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Aumentano gli studenti (+627 a Piacenza) I sindacati: “E gli organici?”

A settembre prossimo saranno 549.152 gli studenti che siederanno sui banchi delle scuole dell’Emilia Romagna, con un aumento di oltre 12.500 alunni rispetto a quelli attualmente frequentanti

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“Il prossimo anno scolastico 2017/2018 non smentisce le previsioni di aumento costante e progressivo degli studenti della scuola dell’Emilia Romagna.
Un trend in crescita ormai da molti anni che sta assumendo connotati preoccupanti in quanto all’aumento degli studenti, negli ultimi anni, non ha mai corrisposto il necessario ed adeguato aumento del personale docente e ATA”.

E’ quanto affermano Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola, che hanno incontrato l’Assessore regionale Patrizio Bianchi, in previsione del prossimo anno scolastico.

A settembre, secondo i dati forniti dai sindacati, saranno 549.152 gli studenti che siederanno sui banchi delle scuole dell’Emilia Romagna, con un aumento di oltre 12.500 alunni rispetto a quelli attualmente frequentanti.

A Piacenza si parla di 627 studenti in più rispetto all’anno precedente.

“L’aumento – spiegano – si concentra prevalentemente nelle scuole superiori. Tenuto conto della complessità di tale ordine di scuola legato alle varie tipologie (professionale, tecnico, licei) e alle molteplici e differenti classi di concorso, tale incremento necessita di un consistente aumento di classi e quindi di personale scolastico”.

Secondo Cgil, Cisl e Uil servirebbero perciò “oltre 300 classi in più e circa 3000 docenti in più, rispetto all’anno in corso”: “Vale la pena sottolineare che in Emilia Romagna il rapporto medio alunni/classi relativo allo scorso anno scolastico è del 22,2%, superando di oltre 1% quello della media nazionale (che è pari al 21,12%)”.

“Se le esigenze espresse dai dati elencati non dovessero essere soddisfatte, cosa gravissima, – attaccano – questo rapporto verrebbe ulteriormente incrementato e produrrebbe l’attivazione di classi “pollaio”. Si priverebbero così gli studenti di quegli elementi di qualità che per anni ha garantito la scuola pubblica statale nella nostra regione”.

“In questo contesto – proseguono -, si rischia di peggiorare il tasso di abbandono scolastico che ha raggiunto in Emilia Romagna il 13,3% (dati 2015 pubblicati dalla Regione Emilia Romagna) contro il 10% previsto dalla Strategia Europa 2020. Al contrario, contenere il tasso di abbandono scolastico è di primaria importanza per sostenere quella crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva che l’Europa si propone di realizzare”.

“Riteniamo che la riduzione degli alunni per classe sia uno degli elementi indispensabili per realizzare “la prevenzione dell’abbandono scolastico precoce, la promozione dell’uguaglianza di accesso ad una istruzione prescolare, primaria e secondaria di buona qualità”.

“Chiediamo con forza alle Istituzioni, ai rappresentanti della politica della nostra regione, – concludono di farsi carico di questa esigenza, affinché il Ministero assegni all’Emilia Romagna una dotazione organica di docenti e ATA adeguata al numero degli studenti, per di non pregiudicare il loro diritto allo studio o addirittura l’accesso ad esso”.

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