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Ordine Costantiniano, la messa in San Dalmazio presieduta dal vescovo Ambrosio  foto

Nella chiesa di San Dalmazio a Piacenza si è celebrata la funzione liturgica presieduta dal vescovo Gianni Ambrosio. Una cerimonia resa ancor più suggestiva dalla presenza di una decina di membri della Confraternita dello Spirito santo

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Protagonista a Piacenza sabato mattina il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, delegazione dell’Emilia Romagna.
 
Nella chiesa di San Dalmazio si è celebrata la funzione liturgica presieduta dal vescovo Gianni Ambrosio. Una cerimonia resa ancor più suggestiva dalla presenza di una decina di membri della Confraternita dello Spirito santo (nelle foto, connotate dalla mantella color rosso cremisi posta sopra la tunica).

Tante le autorità che hanno preso parte al rito religioso, il Prefetto di Piacenza Anna Palombi, il Questore Salvatore Arena, il Comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri colonnello Corrado Scatteretico, il Comandante provinciale della Guardia di Finanza colonnello Daniele Sanapo, il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco Francesco Martino, il Comandante 2° Reggimento Genio Pontieri colonnello Daniele Bajata, il neo Comandate del Corpo di Polizia Municipale di Piacenza Piero Romualdo Vergante, il Presidente di Croce Rossa Piacenza Alessandro Guidotti.
 
Il vescovo Ambrosio ha incentrato la sua omelia sui valori cristiani di misericordia e carità fraterna, riprendendo dal Libro del Deuteronòmio e del Salmo Responsoriale, ripercorrendo e attualizzando il concetto di amore “non solo a chi ricambia ma anche verso i nemici” – come da lettura del Vangelo secondo Matteo (Mt 5, 43-48) – per una pace eterna e duratura tra i popoli, virtù indispensabili al buon cristiano.

È stata data lettura della missiva del Cardinale Renato Raffaele Martino, Gran Priore del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, con la quale ha voluto salutare tutti gli intervenuti e ringraziare per la generosa disponibilità il vescovo Ambrosio.

Non sono mancate parole di incoraggiamento ai membri del Sacro Ordine Costantiniano che perseguono opere cristiane e benefiche, e di ringraziamento agli adepti della Confraternita per il loro ruolo di preservazione e conservazione della Chiesa di San Dalmazio.
 
Al termine della messa, ha preso la parola l’avvocato Corrado Sforza Fogliani, in qualità di Delegato per l’Emilia Romagna del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, il quale ha fatto un breve excursus sulla storia dell’Ordine che rappresenta, considerato il più antico degli ordini cavallereschi le cui origini risalgono all’Imperatore Costantino, dopo l’apparizione della Croce a Saxa Rubra.

L’avvocato Sforza ha quindi parlato della Chiesa di San Dalmazio, tempio dalla storia millenaria, soffermandosi sulla bellezza della sagrestia, arredata con antichi mobili in legno di noce e affreschi murali lungo le pareti raffiguranti i doni dello Spirito santo (sec. XVII), dell’altare e del crocifisso (sec. XVIII), sino al quadro dell’Imperatrice Maria Luigia d’Austria che la eresse ad “oratorio ducale” (titolo che Carlo III di Borbone, Duca di Parma, il 3 febbraio 1850, sostituì con quello di “oratorio reale”).
 
Ha quindi tenuto una lectio magistralis l’arch. Giovanni Zumbo, della Confraternita dello Spirito santo, il quale ha illustrato, ai numerosi presenti, i segreti e i tesori della Chiesa di San Dalmazio. A partire dall’edificio, a pianta basilicale a tre navate, con un’abside centrale, che fu più volte rimaneggiato, a partire dal 1500, quando fu costruita la volta, poi nel 1607, data a cui risale la sagrestia, fino agli ultimi mutamenti avvenuti nella prima metà del 1700, in cui si intonacarono le pareti e furono modificate le colonne.

All’interno si trova la statua di Sant’Antonio Abate del XVIII secolo, un dipinto raffigurante la discesa dello Spirito santo in forma di colomba sulla Vergine Maria e sugli Apostoli (XVII secolo), una pregevole Madonna con Bambino e la statua di San Dalmazio rappresentato con l’abito talare da vescovo.

L’architetto Zumbo ha quindi parlato anche della cripta, le cui origini sono attribuite tra il VI e VII secolo, e della sagrestia – su cui anche il vescovo Gianni Ambrosio è detto compiaciuto di aver potuto riscoprire grazie alla pubblicazione ricca di foto, didascalie e nozioni, cui si è fatto omaggio a tutti gli intervenuti, a conclusione dell’evento.
 
I presenti si sono quindi diretti a Palazzo Farnese. Qui, ad accoglierli, la direttrice dei Musei civici di Palazzo Farnese Antonella Gigli, il sindaco di Piacenza Paolo Dosi e la restauratrice Micaela Bertuzzi. Quest’anno, infatti, il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, delegazione dell’Emilia Romagna, ha economicamente sovvenzionato la complessa opera di restauro del busto del Principe Giovanni Andrea Angelo Flavio Comneno, Gran Maestro dell’Ordine dal 1687 al 1697.
 
Al termine della conferenza – alla quale era altresì presente il Nobile dottore Alberto Lembo, Gran Inquisitore del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio – l’avvocato Franco Marenghi, Delegato Vicario dell’Ordine, delegazione dell’Emilia Romagna e il sindaco di Piacenza Paolo Dosi hanno insignito Stefano Pancini, della medaglia di bronzo di Benemerenza del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.

Tale decorazione reca nel dritto la croce costantiniana attorniata dalla scritta “S.M. Ordo Costantinianvs S.Georgii” e dal motto “In Hoc Signo Vinces”, mentre nel retro porta due fronde di alloro, con al centro l’indicazione “Benemerenti”. Importante sottolineare che lo Stato Italiano da sempre riconosce formalmente la legittimità dell’Ordine e, dal 1963, autorizza i cittadini italiani a fregiarsi delle decorazioni del medesimo ai sensi dell’art. 7 della Legge 178 del 3 marzo 1951. Il neo Benemerito, ha quindi ricevuto congratulazioni e apprezzamenti da parte di tutti i presenti e delle autorità.
 
La mattinata costantiniana è quindi volta a conclusione con un pranzo di beneficienza che si è tenuto presso il Circolo dell’Unione di Piacenza, Palazzo Ina, in Piazza Cavalli.
 

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