Confapi: “Italia maglia nera per i pagamenti. Monito Ue non resti inascoltato”

La maglia nera per i ritardi dei pagamenti nelle transazioni spetta all’Italia: l’allerta arriva anche da Confapi Industria Emilia Romagna che, attraverso il suo presidente Cristian Camisa, rimette sul piatto la proposta emendativa all’ultima legge di bilancio già presentata

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La maglia nera per i ritardi dei pagamenti nelle transazioni spetta all’Italia: l’allerta arriva anche da Confapi Industria Emilia Romagna che, attraverso il suo presidente Cristian Camisa, rimette sul piatto la proposta emendativa all’ultima legge di bilancio già presentata.

“I debiti verso le imprese da parte delle pubbliche amministrazioni ammontano a circa 60 miliardi di euro” ha dichiarato Camisa, “le nostre imprese combattono ogni giorno crisi di liquidità e di cassa. Ridurre il fenomeno dei mancati pagamenti genererebbe un riverbero positivo anche per lo Stato che vedrebbe diminuire i mancati pagamenti dell’Iva da parte delle imprese”.

Dalla Commissione europea nel frattempo è arrivato l’ennesimo monito all’Italia in merito ai ritardi dei pagamenti nelle transazioni: “Già tempo fa Confapi aveva presentato una proposta emendativa all’ultima Legge di Bilancio” ha spiegato Camisa che, sulla scorta del presidente della Confederazione delle piccole e medie imprese Maurizio Casasco, ha commentato la richiesta arrivata all’Italia da Bruxelles di ricevere un parere motivato sul perché non venga applicata la direttiva 2011/7 che prevede tempi certi per i pagamenti, “l’Italia resta maglia nera tra i Paesi Ue per i tempi di pagamento e questo provoca un grave squilibrio finanziario che subiscono soprattutto le Pmi. Di fatto queste fungono da banche alla grande industria o sono costrette a sottostare ai gravosi costi di factoring, spesso di proprietà delle imprese più grandi”.

Confapi lo scorso novembre in sede di approvazione della Legge di Bilancio aveva sostenuto un emendamento che mirava essenzialmente all’adozione anche in Italia del sistema vigente in Francia fin dal 2009. La proposta includeva un sistema di sanzioni a che non rispettasse i tempi previsti, con possibilità di alimentare un Fondo presso il Mise detinato allo sviluppo delle Pmi.

“La speranza è che il Governo faccia qualcosa nell’immediato” ha concluso Camisa, “Inoltre, la presenza di una norma di questo tipo incentiverebbe le imprese estere ad investire in Italia poiché fornirebbe un perimetro rafforzato di certezze sugli incassi”.

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