Barbieri risponde alle 4 domande “Un ‘quoziente Piacenza’ nei servizi”

E' Patrizia Barbieri, candidata alle comunali di Piacenza per il centrodestra (a sostenerla le forze tradizionali, Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d'Italia più una civica in fase di allestimento), il primo candidato a rispodere alle quattro domande poste da PiacenzaSera.it

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E’ Patrizia Barbieri, portacolori alle comunali di Piacenza del centrodestra (a sostenerla le forze tradizionali, Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia più una civica in fase di allestimento), il primo candidato a rispondere alle quattro domande poste da PiacenzaSera.it rivolte a tutti i contendenti in gara alle elezioni dell’11 giugno.

Barbieri non si limita a rispondere ai quesiti, ma formula alcune proposte per la città.

Sì al nuovo ospedale, ma a precise condizioni; una bretella parallela all’A21 per ridurre il traffico in città; la realizzazione di un parco per la logistica con determinate caratteristiche; e l’introduzione del “quoziente Piacenza” per favorire i piacentini nei servizi sociali. 

La redazione attende anche le risposte degli altri candidati: direttamente a redazione@piacenzasera.it 

PATRIZIA BARBIERI RISPONDE

1 – Un ospedale nuovo per Piacenza. E’ giusto cogliere l’opportunità di realizzarlo? E se sì, dove?
La possibilità di avere un nuovo ospedale in città, che nella logica delle cose dovrebbe costituire un’ottima notizia, in realtà presenta diversi punti critici che necessitano di una profonda attenzione e supplementi di valutazione.

Nei fatti la proposta della Regione Emilia-Romagna pare essere piovuta sull’amministrazione di centrosinistra come un fulmine a ciel sereno, non mancando di creare tra i vari esponenti del PD diversi distinguo. E ciò fa già propendere sull’idea che la struttura non sia strettamente necessaria, ma sia una ipotesi avanzata dalla Giunta regionale perché non c’erano alternative perseguibili in altre città.

Ciò premesso, se l’intenzione di investire da parte della Regione fosse seria, sarebbe illogico non cogliere questa opportunità ma andando avanti non per spot, ma per step concreti. Prima di tutto dovrà risultare chiaro e ben definito – cosa su cui l’amministrazione comunale PD non si è mai espressa in questi mesi – come verrà utilizzata l’area e le strutture dell’attuale ospedale di Via Taverna, onde evitare di trovarci fra qualche tempo ad avere a che fare con edifici dismessi come l’ex clinica Belvedere.

Per quanto riguarda invece l’ubicazione del nuovo, fatti salvi alcuni ovvi paletti, quali l’individuazione di un’area facilmente accessibile e con adeguati parcheggi, e l’esclusione di aree che qualcuno ha proposto, come l’ex Pertite che deve rimanere a verde, il centrodestra ritiene fondamentale avviare un ampio percorso di confronto con la città, cosa che la sinistra propugna solo nelle intenzioni, ma mai nei fatti.

Una volta definita l’area sarà infine necessario da parte dell’amministrazione comunale valutare con attenzione il progetto esecutivo della nuova struttura che sia realizzato in linea con le esigenze della popolazione: è fin troppo evidente che la buona sanità non la fanno non solo e non tanto gli ospedali, ma gli operatori sanitari ed è su quelli, sulla loro formazione e sul loro lavoro che bisogna maggiormente investire.
 
2 – Ambiente e qualità della vita. La scadente qualità dell’aria è un problema che puntualmente si ripropone per Piacenza, nel contesto più vasto della pianura padana. Quali soluzioni strutturali adottare?
Anche nell’ambito delle politiche ambientali e, nello specifico, volte al miglioramento della qualità dell’aria, crediamo che sia ora di smettere di procedere per spot che servono solo a farsi un po’ di pubblicità, ma che non arrivano alle radici dei problemi. Più verde: 100 nuovi alberi? Perché non 1000 o 10.000? Domeniche senza auto? E perché non anche il sabato e il venerdì?

Noi pensiamo che sia necessario affrontare in profondità alcuni problemi di questa città che certo non potranno risolvere definitivamente l’inquinamento di un’area, la pianura padana, che risulta da questo punto di vista tra le peggiori al mondo, ma che certo potrebbero a nostro avviso contribuire al miglioramento della situazione.

