Una “valanga” di applausi per la Wally al Municipale LE FOTO foto

Se una valanga di neve travolge i destini della sfortunata Wally e del suo amato Hagenbach, una valanga d’applausi saluta la conclusione dell’opera di Catalani

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Se una valanga di neve travolge i destini della sfortunata Wally e del suo amato Hagenbach, una valanga d’applausi saluta la conclusione dell’opera di Catalani andata in scena ieri sera al teatro Municipale di Piacenza davanti ad un pubblico numeroso, ma non da tutto esaurito.

Ancora un successo pieno sia di critica che di pubblico, quello riscosso da quest’opera che ritorna a Piacenza dopo 42 anni, grazie ad un allestimento curato dalla Fondazione Teatri di Piacenza a cui hanno collaborato le Fondazioni dei teatri di Modena, Reggio Emilia e del teatro del Giglio di Lucca.

E’ doveroso, in questi casi, rendere onore e merito al direttore artistico di Cristina Ferrari che, con grande professionalità ed acume artistico, ha saputo presentare una compagnia di canto di notevole valore in un insieme di alto livello delle componenti principale dello spettacolo.

Ancora una volta, dunque, la qualità degli spettacoli lirici del nostro Teatro Municipale si conferma di assoluto valore internazionale e, crediamo, rappresenti  uno dei biglietti da visita più importanti della città.

La Wally di Alfredo Catalani su libretto del piacentino Luigi Illica ha la particolarità di piacerti più la senti e più la conosci. In mezzo tra Verdi e Puccini, Catalani è un po’ la sintesi della produzione europea del fine ottocento; da Wagner, a Boito, a Gounod e Massenet.

La storia piuttosto insolita ambientata in un borgo di montagna del Tirolo a fine ottocento sembra voler  proiettare sui personaggi  il carattere duro e severo della montagna, dolce nel cadere della neve, ma tragico nel pericolo della valanga.

Le difficoltà di canto degli interpreti sono aspre e notevoli; Tantissimi attacchi duri ed impegnativi, poche le occasioni per lasciare andare la voce sempre impegnate nelle note medio alte che richiede, da parte del cantante, anche intelligenza nel saper dosare le forze e per finire in bellezza come le parti richiedono.

Ebbene, tutti hanno superato la prova a pieni voti, in modo particolare Wally, ovvero la spagnola Saioa Hernandez che, pur arrivando con ottime credenziali ha saputo sorprendere il pubblico subito con la romanza “Ebben me ne andrò lontana…”, per poi conquistarlo con un finale di altro significato vocale ed interpretativo.

Davvero una soprano di qualità per educazione musicale e mezzi vocali come è faro sentirsi.

Accanto a lei due belle, potenti e fresche voci maschili come il baritono Claudio Sgura ed il tenore serbo Zoran Todorovic autore di un quarto atto davvero splendido dove ha fatto sfoggio di arte canora mista ad una qualità di voce davvero singolare.

Degli altri bravissima ed impeccabile Serena Gamberoni neoi panni del giovane Walter, appropriato Giovanni Battista Parodi nel ruolo di Stromminger e Carlotta Vichi convincente Afra. Infine il piacentino Mattia Denti, reduce dal vivo successo ottenuto a Venezia nel Tannhauser, ha dipinto il Pedone di Scnals con autorità, efficacia e padronanza scenica.

Regia discreta e costumi fedeli al tempo ed ai luoghi come le scene mentre meritati consensi sono stati attribuiti al coro del Teatro Municipale di Piacenza diretto da Corrado Casati e dal direttore Francesco Ivan Ciampa che ha diretto l’orchestra Regionale dell’Emilia Romagna con delicate sfumature e vibranti espressioni.

Con due autentici capolavori che sono i preludi del 3° e 4° atto, autentico vertice dei una capacità di concentrare in poche pagine di impeccabile fattura strumentale il clima assorto e malinconico che domina l’opera nel suo insieme.

L’opera si ripeterà domenica, con inizio alle ore 15,30 con gli stessi interpreti.
 
INTERVISTE e COMMENTI nel foyer

Nel foyer durante ed alla fine dell’opera troviamo volti sorridenti e soddisfatti. La Wally ha fatto centro; poche le critiche e molti i consensi. Cominciamo col presidente della Tampa Lirica Carlo Loranzi: ”Non siamo ai livelli del ’41 quando la Wally qui venne interpretata da tre grandissimi cantanti quali la Cigni, Tagliabue e Merli o quando 42 anni fa l’interpretarono La Kabaywaska e Martinucci, ma anche questo gruppo è di buon livello con belle voci. Da considerare che per i cantanti questa è un’opera molto difficile ed impegnativa. A me in particolare piace il baritono ma anche gli altri sono molto bravi”.

Quindi il parere di due conosciuti ed appassionati intenditori come Filippo Baldini e Dino Anelli, unanimi nel riconoscere l’alto livello dello spettacolo come insieme ed equilibrio: “Voci simili- dice Baldini, grande frequentatore  di teatri italiani ed europei, – non se ne trovano tante in giro. Ed anche l’opera ha della bella musica. Proprio una bella serata per gli amanti della lirica”.

Davanti ai camerini troviamo la Direttrice Artistica Cristina Ferrari. Non vuole parlare molto, ma l’espressione del suo viso è già parecchio eloquente. “Soddisfatta?” Le chiediamo. “Dovete dirlo voi – ci risponde – dal  canto mio voglio rimarcare la grande professionalità di tutti i protagonisti. Tutti hanno dato il meglio ed hanno contribuito a rendere senz’altro un buon spettacolo”.

Quindi conclude parlando del futuro: “Mi chiede se avremo modo di risentire e di rivedere questi cantanti nei futuri nostri programmi. Non sarà facile perché quando li abbiamo ingaggiati non erano così affermati ora, per i loro costi e per i loro impegni, sarà difficili averli ancora. Tuttavia qualcuno di questi (ma non vuole assolutamente fare il nome) sarà in programma anche nella prossima stagione”.

La maggior sospettata è proprio lei, la bella e bravissima Wally, la spagnola di Madrid Saioa Hernandez. “Più di un successo si è trattato di un trionfo per lei. Previsto?. Sorride a lungo e ringrazia: ”Il successo non è mai scontato.  

Anche recentemente a Trieste ci aspettavamo un grande successo (in un’ altra opera) invece… Stasera è andata tutto bene e sono contenta perchè era la prima volta che cantavo in questo teatro molto bello in un ruolo faticoso e difficile. Se tornerò? Io spero di sì. In quale opera? Chiedetelo alla signora Ferrari”.

Raggianti anche tenore (Todorovic) e baritono (Sgura):” Sono ruoli difficili che richiedono un grosso dispendio di energie perché le difficoltà sono principalmente nel finale. Esserci arrivati bene ci riempie di soddisfazione”.

Chiudiamo con il piacentino Mattia Denti: “Non ho una parte di grande impegno, tuttavia sono molto contento di far parte di questa compagnia di canto davvero molto brava e simpatica.  E poi cantare a Piacenza è sempre motivo di grande soddisfazione”

Luigi Carini

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