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Alla sala Ricchetti il ricordo del pittore a 40 anni dalla scomparsa foto

La conferenza è stata tenuta dalla dottoressa Laura Bonfanti, storica dell'arte e vicepresidente della Galleria d'arte moderna Ricci Oddi, con la partecipazione di un folto pubblico interessato ad approfondire la storia di uno dei più noti pittori piacentini.

Si è tenuta ieri sera, 24 aprile, nella Sala Ricchetti della Sede centrale della Banca di Piacenza la conferenza dedicata al pittore piacentino di fama nazionale Luciano Ricchetti (1897 – 1977), ricordato a 120 anni dalla nascita (e a 40 anni dalla morte). 
 
La conferenza è stata tenuta dalla dottoressa Laura Bonfanti, storica dell’arte e vicepresidente della Galleria d’arte moderna Ricci Oddi, con la partecipazione di un folto pubblico interessato ad approfondire la storia di uno dei più noti pittori piacentini.
 
Tra i presenti la figlia del pittore Roberta Ricchetti – che ha rivelato come la moglie del capofamiglia del quadro sia stata ispirata dalla moglie del pittore e come la bambina del quadro raffiguri la figlia Francesca – e il figlio del custode della Ricci Oddi, Ferrari, il balilla rappresentato nell’opera “In ascolto”.

A rappresentare la Banca il Presidente del Comitato esecutivo Sforza Fogliani, il Condirettore generale Coppelli e il Vicedirettore generale Boselli.
 
L’evento è stato presentato dal Presidente Sforza Fogliani, che ha introdotto la figura del pittore piacentino Luciano Ricchetti. La dott.ssa Laura Bonfanti ha poi ricordato alcuni importanti aspetti della vita del pittore, tra cui la partecipazione alla XVIII Biennale veneziana del 1932 e la commissione – lui affidata – per la realizzazione del mezzo busto di bronzo, raffigurante il collezionista piacentino Giuseppe Ricci Oddi, ancora esposto nel corridoio di ingresso della Galleria d’arte moderna che porta il suo nome.
 
Tra i momenti più importanti della biografia del pittore è stata ricordata la vincita del Premio Cremona, nel 1939, in occasione del quale egli ha realizzato la grande tela “In ascolto”.   Purtroppo, con la caduta del fascismo, l’opera fu fatta a pezzi e attualmente se ne conservano solo alcuni frammenti (tra cui il volto de “Il balilla”, conservato in una Sala di Palazzo Galli).
 
E’ stato inoltre analizzato il grande affresco, del 1952, “Sintesi Storica della città di Piacenza”, conservato nella Sala dove è stata tenuta la conferenza, che raffigura la città e la sua provincia. 
 
In conclusione sono stati ricordati i due cataloghi del 1967 e del 1997 – curati dal noto storico piacentino Ferdinando Arisi – e la targa commemorativa, voluta dalla Banca di Piacenza e tutt’oggi visibile sulla facciata del Palazzo di via Garibaldi, 5.
 
Dopo la conferenza gli intervenuti sono recati a Palazzo Galli, dove è conservato “Il balilla”, frammento del già citato quadro “In ascolto” con il quale Ricchetti vinse il più prestigioso premio d’arte dell’epoca.
 
Al termine della serata, la Banca di Piacenza ha omaggiato i presenti con una copia della pubblicazione dedicata ai suoi ottant’anni.

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