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Alla Biffi Arte Culicchia presenta “Essere Nanni Moretti”

Giuseppe Culicchia, considerato una delle voci più autentiche della narrativa italiana degli ultimi anni, sarà ospite mercoledì 3 maggio alle 18 alla Galleria Biffi Arte, dove presenterà nell’ambito de “L’Arte di scrivere” a cura di Mauro Molinaroli

Giuseppe Culicchia, considerato una delle voci più autentiche della narrativa italiana degli ultimi anni, sarà ospite mercoledì 3 maggio alle 18 alla Galleria Biffi Arte, dove presenterà nell’ambito de “L’Arte di scrivere” a cura di Mauro Molinaroli, il suo ultimo libro “Essere Nanni Moretti” (Mondadori).

Questo autore è stato scoperto da Pier Vittorio Tondelli che aveva pubblicato alcuni suoi racconti nell’antologia Papergang-Under 25, Culicchia ha esordito nel 1994 con “Tutti giù per terra”, uno dei casi letterari più sorprendenti degli ultimi anni ed è stato vincitore dei Premi Montblanc e Grinzane Cavour.

Nel romanzo lo scrittore racconta le vicende di un giovane poco più che ventenne, Walter, che affronta le paure, le incertezze e la fragilità del mondo giovanile nella Torino di fine anni Ottanta con perplessità, disillusione e soprattutto un’irresistibile ironia. Davide Ferrario ne ha tratto l’omonimo film interpretato da Valerio Mastandrea.

Molti dei suoi libri sono stati tradotti in Francia, Germania, Olanda, Grecia, Spagna e Russia. Tra i suoi lavori “Il paese delle meraviglie” (Garzanti, 2004); “Ecce Toro” (Laterza, 2006); “Un’estate al mare” (Garzanti, 2007); “Brucia la città” (Mondadori, 2009); “Ameni inganni” (Mondadori, 2011). Ha tradotto tra l’altro per Einaudi “American Psycho” (2001) e “Lunar Park” (2005) di Bret Easton Ellis; per Garzanti “Lo sfidante” di F.X. Toole (2001) e per Feltrinelli “Le avventure di Huckleberry Finn” di Mark Twain (2005). Nel 2014 esce una edizione “Remixed” di “Tutti giù per terra” (Mondadori).

In questo libro Culicchia ambienta ai giorni nostri la vicenda e i personaggi narrati nel suo romanzo d’esordio. Del 2015 sono “Torino è casa nostra” (Laterza 2015) e “My Little China Girl” (edt 2015). Del 2016, “Mi sono perso in un luogo comune” (Einaudi).

“Essere Nanni Moretti” è la storia di uno scrittore di nicchia e cerca di scrivere il Grande Romanzo Italiano. Ma più ci prova più si allontana dalla meta e si deprime davanti al foglio bianco. La sola consolazione nella vita di Bruno è Selvaggia: una ragazza d’oro, che fa la pole dancer in un locale notturno, che è libera e schietta quanto il suo nome.

E che continua ad amarlo e a credere in lui ostinatamente. Fino a quando viene licenziata e la situazione si fa ancora più preoccupante. E qui che Bruno si lascia andare e si fa crescere la barba. Gli basta una giornata per rendersi conto che al supermercato, per strada, al ristorante, in palestra, tutti lo scambiano per Nanni Moretti. Sarà Selvaggia a convincerlo a sfruttare le doti da imitatore che ha fin da bambino, a studiare la biografia e l’eloquio del regista e a trasformarsi in un suo clone, con le conseguenze che ne deriveranno.
 
 

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