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Al “Nicolini” l’unica data italiana di Daniel Lanois

Si esibirà al Nicolini. Chitarrista e cantautore canadese, ma soprattutto mitico produttore: è lui l'uomo dietro alle migliori pagine recenti di Bob Dylan, degli U2, di Peter Gabriel, di Brian Eno

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Un nome leggendario della musica è in arrivo a Piacenza. 

Giovedì 30 marzo suonerà al Conservatorio Nicolini (ore 21.30) nella sua unica data italiana Daniel Lanois, chitarrista e cantautore canadese ma soprattutto mitico produttore: è lui l’uomo dietro alle migliori pagine recenti di Bob Dylan, degli U2, di Peter Gabriel, di Brian Eno.

Lanois si esibirà a Piacenza nell’ambito della Rassegna Musiche Nuove, che ha già portato nella nostra città, solo per citarne alcuni, il compianto Greg Lake, Peter Hammill, Eugenio Finardi, Paul Roland e John Greaves.

“Crediamo – spiegano gli organizzatori della rassegna – che la cultura sia l’unica leva credibile e possibile per un turismo che non sia solamente rivolto ai concittadini ma sia capace di attirare in città le eccellenze artistiche internazionali e il sempre crescente pubblico che ha sino dalla prima data ha riempito le nostre sale lo ha dimostrato”.

“I nostri concerti sono gratuiti: spendiamo molto bene ed interamente il budget affidatoci sfruttando una rete di conoscenze acquisite in una vita nell’ambiente musicale internazionale. Lo facciamo per Piacenza perchè si merita un sapore internazionale, una cultura che sappia uscire dai confini cittadini e un turismo culturale di elite”. Foto Instagram

BIOGRAFIAProduttore, compositore, cantante e chitarrista. È uno dei più acclamati produttori del suo tempo ed è normale aspettarsi un lavoro eccellente ogni volta che entra in studio di registrazione assieme a una band o a un solista.

Ma Daniel Lanois è anche più di questo, come dimostra la sua personale produzione musicale: è un musicista a tutto tondo, capace di fare grandi cose affiancando gente come U2, Bob Dylan e Peter Gabriel, capace di performance altrettanto valide come compositore di colonne sonore cinematografiche, capace infine di conquistarsi l’entusiasmo della critica con una manciata di dischi di tutto rispetto (il debutto in questo senso è targato 1989).

Lanois è franco-canadese: è nato a Hull, in Quebec, il 19 settembre 1951. Sua madre è una cantante, papà e nonno sono violinisti provetti. Con una famiglia di questo tipo è normale che la musica diventi un solido punto di riferimen-to nella sua vita. E questo non cambia neppure dopo il divorzio dei suoi, quando insieme a mamma si trasferisce a Hamilton, in Ontario (è il 1963). È qui che Daniel Lanois impara a suonare la chitarra e che insieme al fratello comincia a sperimentale le prime, rudimentali incisioni con uno scassato lettore di cassette. Di lì a qualche anno sarebbe diventato uno dei produttori più ricercati grazie a uno stile e a un metodo di lavoro capaci di privilegiare l’onestà emotiva rispetto alla perfezione tecnica.

Dopo essersi fatto le ossa con musicisti molto diversi l’uno dell’altro, Daniel Lanois incontra per la prima volta Brian Eno. Negli anni successivi lui diventa il suo mentore e frequente collaboratore: insieme producono quella che molti considerano la migliore musica d’avanguardia del loro tempo, una seminale sperimentazione sonora su una base ambient strumentale.

Quando Brian Eno ritorna in Inghilterra, Daniel Lanois rimane in Ontario e lavora stabilmente con il gruppo locale Martha And The Muffins (nel 1983 produce anche “Aka/Darbari/Java”, LP di improvvisazione del chitarrista Jon Hassell). 111984 è l’anno della svolta: Lanois torna a lavorare con Brian Eno sia nell’album “Hybrid” (collaborazione col chitarrista Michael Brook) sia in “The Pearl” (altra collaborazione, questa volta con Harold Budd).

Soprattutto, però, accetta la chiamata per co-produrre insieme a Eno “The Unforgettable Fire” degli U2: l’album diventa un successo clamoroso e convince Peter Gabriel a chiamare Lanois per produrre con lui la colonna sonora del film “Birdy — Le Ali Della Libertà” (Alan Parker, 1984). Finisce che quando Gabriel lavora al disco “So” nuovamente c’è Lanois a occuparsi della produzione.

La seconda svolta, quella che lo lancia definitivamente nel mondo delle star, arriva nel 1987, quando Brian Eno lo richiama per lavorare al nuovo album degli U2 (“The Joshua Tree”). Il successo commerciale del disco, la vittoria di un Grammy e la successiva co-produzione dell’atteso debutto solista di Robbie Robertson, trasformano Daniel Lanois in uno dei più ricercati e stimati professionisti del settore.

Nel 1989, dopo il trasferimento a New Orleans, approfittano del suo talento sia Bob Dylan (per “Oh Mercy”) sia i Neville Brothers (per “Yellow Moon”). Ma soprattutto, il 1989 è l’anno del suo personale debutto discografico come compositore e musicista. Il titolo? “Acadie”. Le dodici tracce del disco sono tutte composte da Lanois, che in un caso si fa aiutare da Brian Eno. Il sound mescola efficacemente i ritmi di New Orleans, il rock, il folk e il misticismo new age. Il risultato è che la critica va in visibilio e spende parole entusiaste. Insomma: l’esordio discografico dice che Lanois può tentare di tenere il piede in due scarpe.

E allora questa è la politica seguita negli anni successivi: prima del suo secondo disco torna nelle vesti di produttore per “Achtung Baby” degli U2 e per “Us” di Peter Gabriel (due lavori stellari). Il suo secondo album arriva nel 1993, si intitola “For The Beauty Of Wynona” e soddisfa nuovamente la critica. Però, come già accaduto con l’esordio, il successo commerciale si mantiene al di sotto degli standard raggiunti come produttore (anche perché il quel caso lavora con superstar assolute).

Forse non è per questo motivo, ma comunque bisogna aspettare un decennio per poter ascoltare il suo terzo lavoro solista: “Shine” esce in fatti nel 2003, ma la lunga attesa ripaga fan e critica, soprattutto perché il disco raccoglie un’infinità di suggestioni musicali e testimonia una netta maturazione artistica. Insomma: molti sostengono di essere di fronte al miglior Lanois di sempre, alcuni parlano di capolavoro.

Lascia meno soddisfatti il successivo “Rockets” (2005), compilation di demo, brani dal vivo e composizioni scartate dai precedenti lavori (il disco è possibile procurarselo solo attraverso il sito web di Lanois). Migliori sono le reazioni di fronte a “Belladonna” (anch’esso uscito nel 2005): le tredici tracce confermano l’eccellenza del lavoro in studio e le doti di Lanois come cantante e chitarrista.

Nel 2016 produce un album di musica ambientale: delicati paesaggi sonori dipinti con la chitarra e i suoi mitici effetti gli fanno vincere molti premi da riviste specializzate quali la prestigiosa Rockerilla che gli coinferisce l’ambito titolo di album dell’anno.

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