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Start up e innovazione: un 2016 pieno di opportunità per l’Emilia-Romagna

Innovazione e grandi attenzioni verso lo sviluppo di nuovi progetti tecnologici su base creativa: volendo riassumere, è questa la situazione che ha visto protagonista l’Emilia-Romagna e le sue start up.

Innovazione e grandi attenzioni verso lo sviluppo di nuovi progetti tecnologici su base creativa: volendo riassumere, è questa la situazione che ha visto protagonista l’Emilia-Romagna e le sue start up. Parliamo di una serie di agevolazioni e di finanziamenti che si sono rivelati fondamentali per consentire alle giovani imprese emiliane di crescere accompagnate da un supporto vitale, soprattutto considerando le ingenti spese che il lancio di una start up presuppone. Un fattore che la Regione ha sempre avuto a mente, e che ha di fatto stimolato una serie di interventi atti a sfruttare tutto il potenziale dei giovani imprenditori emiliani, ricchi di idee e pronti per metterle in pratica. Vediamo dunque quali opportunità l’Emilia-Romagna concede alle start up e quali sono i requisiti per accedervi.

Emilia-Romagna e start up: il bilancio è positivo

Stando a quanto dichiarato da Palma Costi, assessore regionale alle Attività Produttive, il 2016 è stato un anno davvero positivo per le start up, agevolate attraverso una serie di finanziamenti importantissimi per il lancio di queste giovani attività. Ed i numeri non lasciano alcun dubbio: sono ben 439 i nuovi progetti che hanno visto la luce in Emilia-Romagna grazie ai suddetti finanziamenti, con dicembre che si è chiuso con un altro bando per le PMI del valore di ben 5 milioni di euro. Per quanto concerne le start up, parliamo di 54 giovani attività il cui lancio è stato finanziato dalla Regione: una missione che, sempre secondo quanto dichiarato dalla Costi, ha avuto l’obiettivo di investire nella creazione di un ecosistema regionale basato sull’innovazione, sulle idee e sulle nuove tecnologie.

Finanziamenti in Emilia-Romagna: i requisiti di accesso

Le agevolazioni previste per le start up in Emilia-Romagna possono trasformare un sogno in realtà, a patto che si posseggano i requisiti per richiedere i suddetti finanziamenti e per partecipare ai bandi. Da questo punto di vista, i finanziamenti per le start up possono essere richiesti nel caso sussistano alcuni fattori: ad esempio la residenza italiana, l’età della giovane impresa non superiore ai due anni, la mancanza di utili, l’iscrizione al Registro delle Imprese e ovviamente una spiccata tendenza verso l’utilizzo delle nuove tecnologie, ovvero il cardine principale che fa di una giovane attività una start up.

Innovazione e tecnologie: un biennio colmo di iniziative

Il 2016 ha di fatto chiuso un progetto biennale ricco di obiettivi per favorire lo sviluppo delle start up e, di conseguenza, per fare crescere il tessuto economico della regione. Da questo punto di vista, è ancora Palma Costi a fare il punto della situazione: la missione dell’innovazione è stata raggiunta con grande profitto, al punto da aver investito nel 2014-2016 circa 130 milioni di euro messi a disposizione dai fondi europei, tutti destinati al lancio delle start up, al supporto delle PMI emiliane, alla ricerca e persino all sviluppo di laboratori pensati per l’impiego di oltre 1.200 neo-laureati. Da progetti come IncrediBOI e Tecnopoli, fino ad arrivare al Programma Fesr, nessuna regione dello Stivale ha potuto contare su un insieme così proficuo di iniziative.

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