Prima di tutto pensiamo sia chiaro a tutti che il peso del traffico in città sia diventato insostenibile – anche per scelte viabilistiche quantomeno opinabili di questa Giunta –  in particolare in alcune specifiche zone, come ad esempio a Nord dove si concentrano le autostrade, le strade di maggiore carico veicolare e i più grandi insediamenti industriali.

Riteniamo si debba quindi trovare una soluzione per alleviare il traffico tra Via Emilia Pavese, Piazzale Torino e Via XXI Aprile prevedendo la costruzione di una bretella parallela alla A21. E’ fin troppo chiaro poi che il traffico sull’autostrada Torino-Brescia che passa a poche centinaia di metri da Piazza Cavalli concorre in modo determinante ad elevare l’inquinamento: è necessario confrontarsi con i gestori dell’autostrada per trovare soluzioni che combattano le emissioni, siano esse barriere antismog o asfalto trattato.

E’ necessario inoltre monitorare, a differenza di quanto sta facendo l’amministrazione PD, le emissioni in atmosfera della centrale Edipower, anch’essa a poche centinaia di metri dal centro città.

La previsione infine di aree verdi, dal Parco Galleana a Montecucco alla Pertite, è condizione necessaria per poter avere in città dei polmoni che ci permettano di respirare, senza dimenticare di prendersi cura di tutte le aree, fino alle più piccole, sia come misura antinquinamento sia come decoro urbano.
 
3 – Sviluppo e logistica. E’ favorevole a nuovi insediamenti logistici a Piacenza? Se sì, con quali contropartite?
Nel momento in cui pare che ci si stia avviando a vedere completamente occupata l’area del polo logistico di Piacenza, è sotto gli occhi di tutti come in questi anni sia mancato un controllo e una gestione coordinata degli insediamenti industriali; Il polo logistico risulta nei fatti una mera sommatoria di capannoni, che hanno sottratto terreno verde senza fornire in cambio alcun valore aggiunto, né da un punto di vista di sviluppo economico per la nostra città, né garantendo un’occupazione qualificata in particolare per le giovani generazioni piacentine.

Ciò che ci proponiamo di fare è di trasformare nei limiti del possibile questo polo in un parco logistico, che porti nei fatti un valore aggiunto alla città.

Se si aprissero poi nuove possibilità di insediamento con queste caratteristiche, cioè con l’impegno da parte degli investitori di realizzare un parco integrato, logistico, industriale e artigianale che offra servizi di eccellenza, lavoro qualificato e il più possibile ecosostenibile, saremmo miopi a non prenderle in considerazione, convinti che una logistica di ultima generazione, il manufatturiero e i centri direzionali possano contribuire allo sviluppo economico e sociale della nostra città e del nostro territorio. Confermiamo però la contrarietà ad una ingiustificata occupazione di suolo e a soluzioni che non prevedano positivi ritorni in termini di politica ambientale.
 
4 – Migranti e accoglienza. Il flusso dei profughi non è destinato ad arrestarsi in tempi brevi, come intende gestire l’arrivo di nuovi ospiti?
Evitando di addentrarci sulle fallimentari politiche a livello nazionale da parte del PD e dei suoi alleati, riteniamo che i Comuni possano comunque mettere in pratica azioni concrete, volte ad affrontare questa grave situazione, e non limitarsi come fa oggi la sinistra ad allargare le braccia in nome di una pelosa accoglienza buonista di facciata.

Riteniamo che il Comune debba smettere di rendersi complice del business dell’immigrazione, andando a colpire il vantaggio economico di chi si arricchisce tramite l’ospitalità e di coprire sotto il cappello della parola “profugo” situazioni fin troppo chiare di immigrazione clandestina.

Troppo labile oggi la linea di demarcazione tra profughi, immigrati clandestini e immigrati regolari e su questa troppi ci stanno lucrando. L’amministrazione comunale deve essere ben lontana da ciò, ma al contrario tutelare i propri concittadini.

“Prima i piacentini” non deve e non sarà solo uno slogan, ma un preciso obiettivo e azione di governo del comune governato dal centrodestra.

Agevolare attraverso l’introduzione di un “quoziente Piacenza” i nostri concittadini nei servizi sociali, nell’accesso alle case popolari, nell’assistenza sarà uno dei nostri punti programmatici, insieme alla tolleranza zero nei confronti delle sacche di criminalità e microcriminalità che hanno fatto precipitare la sensazione di sicurezza, tema su cui ci auguriamo un confronto anche in altre occasioni.

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