Abolizione voucher, Molinari e Tarasconi (Pd): “No al limbo dopo l’abrogazione”

I consiglieri regionali Pd Gian Luigi Molinari e Katia Tarasconi commentano l’abrogazione dei ticket con cui venivano pagate le prestazioni occasionali, rilanciando con l’impegno a trovare una valida alternativa in tempi brevi, così come è stato loro chiesto dai piacentini impegnati nel comparto del commercio e dei servizi

I consiglieri regionali Molinari e Tarasconi (Pd) rispondono all’appello che è stato loro rivolto da ristoratori e commercianti di Piacenza in difficoltà dopo l’abolizione voucher da parte del Governo. “Stiamo lavorando a una risoluzione sul tema perché il mondo del lavoro non aspetta. La Regione chieda al Governo di dare risposte valide senza temporeggiare”.
 
“Bisognerebbe dare finalmente una risposta efficiente e moderna a quelli che i voucher li utilizzavano correttamente”. I consiglieri regionali Pd Gian Luigi Molinari e Katia Tarasconi commentano l’abrogazione dei ticket con cui venivano pagate le prestazioni occasionali, rilanciando con l’impegno a trovare una valida alternativa in tempi brevi, così come è stato loro chiesto dai piacentini impegnati nel comparto del commercio e dei servizi.

“L’eliminazione totale dei voucher – osservano – è stato un provvedimento forse un po’ frettoloso, mentre il vero problema, con cui concordiamo con i Sindacati, è stato l’abuso al quale era necessario agire in modo più chirurgico. Ormai il provvedimento è stato preso, e oggi bisogna rapidamente guardare al futuro”.

“I voucher – sottolineano Molinari e Tarasconi – potranno essere utilizzati ancora per poco tempo e mostriamo preoccupazione per la fase transitoria che si prospetta: non vorremmo che si entrasse in un limbo di temporaggiamenti mentre l’economia e il mercato del lavoro non aspettano. Abbiamo ricevuto segnalazioni e richieste d’aiuto da parte di piacentini che lavorano nel comparto dei servizi, basti pensare a ristoratori e baristi che utilizzavano i voucher per mettere in regola i lavoratori saltuari, agli studenti che durante l’estate lavorano, al mondo dell’agricoltura, solo per citare alcuni esempi. Sarebbe pertanto da evitare un vuoto normativo che incentivi il ritorno del lavoro sommerso, quello cioè che si voleva abolire con i voucher”.

Dalla lettura dei dati Inps emerge un forte incremento del ricorso all’utilizzo dei buoni utilizzati per il cosiddetto lavoro accessorio, A livello nazionale nel 2016 sono stati acquistati quasi 134 milioni di voucher rispetto ai 108 milioni del 2015. In Emilia-Romagna l’anno scorso si è arrivati a oltre 15 milioni cioè il 30% in più rispetto al 2015. “Riteniamo sia giusto tutelare i lavoratori, ma sarebbe un paradosso impedire loro di lavorare, così come scoraggiare chi ha piccole imprese a fare ricorso di personale quando ne ha più bisogno”.

Secondo i consiglieri si rischia di tornare a una rigidità che per i tempi che si prospettano non agevolerebbe il mercato del lavoro e le persone. “Riteniamo – concludono – che sia interesse della Regione sollecitare il Governo affinchè trovi al più presto nuove modalità di regolarizzazione del lavoro occasionale”.
 
 

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