Una festa a Moroto per il pozzo intitolato a Prospero Cravedi FOTO foto

Nel cortile della scuola è stato inaugurato il pozzo intitolato a Prospero Cravedi, fotografo e volontario di Africa Mission-Cooperazione e Sviluppo, l'ong di Piacenza fondata da Don Vittorio Pastori

Un giorno speciale e una festa con canti e balli karamojon nella scuola delle suore di Madre Teresa di Calcutta a Moroto in Uganda. 

Nel cortile della scuola è stato inaugurato il pozzo intitolato a Prospero Cravedi, fotografo e volontario di Africa Mission-Cooperazione e Sviluppo, l’ong di Piacenza fondata da Don Vittorio Pastori che nella regione ugandese del Karamoja ha messo profonde radici.

Il “pozzo di Prospero” è stato inaugurato dalla moglie Angela e dal figlio Gianni in diretta streaming via facebook su questo profilo di Gianni Cravedi

Una cerimonia spontanea e gioiosa con i bambini della scuola dedicata ai bambini di strada: il pozzo, finanziato da tante donazioni anche da Piacenza, sarà per lungo tempo il segno dell’amore e dell’amicizia tra Prospero e la gente del karamoja.

Ecco le parole di Gianni Cravedi dal suo diario su Facebook:

Questo ritorno in Uganda dopo trent’anni per partecipare alla intitolazione del pozzo di Prospero potrebbe essere quella cosa che ne capisci subito l’importanza ma probabilmente non fino in fondo.

Ci vorrà del tempo, ma come è stato il mio primo viaggio del 1988, quando neanche diciottenne trascorsi due mesi in Uganda assieme al papà, ci sono avvenimenti nelle nostre vite che in profondità ci segnano. Il viaggio con Prospero del 1988 è stato un ricordo man mano più sbiadito e sfuocato, che troppo giovane e poco consapevole mi sono lasciato sfuggire tra le mani.

Dopo la scomparsa di Prospero, quando mi sono interrogato sulle tante cose fatte insieme, e sono state molte, ho scoperto che sicuramente quel viaggio è stato per me la cosa più importante. Ma bisognava chiudere il cerchio e ripartire.

E questo ritorno è sicuramente il cerchio che si chiude ma anche la vita che deve andare avanti nonostante il dolore e la mancanza. Ho ritrovato oggi un karamoja in trasformazione ma che mantiene intatto tutto quello che sicuramente lo ha fatto amare a Prospero e che ritrovo nelle sue foto, i villaggi, gli anziani, i bambini, l’acqua e le scuole, i sorrisi e i saluti della gente.

Guardare come anche dentro una situazione drammatica e difficile si può vivere. E che le nostre difficoltà e i nostri problemi sono nulla. E che le comodità che diamo scontate, accendere una luce, aprire un rubinetto, andare dal medico, sono gesti che per una grandissima parte dell’umanità non sono possibili o facili.

Grazie agli amici di Africa Mission, Carlo, Cristiana, Piergiorgio e tutti, sto vedendo tante cose belle ed emozionati. Il loro impegno nel continuare l’opera di Don Vittorione è immenso. C’è bisogno di aiuto e quindi tutti dobbiamo sentirci chiamati ad aiutare. Perché la solidarietà e la condivisione sono valori importanti, e su questo Prospero ha saputo insegnare tanto.

Oggi pomeriggio, insieme a mia mamma Angela, abbiamo vissuto una festa bellissima con i canti ed i sorrisi dei bimbi.

Questo pozzo è il miglior segno che si potesse pensare per lui, che questa terra e questa gente ha fotografato ma anche tanto amato. E che ci ha insegnato che si può guardare con sguardo attento alle cose ma anche partecipare con il cuore alla vita degli altri.

Gianni e la mamma Angela si trovano nel paese africano con la delegazione della ong di Piacenza Africa Mission-Cooperazione e Sviluppo, fondata da Don Vittorione e da decenni attiva nella cooperazione internazionale.

Gianni, tornato in Uganda a quasi trent’anni di distanza dal primo viaggio con il padre Prospero, sta documentando il lavoro svolto da Africa Mission con foto e video. LEGGI IL DIARIO

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