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Spari in un bar affollato di Cadeo, 21enne in carcere foto

Il fatto risale al 4 gennaio scorso: il proiettile prima ha forato il plexiglas della struttura, poi la saracinesca e ha terminato la corsa conficcandosi in un paravento in legno interno del locale.

Un colpo di arma da fuoco esploso in un bar di Cadeo (Piacenza) e maltrattamenti nei confronti della ex ragazza, alla quale avrebbe anche puntato la pistola alla tempia mentre erano a cena in una pizzeria di Carpaneto. 

Sono solo alcune delle azioni contestate dai carabinieri del nucleo operativo di Fiorenzuola e della stazione di Carpaneto, ad un 21enne residente in paese, finito in carcere.

Secondo le accuse il ragazzo, lo scorso 4 gennaio, avrebbe esploso due colpi di pistola all’esterno di un locale di Cadeo e un colpo verso l’interno, tanto che il proiettile è andato a conficcarsi in un paravento del bar (FOTO), che in quel momento era frequentato da 16 persone.

Un miracolo dunque, come sottolinea il maggiore Emanuele Leuzzi in conferenza stampa, che nessuno sia rimasto ferito. 

Dopo oltre due mesi di indagini, due giorni fa è stata emessa nei suoi confronti una custodia cautelare in carcere e il 21enne è stato condotto dai militari alle Novate. Deve rispondere di esplosioni e porto abusivo di arma da fuoco, esplosioni pericolose, ricettazione, danneggiamento aggravato, detenzione abusiva di munizioni, appropriazione indebita, maltrattamenti, minaccia aggravata, detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.

I Fatti – Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, le esplosioni all’esterno e all’interno del bar sono avvenute alle 22.25 di mercoledì 4 gennaio. Tre colpi in tutto di cui uno verso il dehor ; il proiettile prima ha forato il plexiglas della struttura, poi la saracinesca e ha terminato la corsa conficcandosi in un paravento in legno interno (FOTO).

In quel momento il bar era affollato di giovani, ma fortunatamente nessuno è rimasto ferito.

Gli accertamenti dei carabinieri sono scattati a poche ora dai fatti, indirizzandosi verso un 21enne residente a Carpaneto e al suo gruppo di amici (tre giovani residenti tra cadeo e Fiorenzuola) di cui sono state perquisite le abitazioni.

Nella casa del 21enne le forze dell’ordine hanno trovato una scatola di cartucce (FOTO), posta sotto sequestro, insieme ai cellulari del gruppo di ragazzi, ad alcune carte di credito rubate (da cui l’accusa di ricettazione) e degli attrezzi, asportati dal suo luogo di lavoro. Non è stata però rinvenuta la pistola.
 
Gli accertamenti del nucleo operativo poco dopo, si sono incrociati con l’attività dei militari della stazione di Carpaneto, a cui si era rivolta la convivente del 21enne, di soli 19 anni, esasperata dai maltrattamenti subiti e dalle minacce rivolte anche ai suoi famigliari.
 
Liti che spesso degeneravano in botte, tanto che una volta era dovuta ricorrere al cure del pronto soccorso, riportando sette giorni di prognosi.

Una situazione ormai fuori controllo, a cui contribuiva anche l’abuso di cocaina da parte di entrambi i fidanzati; secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 21enne, durante una cena in una pizzeria di Carpaneto, aveva estratto l’arma puntandola alla tempia della fidanzata, « mimando » lo sparo e in un’altra occasione, mentre si trovavano all’esterno, avrebbe esploso un colpo mentre lei si stava allontanando e il proiettile le era passato a lato, tanto che aveva sentito un sibilo vicino all’orecchio.

Il tutto accompagnato da gravi minacce, rivolte anche ai genitori della ragazza.

Nel frattempo il bossolo recuperato nel locale è stato esaminato dal Ris ed è risultato essere stato esploso da una Beretta modello 34 o 45, calibro 765. Gli accertamenti sui cellulari del gruppetto di amici hanno fornito importanti elementi, a partire da un selfie, scattato dal 21enne, in cui era ben visibile la pistola.

noltre, nelle chat erano presenti riferimenti espliciti all’episodio di Cadeo: “ Sì sì siamo tutti criminali ..gli spariamo dentro al bar e via … la prossima volta con un Kalashnikov”.

Contestualmente è emerso anche che il 21enne avrebbe ceduto mezzo etto di marijuana ad un amico, motivo per cui alla lista delle accuse, si è aggiunta quella di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. 

Una serie di elementi che hanno portato all’emissione della custodia cautelare in carcere, dove il giovane si trova da due giorni. All’appello manca ancora il ritrovamento della pistola; le indagini proseguono. 

 

 

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