in quell’area, rinvenendo dietro ad un cespuglio il materiale trafugato dalla scuola.

Computer abbandonati in un posto ritenuto sicuro, con l’obiettivo di recuperarli in un secondo tempo, quando le acque si fossero calmate. A fianco della refurtiva era presente anche uno zaino, contenente un paio di pantaloni.

Un ritrovamento che ha dato la svolta decisiva agli accertamenti, visto che nelle tasche era presente un badge, che ha consentito ai carabinieri di risalire all’identità di uno dei componenti del gruppo criminale.

Da lì, attraverso un capillare lavoro d’indagine che si è avvalso anche di intercettazioni telefoniche, hanno accertato di non avere a che fare non con dei ladri occasionali, ma con una vera e propria organizzazione, responsabile di altri due colpi, ad Annico e Pozzaglie ed Uniti, in provincia di Cremona, tutti messi a segno tra il 30 settembre e il 22 ottobre.

Le forze dell’ordine hanno appurato che i computer, già “resettati”, venivano portati in Romania attraverso un “corriere”, che fungeva da ricettatore. Lo scambio avveniva in un’area di sosta autostradale di Cremona. 

La strumentazione è stata riconsegnata ai legittimi proprietari, che potrenno nuovamente metterla a disposizione degli studenti delle scuole.

“I carabinieri di Rivergaro hanno svolto un lavoro notevole” ha specificato in conferenza stampa il procuratore della Repubblica Salvatore Cappelleri, che si è complimentato con il maresciallo Guasco. “Si tratta di un’indagine importante perchè conosciamo le difficoltà delle scuole nell’avere a disposizione i materiali, che ora torneranno nelle disponibilità degli alunni” ha aggiunto il colonnello Corrado Scattaretico, comandante provinciale dei carabinieri.

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