Caritas: “Senza voucher più difficile reinserire i deboli nel lavoro”

Il direttore della Caritas di Piacenza Giuseppe Chiodaroli lo aveva chiesto poco più di un mese fa al Governo: non cancellate i voucher, perchè strumenti in grado di svolgere una fuzione "sociale"

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Il direttore della Caritas di Piacenza Giuseppe Chiodaroli lo aveva chiesto poco più di un mese fa al Governo: non cancellate i voucher, perchè strumenti in grado di svolgere una fuzione “sociale” all’interno dei percorsi di reinserimento nel mondo del lavoro di persone in difficoltà rimaste prive di occupazione.

Sappiamo che non è andata così e oggi, con la decisione di abolire del tutto i buoni lavoro, anche la Caritas di Piacenza si è venuta a trovare senza la possibilità di far lavorare una quota di persone che stava aiutando. Lo spiega Francesco Argirò, responsabile dell’area promozione umana dell’ente di via Giordani.

“I voucher erano un pezzo importante del nostro progetto Lavor-io promosso con il contributo del centro di solidarietà e il patronato Acli – ricorda – che ci ha consentito nell’arco di un anno di reinserire stabilmente, con un contratto, undici persone nel mondo del lavoro”.

“Si tratta di un percorso graduale – prosegue – che consiste in tre step. Il primo utilizza il tirocinio e si propone di restituire alle persone coinvolte le caratteristiche base del lavoro: la capacità di operare in equipe, il riconoscimento della gerarchia, il rispetto delle regole.

Il secondo step è la banca valore lavoro, proprio attaverso i voucher le persone venivano messe a contatto con i committenti per piccoli impieghi temporanei, come la cura del verde, il badantato, le pulizie, una modalità per misurarsi con le regole del mercato, e quindi rimettersi sulla piazza in cambio di un compenso reale. Era una tappa importante che consentiva a queste persone di riabituarsi di nuovo al lavoro vero.

Il terzo filone, ovvero lo sbocco finale del percorso, è stato per undici persone un contratto con una ditta o con un privato. Un successo ottenuto per gradi, uno di questi era costituito dai voucher utilizzati in termini sociali. Che noi utilizzavamo attraverso la somministrazione del patronato Acli e in accordo con alcuni committenti. Dentro questa cornice di regole i voucher si sono rivelati un ottimo strumento, anche perchè non era possibile sfuggire a tutti i controlli”. 

Il progetto Lavor-io naturalmente non si è interrotto in Caritas, ma ora sono circa 10-12 le persone in una situazione di “stallo”, senza la possibilità di lavorare e di proseguire il cammino di reinserimento. “Abbiamo interrotto l’acquisto dei voucher – afferma Argirò – in attesa che il Governo faccia quello che ha promesso, sostituirli con un nuovo strumento”.

“Siamo convinti anche noi che i voucher – conclude Argirò – non debbano sostituire un lavoro continuativo, ma usati per impieghi temporanei avevano una valenza sociale molto pratica. Speriamo che il nuovo strumento annunciato dal Governo possa mantenere anche questa funzione”.

LA POSIZIONE DEL MOVIMENTO CRISTIANO LAVORATORI DI PIACENZA

Come movimento di lavoratori non possiamo accogliere con favore l’abolizione dei voucher è  a nostro avviso un ennesimo grave errore di una politica poco lungimirante , e senza coraggio una politica che continua far prevalere scelte tattiche del momento nonostante facciano del male al paese.  

Siamo davanti a una politica che non è in grado di avere una visione generale ed un governo che non ha avuto il coraggio di affrontare nei mesi precedenti le correzioni necessarie a raddrizzare le storture derivanti da un uso improprio dei voucher, storture evidenti che il nostro movimento ha denunciato concretamente già nei mesi scorsi.

D’ altra parte l’abolizione completa dei voucher porterà come conseguenza un aumento del lavoro sommerso che è una piaga concreta del sistema economico -occupazionale del ns paese . Non possiamo inoltre evidenziare la nostra preoccupazione  in merito alla decisione assunta dalla commissione LAVORO della Camera ,vediamo un futuro sempre più incerto per  il nostro  mondo del lavoro  , ci aspettiamo a oggi anche a  una correzione del Jobs Act in quanto  non ha dato i risultati sperati, è  ormai evidente la necessità di un profondo ripensamento sulle normative sul lavoro  a oggi in essere.

Ma per attuare tutto ciò c’è bisogno di uomini coraggiosi , che  , abbattendo gli steccati per difendere interessi ” di bottega ” di una politica miope e con una visione personalistica sempre più lontana dai propri concittadini  , ma tutti uniti con un fine comune come il” rilancio economico -occupazionale” del paese ,come viene ricordato in questi giorni con l’anniversario del 60 dei TRATTATI DI ROMA che sancirono la fondazione della Comunità ECONOMICA EUROPEA ,insomma  tutti uniti verso un fine comune : possibilità concreta o pura utopia ?

MORELLI UMBERTO PRES PROV MCL PIACENZA

 

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