Polizia, Sap: “Riordino carriere, giovedì 3 ore di sciopero”

"Non è un riordino - afferma il segretario Passavanti - ma un’operazione di riparametrazione degli stipendi figlia dell’enorme miopia del governo precedente che decise di investire nel bonus degli 80 euro di lavoro nero legalizzato non rilevante ai fini pensionistici e previdenziali"

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Giovedì 30 marzo gli agenti iscritti al Sap (Sindacato Autonomo Polizia) della provincia di Piacenza si asterranno dal rapporto di lavoro per tre ore, e si riuniranno in assemblea presso la sala benessere della Questura dalle 10 alle 13, in segno di protesta contro il riordino delle carriere varato dal governo e ora all’esame del Parlamento.

Lo dichiara il segretario provinciale del Sap Ciro Passavanti: “Nonostante abbiamo apprezzato lo sforzo economico compiuto dall’esecutivo, non possiamo non avversare, in tutti i modi concessi dalla legge, questo provvedimento che non è un riordino, ma si può definire un’operazione di riparametrazione degli stipendi figlia dell’enorme miopia del governo precedente che, per assicurarsi consenso elettorale, decise di investire nel bonus degli 80 euro di lavoro nero legalizzato non rilevante ai fini pensionistici e previdenziali”.

“Il bonus sparirà dalle buste paga a settembre”, spiega  Passavanti, e per compensare questa perdita e riparametrare gli stipendi, serviranno oltre 800 milioni di euro dei 927 stanziati dal governo, che saranno investiti, quindi, in un’operazione che nulla a che vedere con i processi di carriera. L’unico dettaglio, sottolinea il segretario del Sap piacentino, è che il miraggio degli 80 euro svanirà definitivamente, perché questa cifra, una volta resa strutturale e quindi alleggerita del 60,2% di trattenute, si trasformerà in 32 euro circa di aumento di stipendio”.

“Si tratta, quindi, di una grande occasione gettata alle ortiche, mentre, negli ultimi giorni, stanno circolando informazioni false e fuorvianti da parte di chi è politicamente interessato a sostenere questo riordino inutile.

Aggiunge Ciro Passavanti: “Ci auguriamo che gran parte dei colleghi si astenga dal lavoro e prosegua la protesta insieme a noi. Il provvedimento si può ancora cambiare e noi abbiamo già pronta una proposta per consentire di rivedere l’intero progetto”.

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