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La “lezione d’amore” di Mozart conquista il Municipale foto

“Così fan tutte” è un opera decisamente inconsueta nel firmamento del melodramma, dove l’amore è quasi sempre causa di drammi e di tragedie.

Dopo Verdi, Puccini, Catalani ed in attesa dell’arrivo di Bellini coi I Puritani, in programma tra due settimane, la stagione lirica del Teatro Municipale di Piacenza presenta Wolfgang Amadeus Mozart in una delle sue opere più rappresentate: per la bellezza della musica e per l’argomento divertente e stimolante come la fedeltà femminile.

Ed anche questa volta è stato un successo, non di quelli trascendentali da tramandare alla storia, ma di gradimento unanime e caloroso che il numeroso pubblico ha tributato alla rappresentazione formata da una compagnia di canto molto giovane, per una coproduzione con lo Spoleto 58 Festival dei 2 mondi, col teatro Coccia di Novara, col teatro Alighieri di Ravenna e dalla Fondazione Teatri di Piacenza.

“Così fan tutte” è un opera decisamente inconsueta nel firmamento del melodramma, dove l’amore è quasi sempre causa di drammi e di tragedie.

Mozart, invece, ci presenta un tema dall’apparenza di burla ma che nasconde tra le sue pieghe un certo cinismo e, come ci rivelerà al termine della rappresentazione, la maestra direttrice Carla Del Frate, “Impregnata di melanconia”.

Musica gradevole ed appagante in uno scenario suggestivo, classico e di notevole livello come la regia di Giorgio Ferrara, le scene ed i costumi di Dante Ferretti e Francesco Lo Schiavo e le luci di Daniele Nannuzzi; tutti elementi importanti in un dramma giocoso dove la parte vocale non è così importante come nelle opere verdiane ma è l’insieme coreografico ad avvincere primariamente lo spettatore.

Come la musica mozartiana resa con delicatezza e raffinatezza (“Questo è il vero Mozart “ Preciserà la stessa Carla Del Frate) dall’orchestra giovanile Luigi Cherubini.

Il coro del teatro Municipale ancora una volta è stato all’altezza della situazione pur in un ruolo non consueto. Tutti i sei cantanti di scena hanno raccolto consensi. Le loro sono voci fresche e ben educate ed hanno superato le difficoltà dell’opera con bravura e con apprezzabile resistenza (in fondo l’opera ha circa 3 ore di canto, parte anche molto impegnativo). Sufficienza piena per tutti in particolare per il Guglielmo di Thomas Tatzl ed il Don Alfonso di Simone Del Savio.

INTERVISTE

Così fan tutte nel complesso è piaciuta. Tra il pubblico l’appassionato ed esperto, Dino Anelli commenta :”Un buon spettacolo, opera piacevole con i cantanti che hanno svolto bene il loro compito. Non mi ha convinto la direzione musicale, forse un po’ anonima, Avrei preferito un Mozart più vivace”.

L’immancabile ex baritono Carlo Torreggiani come sempre generoso verso i suoi ex colleghi. “Cantano bene. Sono ancora un po’ acerbi ma sono bravi. Mozart sembra facile, ma così non è.”

Bruno Nani da poco convertito alla passone per la musica lirica:” Sì, mi è piaciuto lo spettacolo. Bellissima la musica di Mozart anche se, specie nel primo atto, eccessivamente ripetitiva.

I PROTAGONISTI

Il Direttore Artistico Cristina Ferrari come sempre non vuole rilasciare commenti: ”Non ho niente da dire. Avete visto come sono andate le cose e quindi sta voi ad esprimere giudizi. Dal canto mio non posso che essere soddisfatta del lavoro che tutti hanno svolto ottimamente. I cantanti? Bravi, ma già lo sapevamo”.

Il primo degli interpreti è Don Alfonso, ovvero il palermitano Simone Del Savio, sorridente e particolarmente soddisfatto: ”Sì, davvero contento. Bel teatro, buonissima l’acustica, bel pubblico e bel affiatamento tra noi cantanti. Naturalmente non faccio solo Mozart, ma quest’opera mi piace ed in futuro molto prossimo la ripeterò parecchie volte”.

Aitante ed elegante l’austriaco Thomas Tatzl, autentico specialista in ruoli mozartiani: “Questa per i cantanti è un’opera molto impegnativa per le parecchie difficoltà vocali e per la sua lunghezza per cui occorre saper amministrare la voce per non andare in riserva nella parte finale. Comunque credo di essere andato bene così come tutti gli altri. La città mi piace ed il teatro è molto bello. Piacenza è stata davvero una bella scoperta.”

Infine la maestra direttore d’orchestra, la parmense Carla Delfrate. ”Ho voluto presentare Mozart com’è. L’opera sembra buffa, ma non è così. C’è molta melanconia e cinismo e, per certi versi, è un’autentica lezione sull’amore .

Il succo dell’opera è racchiuso nella frase nel finale “Fortunato è l’uomo che prende ogni cosa per il buon verso e fra i casi e le vicende da ragion guidar si fa”.

Luigi Carini  

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