“8 marzo, fermiamoci un minuto” L’appello dei sindacati

“Un gesto simbolico - spiegano - solo apparentemente semplice, che invita tutti quanti, ma soprattutto gli uomini, a fermarsi, a riflettere su quanto sta avvenendo, su una regressione sociale che produce fenomeni di violenza e intolleranza rivolti in particolare contro le donne"

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“Nello stesso momento e in ogni luogo, l’otto marzo fermiamoci a riflettere un minuto”.

I sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil di Piacenza, insieme ad un largo insieme di associazioni di categoria e istituzioni, in vista dell’8 marzo lanciano una iniziativa che viene spiegata così nel documento sottoscritto: “Un gesto simbolico, solo apparentemente semplice, che invita tutti quanti, ma soprattutto gli uomini, a fermarsi, a riflettere su quanto sta avvenendo, su una regressione sociale che produce fenomeni di violenza e intolleranza rivolti in particolare contro le donne”.

“Insieme, uomini e donne – si legge nel teso appello che ha già raggruppato una serie di soggetti ed è via via in ampliamento –  possiamo diventare attenti protagonisti, responsabili di  azioni e comportamenti volti ad arginare la violenza, diffusa seppur velata, contro le donne nelle famiglie, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, dove grandi e piccole sopraffazioni sessiste si consumano ogni giorno”.

Qui di seguito, il teso dell’appello:

“8 MARZO. Fermiamoci un minuto”
Un gesto simbolico, solo apparentemente semplice, che invita tutti quanti, ma soprattutto gli uomini, a fermarsi, a riflettere su quanto sta avvenendo, su una regressione sociale che produce fenomeni di violenza e intolleranza rivolti in particolare contro le donne.
 
La qualità della vita delle donne è il metro di misura della buona salute di un Paese e del suo livello di civiltà, ma la presa di coscienza e la battaglia quotidiana per le pari opportunità si scontrano con le più diverse forme di pregiudizio, da sradicare a partire dal mondo del lavoro.
 
Perché proprio fondandosi sui pregiudizi, la violenza nei confronti delle donne, di tipo fisico e psicologico, continua quotidianamente a consumarsi dentro e fuori dalle mura domestiche, comportando il rischio di esclusione delle donne da tutti i processi volti al progresso sociale, economico e culturale.
 
Insieme, uomini e donne, possiamo diventare attenti protagonisti, responsabili di  azioni e comportamenti volti ad arginare la violenza, diffusa seppur velata, contro le donne nelle famiglie, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, dove grandi e piccole sopraffazioni sessiste si consumano ogni giorno.
 
Insieme, uomini e donne, possiamo promuovere un processo di trasformazione culturale che misuri il progresso in termini di benessere e presupponga il cambiamento in termini di qualità della vita, di rispetto, di libertà di scelta, di valorizzazione delle differenze anche di genere contro la violenza, le discriminazioni, le disuguaglianze.
 
CGIL CISL e UIL di Piacenza, unitamente alle Associazioni di Categoria e alle Istituzioni locali vogliono essere protagoniste di questo cambiamento.
 
L’ 8 MARZO, nello stesso momento e in ogni luogo, fermiamoci un minuto a riflettere:
 
– per impedire all’ 8 marzo di divenire una celebrazione retorica;
– per ribadire la necessità di un modello culturale che dia vere risposte ai bisogni delle donne;
– per riaffermare che la parità è uno degli obiettivi primari di una società inclusiva;
– per dire NO ad ogni forma di violenza e prevaricazione.
 
CGIL CISL UIL di Piacenza, Provincia di Piacenza, Federazione Provinciale Coldiretti Piacenza, Coldiretti Donne Impresa, Confederazione Italiana Agricoltori, Confagricoltura Piacenza, Confindustria, Confapindustria, Legacoop, Confcooperative, Confcommercio, Confesercenti, Libera Ass. Artigiani, CNA, Upa- Federimpresa

Festa della donna, Tarasconi (Pd): “la Regione risponde con quattro milioni di euro contro la violenza di genere” – Da una parte un cambiamento culturale profondo che non ci si stancherà mai di invocare e promuovere, dall’altra l’intervento volto ad alleviare l’emergenza, quando si parla di violenze domestiche, stalking e femminicidi. “L’8 marzo come ogni anno non è l’occasione per mettere al centro del tavolo un bel vaso di mimose, ma rappresenta un momento di riflessione sulla condizione della donna nel nostro Paese”.

Parole della consigliera regionale Katia Tarasconi che esalta “l’impegno della Regione pronta a dare un contributo economico importante e senza precedenti per tutelare la parità di genere”.

Si tratta di quasi quattro milioni di euro, nel biennio 2017-2018, destinati alle politiche di genere e al contrasto alla violenza contro le donne. I fondi, nazionali e regionali, verranno impiegati sia per finanziare centri antiviolenza e case rifugio già operativi, sia per le nuove strutture “di cui evidentemente – sottolinea Tarasconi – c’è estremo bisogno”. È stato anche confermato il bando regionale per i progetti di Enti e associazioni nel contrasto a discriminazioni e violenze.

“Nei prossimi giorni – sottolinea la consigliera – sarà formalizzata per la prima volta l’istituzione dell’Osservatorio antiviolenza e del Tavolo permanente per le politiche di genere e tutto questo non fa altro che implementare il percorso intrapreso negli anni e a cui si aggiunge una preziosissima forma di collaborazione con tutta la rete socio-assistenziale”. Secondo la consigliera Pd, i centri antiviolenza forniscono un aiuto fondamentale “per tutte quelle donne che subiscono maltrattamenti e che hanno il diritto di tornare a vivere un’esistenza normale”.

“La Regione Emilia-Romagna è diventata – ha concluso –  un modello virtuoso sul panorama nazionale. Con questi fondi saranno offerte nuove possibilità per dare ancora più supporto alle donne che chiedono aiuto”.

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