Servizio idrico, a Piacenza aumenti del 5,5 per cento “Protette le fasce deboli”

Dall'Atersir, l'agenzia territoriale emiliana per i servizi idrici e la gestione dei rifiuti arriva la comunicazione relativa all'incremento delle tariffe dell'acqua per il 2017. A Piacenza l'aumento medio sarà del 5,5 per cento, a fronte di una serie di investimenti

Più informazioni su

Dall’Atersir, l’agenzia territoriale emiliana per i servizi idrici e la gestione dei rifiuti, arriva la comunicazione relativa all’incremento delle tariffe dell’acqua per il 2017.

A Piacenza l’aumento medio sarà del 5,5 per cento, a fronte di una serie di investimenti programmati sulla rete di distribuzione. 

Nella nota per la stampa viene evidenziato che per la famiglia media di 3 persone – che consuma circa 140 metri cubi all’anno – la bolletta media 2017 si attesta fra i 200 e i 300 euro all’anno. Gli aumenti massimi in bolletta del 2017 incidono quindi per un valore compreso fra i 16 e i 20 euro all’anno – poco più di 1 euro al mese – per la stessa famiglia media di 3 persone.

Le tariffe del Servizio Idrico Integrato sono determinate – spiega Atersir in applicazione dei metodi tariffari Idrici approvati dall’Autorità dell’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico (di seguito AEEGSI) che impongono il riconoscimento di determinati costi. Gli enti d’ambito come Atersir fanno le istruttorie, verificano i costi e li sottopongono all’approvazione dell’AEEGSI. Infatti le tariffe  2016-2019 per i gestori del SII della Regione Emilia-Romagna sono state approvate dall’AEEGSI con Deliberazione n.715 del 1 dicembre 2016.
 
FONDO PER LE UTENZE DEBOLI – Gli incrementi tariffari, sui quali i sindaci per norma non hanno alcun potere decisionale, sono comunque oggetto di continua attenzione da parte degli amministratori, con particolare riguardo per le utenze in condizioni di disagio economico. Per queste infatti Atersir ha istituito uno specifico Fondo per il finanziamento di agevolazioni tariffarie.

L’entità di tale Fondo è stata ampliata nel 2016 e 2017 a 4 milioni di euro all’anno rispetto ai circa 2,2 milioni di euro del 2015: tale aumento del fondo ha consentito nel 2016 di garantire a tutti i richiedenti il massimo previsto dall’apposito Regolamento (60 euro all’anno per ogni componente del nucleo familiare in presenza di indicatore ISEE minore o uguale a 2.500 euro, 40 euro all’anno per ISEE compreso tra 2.500 euro e 10.000 euro).
 
INVESTIMENTI INGENTI –  Sulla tariffa, vista la quasi totale assenza di finanziamenti pubblici, incidono anche gli investimenti; si tratta di oltre 175 milioni di euro per tutta la regione corrispondenti a circa 40 euro per abitante all’anno, valore più alto della media del nord Italia pari a 34 euro per abitante all’anno. Gli investimenti realizzati sono quelli che consentono alla Regione Emilia-Romagna (con pochissime altre nel paese) di evitare procedimenti e sanzioni per infrazione comunitaria dovuta agli scarichi delle acque non depurati o depurati in maniera non adeguata.

Si tratta di cifre non trascurabili; l’importo delle sanzioni annue è per l’Italia di 480milioni corrispondenti a circa 8 euro per abitante per ogni anno a partire dal 2016. Per i territori che le hanno ricevute, si tratta di un costo improduttivo che drena al sistema una percentuale rilevante delle risorse che servirebbero per fare gli investimenti necessari.
 
Tuttavia, anche le nostre infrastrutture – pur di un buon livello qualitativo – necessitano per il loro  mantenimento e adeguamento a standard gestionali e ambientali sempre più elevati, di costanti e continui investimenti: basti pensare che nel resto d’Europa, in realtà come la Francia e il Regno Unito, l’investimento medio annuo procapite nazionale nel settore idrico è almeno quattro volte quello italiano, valori assai più elevati si raggiungono in Germania e Danimarca.
 
Rispetto ai dati tariffari forniti nel corso della Conferenza del 7 febbraio 2017 e riportati dalla stampa, Atersir precisa che i costi rappresentati, espressi in euro al metro cubo, sono degli indicatori macro, che non corrispondono all’effettivo costo all’utenza.
 
Si trattava di una semplificazione fatta per rendere rappresentabile un dato su tutta la regione. Gli incrementi tariffari percentuali annui applicati all’utenza finale, approvati da AEEGSI, sono quelli di seguito riportati.
 
Il livello di incremento più diffuso, pari al 5,5 %, è determinato dal graduale allineamento ai livelli previsti da AEEGSI; le riduzioni evidenziano politiche di allineamento già implementate negli anni precedenti. 

LA TABELLA per PROVINCE

 

GESTORE-TERRITORIO SERVITO Variazione tariffaria % annua 2017/2016
EMILIAMBIENTE – Parma 5,5
SORGEAQUA – Modena 0,0
CADF – Ferrara 5,5
AIMAG – Modena 2,4
AST – Reggio Emilia 0,9
IRETI – Piacenza 5,5
IRETI – Parma 5,5
IRETI – Reggio Emilia -1,6
HERA – Bologna 6,0
HERA – Modena -3,7
HERA – Ferrara 3,9
HERA – Ravenna 5,5
HERA – Forlì Cesena 5,5
HERA – Rimini 8,0
MONTAGNA 2000 – Parma 5,5
ROMAGNA ACQUE – grossista 2,6
SAVL – grossista 0,8
CALLORI (FI): “AUMENTI DECISI SENZA NESSUN COINVOLGIMENTO” – “L’aumento delle tariffe dell’acqua che ATERSIR (Agenzia Territoriale dell’Emilia Romagna per i servizi idrici e rifiuti) ha deliberato per l’anno in corso è stato deciso senza il minimo coinvolgimento neppure delle associazioni di consumatori che, preventivamente, avrebbero potuto esprimere le proprie considerazioni e manifestare la contrarietà a questi rincari che gravano, ancora una volta, sui cittadini.

Così Fabio Callori, Vice Coordinatore Vicario di Forza Italia Emilia Romagna. “Negli anni scorsi, gli amministratori locali, in occasione della soppressione da parte della Regione delle ATO, l’ente che gestiva acqua e rifiuti a livello locale e della conseguente nascita di ATERSIR gestita a livello regionale mostrarono disappunto, consci che questa trasformazione avrebbe avuto, come conseguenza, esborsi notevoli a carico dei budget familiari”.

“Aumenti non giustificati da investimenti o da positivi riscontri per gli utenti, ma unicamente dettati da adeguamenti tariffari a livello regionale per “meri” equilibri di bilancio”.

“E’ opportuno che i piacentini sappiano – prosegue – che ATERSIR regionale è rappresentata da tutti i Sindaci dei capoluoghi di provincia; è evidente quindi che l’interesse del Primo Cittadino di Piacenza per la sua comunità è minimo se accetta, con silenzioso benestare, gli aumenti deliberati”.

“Occorre un metodo di governo serio e chiaro che ponga realmente i cittadini e le famiglie al centro di ogni scelta politica. Ancora pochi mesi e poi i piacentini potranno finalmente esprimersi e decidere chi porre alla guida dell’Amministrazione della Città. Forza Italia – conclude – è pronta a lavorare con energia e solerzia per il prioritario bene della sua Comunità”.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.