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Legge urbanistica regionale, Callori (Fi): “Costi alti per i comuni”

"Il nostro territorio - afferma l'esponente di Forza Italia - non ha bisogno di ulteriori vincoli rispetto a quelli esistenti e di norme che avanzino condizioni peggiorative rispetto alle attuali"

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Pubblichiamo l’intervento di Fabio Callori – Vice Coordinatore Vicario Forza Italia – Regione Emilia Romagna – in riferimento al progetto di Legge in materia urbanistica approvato dalla Giunta Regionale

IL TESTO – “Prendo atto dell’approvazione del Progetto di Legge in materia urbanistica da parte della Regione Emilia Romagna ed intendo sottolineare che il citato confronto c’è stato ma non è stato recepito dalla Regione.

In virtù dell’annunciata semplificazione degli strumenti urbanistici, si prevede un piano regionale, un piano di area vasta e città metropolitana e, in riferimento ai Comuni, un piano urbanistico generale (Pug) di programmazione e pianificazione di tutto il territorio. Tali Pug saranno attuati attraverso accordi operativi e gli Enti locali dovranno dotarsi di Uffici di Piano per svolgere tali nuove funzioni.

La semplificazione annunciata è quindi sicuramente una vera chimera e i costi che dovranno sobbarcarsi gli Enti Locali saranno molto alti. Sono stati previsti, a fronte di questi notevoli esborsi, contributi regionali?

Il raggiungimento di consumo di suolo a saldo zero per fermare l’espansione delle città in nome della rigenerazione urbana, a fronte della tutela del territorio agricolo, è fissato dall’Unione Europea per l’anno 2050. Un’utopia pensare di anticipare tale obiettivo e il paventato dato di consumo del suolo del 3% del territorio attualmente urbanizzato invece dell’11% dei vecchi piani urbanistici, non è equamente applicabile a tutto il territorio.

Purtroppo, in questo particolare momento di congiuntura economica in tanti Comuni il “saldo 0” è applicato da anni con entrate derivanti da oneri  di urbanizzazione pari a zero! A fronte di questa Proposta di Legge è possibile che un’attività economica, che può portare risvolti positivi anche in termini occupazionali, possa decidere di insediarsi in Regioni limitrofe con norme meno vincolanti.

In riferimento alla rigenerazione e adeguamento sismico, il Progetto di Legge prevede la riduzione almeno del 20% del contributo di costruzione. Ma le minori entrate derivanti dalla diminuzione del contributo di costruzione da chi verranno rimborsate agli Enti Locali? Saranno a carico della Regione o non rientreranno nelle casse comunali?

Nella proposta di questo Progetto di Legge non sono previsti i tempi di declassamento delle aree da zone produttive ad aree agricole ma tale percorso temporale deve necessariamente essere chiarito. Occorre quindi spiegare al meglio una serie di dettagli non certo di poco conto!

Ritengo, infine, questo Progetto di Legge proposto in un momento sbagliato visto che già il “saldo” è negativo e su tutti i fronti!!  Il nostro territorio non ha bisogno di ulteriori vincoli rispetto a quelli esistenti e di norme che avanzino condizioni peggiorative rispetto alle attuali.”
 

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