Prostituzione, multe solo ai clienti. Ok in commissione

Il provvedimento ha visto il voto favorevole del Pd, del gruppo misto, Rifondazione e Idv. Si sono invece astenuti i consiglieri di minoranza (M5s compresi) e Moderati

Più informazioni su

Sanzioni solo ai clienti e non alle prostitute. E’ la modifica introdotta dalla giunta comunale di Piacenza al regolamento di polizia urbana che approderà nei prossimi giorni in consiglio comunale per l’approvazione definitiva.

Intanto è arrivato il via libera al provvimento in commissione Affari Istituzionali, durante la riunione presieduta da Stefano Perrucci.

Il nuovo regolamento è stato presentato dal sindaco Paolo Dosi e dall’assessore al Welfare Stefano Cugini, insieme agli agenti della Polizia Municipale. Il provvedimento ha visto il voto favorevole del Pd, del gruppo misto, Rifondazione e Idv. Si sono invece astenuti i consiglieri di minoranza (M5s compresi) e Moderati. 

La proposta – Per i clienti è confermata, invece, la sanzione da 500 euro nel caso vengano colti a “contrattare” durante fermate con l’auto anche di breve durata, o a intrattenersi con prostitute “sul demanio pubblico”.

Nelle motivazioni del provvedimento si fa riferimento al fenomeno della prostituzione e all’evoluzione che c’è stata negli ultimi anni.

Il fenomeno della prostituzione su strada ed in locali chiusi è in costante ascesa – viene spiegato – e costituisce seri e concreto pericolo per l’igiene e per la salute pubblica e che da più parti sono stati richiesti interventi per ostacolare e detto fenomeno prevedendo anche le relative sanzioni.

L’Amministrazione Comunale intende adottare ogni iniziativa che consenta di contrastare la prostituzione, sanzionando i comportamenti degli utenti e al contempo proseguire i progetti già avviati “al fine di informare coloro che sono dedite alla prostituzione su strada dei pericoli che tale attività comporta; continuare nelle azioni di sensibilizzazione e prevenzione a favore delle persone coinvolte nel fenomeno della prostituzione”.

Nella modifica del regolamento viene stabilito che i proventi delle sanzioni saranno destinati in particolare al finanziamento del progetto “Oltre la Strada” attraverso il quale “coloro che sono dedite al meretricio vengono rese edotte dei pericoli socialmente rilevanti che comporta l’esercizio di tale attività”.

Ecco i due passaggi del regolamento (art. 17) di cui viene proposta l’abrogazione:
Nei luoghi pubblici, aperti alla cittadinanza o destinati alla fruizione collettiva sono vietati i comportamenti seguenti:
b) contrattare o concordare prestazioni sessuali a pagamento, con persone dedite alla prostituzione su strada; è vietato altresì esercitare la prostituzione. I proventi delle sanzioni per la violazione del presente articolo sono interamente destinati al progetto “Oltre la strada”;

c) propagandare ed esercitare prestazioni sessuali a pagamento in locali chiusi, anche se pubblicizzati come intrattenimenti e cure; 

Ecco il comma nuovo del regolamento che sostituisce il vecchio:
Al fine di scoraggiare il meretricio su tutto il territorio comunale è vietato:

a) concordare prestazioni sessuali con soggetti che esercitano l’attività di meretricio su strada o che, per il loro atteggiamento, abbigliamento e modalità di approccio, manifestino l’intenzione di offrire prestazioni sessuali;

b) ai conducenti di veicoli di effettuare fermate, anche di breve durata, di accostarsi, di eseguire altre manovre, al fine di richiedere informazioni, contrattare, concordare prestazioni sessuali con soggetti che esercitano l’attività di meretricio su strada o che, per il loro atteggiamento, abbigliamento e modalità di approccio manifestino l’intenzione di offrire prestazioni sessuali;

c) fuori dai casi previsti dagli artt. 527 e 726 c.p., intrattenersi sul demanio pubblico, su spazi aperti al pubblico o visibili al pubblico del territorio comunale, con persone dedite alla prostituzione.

I proventi delle sanzioni per la violazione delle norme di cui al presente comma, lettere a), b) e c), sono interamente destinati al progetto “Oltre la strada”, tra i cui obiettivi rientra quello della sensibilizzazione e della prevenzione rispetto alle malattie sessualmente trasmesse e dell’informazione circa le possibilità di fuoriuscita dal circuito della prostituzione. A tale scopo, le persone interessate dal fenomeno sono invitate, con apposito verbale, a rivolgersi agli uffici comunali preposti.”

IL DIBATTITO – Il regolamento e le modifiche adottate sono presentate dal sindaco Paolo Dosi, il quale sottolinea come questo provvedimento abbia la finalità di limitare la domanda.

L’assessore al Welfare Stefano Cugini: “Sono contento di essere riusciti ad arrivare a questo punto, che vuole andare a togliere la multa alla parte debole della contrattazione. E’ una sollecitazione arrivata dagli operatori di Oltre la Strada, impegnati quotidianamente nell’attività di recupero di prostituzione”. 

La parola passa ai rappresentanti della Polizia Municipale di Piacenza. Il commissario Antonio Rubino spiega che la decisione ha fondamenti in giurisprudenza: l’applicare la sanzione al solo cliente permette di osservare il principio legale del ne bis in idem della polizia Municipale legge 1958, legge Merlin. Una decisione adottata anche per evitare conflitto tra legge penale e legge amministrativa. 

Il comandante vicario Massimiliano Campomagnani ricorda i risultati positivi ottenuti nel contrasto alla prostituzione. “Chi si prostituisce non lo fa di sua volontà, lo dimostra il caso di stamattina”.

Marco Tassi (Pdl). “Togliamo una sanzione amministrativa alle prostitute per comminarla al cliente perché non riusciamo a riscuoterla? Il problema qual è? Questa è una scelta di campo. C’è chi si prostituisce volontariamente, chi no. Chiariamo se vogliamo adottare questo provvedimento per sensibilizzare le coscienze. Si tratta di riduzione in schiavitù. Una multa non risolve il problema, che andrebbe invece contemplato da un punto di vista legislativo. Presentiamo due risoluzioni al Governo: da un lato punire chi favorisce queste tratte, riducendo in schiavitù queste ragazze. Dall’latro invece proponiamo la legalizzazione della prostituzione”. 

Marco Colosimo (Piacenza Viva): “Questa notizia l’abbiamo avuta prima dalla stampa, invece di essere condivisa con noi, e questo è grave. Dobbiamo considerare, in merito a questo fenomeno, 3 aspetti distinti: c’è chi sfrutta la prostituzione, chi si prostituisce, chi beneficia della prostituzione. Ma a me poco interessa, l’importante è colpire il fenomeno. Allora il piccolo pusher non lo puniamo perché non ha dietro i grandi cartelli della droga? Dobbiamo trovare il modo migliore per contrastare la prostituzione, ricorrendo anche alla diffida”. 

Laura Rapacioli (Pd): “I risultati finora ottenuti sono positivi, lo dimostrano anche le recenti notizie. Le ragazze sono vittime di queste tratte”. 

Giovanni Castagnetti (Piacentini per Dosi): “Io vedo questo regolamento come un modo per riuscire ad avvicinare le ragazze ed aiutarle a lasciare la strada”. 

Lucia Rocchi (Moderati): “Sono un po’ perplessa. Riconosco che abbia un senso togliere la multa alla prostituta, che è il soggetto debole. Però non voglio minimizzare la responsabilità di chi sceglie di farlo liberamente. L’adescamento non si può punire in un altro modo? Sono molto perplessa, non per la sanzione tolta, ma perché ci vorrà qualche altro provvedimento sanzionatorio”. 

Maria Lucia Girometta (Fi): “D’accordo lo sfruttamento, ma c’è anche chi si si prostituisce liberamente. Andrebbe legalizzata la prostituzione, anche per garantire maggiore decoro alla città, togliendo le ragazze dalla strada”. 

Guglielmo Zucconi (Gruppo Misto): “Stiamo cercando di risolvere il problema vecchio di 2mila anni. Non le paga un imbianchino le tasse, volete che le paghino le prostitute? Non si risolverà mai la situazione. Aumenta la crisi e aumenterà il problema: aumenta l’offerta perché aumenta la domanda. Possiamo raddoppiare la multa, invece di 500 facciamo pagare 1000. Ma non sarà di certo questa ordinanza a risolvere il problema della prostituzione. Guardate che anche dove ci sono le case chiuse, le ragazze si trovano ugualmente in strada. 

Paolo Garetti (Sveglia): “Sono d’accordo con Zucconi. Non entro in merito della validità di questa misura, oltre a voler risolvere un problema millenario con una multa, vogliamo risolverlo con risorse limitate. Non possiamo nascondere che la Municipale è sotto organico e ha problemi organizzativi da affrontare. 

Carlo Pallavicini (Rifondazione): “Sono amico delle donne e voglio contrastare il fenomeno della prostituzione. Trovo comunque anacronistico questo dibattito. La Municipale, che è sotto organico, potrebbe essere utilizzata in modo più efficace che non guardare nelle mutande della gente”. 

Conclude l’assessore al Welfare Stefano Cugini. “Questo dibattito non è anacronistico, è molto importante quello che stiamo discutendo oggi, perché le ragazze sono parte lesa. La nostra è una decisione politica, maturata grazie al confronto con gli operatori di Oltre la Strada, che hanno il polso della situazione, visto che quotidianamente dialogano con le ragazze. Sono stati gli operatori a suggerirci questo strumento come il più efficace”.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.