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M5s e il mancato recall “Essere mamma non è un danno d’immagine”

I consiglieri comunali del M5s rispondono ai militanti che hanno chiesto, nei giorni scorsi, perché durante il loro mandato non sia stato rispettato il ricorso alla "surroga". 

I consiglieri comunali del M5s rispondono ai militanti che hanno chiesto, nei giorni scorsi, perché durante il loro mandato non sia stato rispettato il ricorso alla “surroga”. 

Le affermazioni contenute in una lettera pubblicata, da alcuni quotidiani piacentini, scritta da un sedicente attivista del M5S ci costringe, nostro malgrado, ad intervenire nelle recenti polemiche di cui siamo stati oggetto che, forse, sortiscono l’effetto di screditare il nostro operato e di amareggiare noi consiglieri uscenti, ma soprattutto danneggeranno l’immagine del m5s, quindi cui prodest?

Tutti i giornali cartacei e online di Piacenza hanno riportato la foto della consigliera Tarquini in consiglio comunale con il piccolo Bruno di soli 4 mesi. Era il mese di settembre 2015 quando la consigliera Tarquini è tornata in consiglio, per poi continuare a presenziarvi nelle tempistiche a lei possibili. Pubblicare una lettera di un fantomatico iscritto al M5S che asserisce l’assenza della consigliera per 2 anni è quantomeno poco professionale.

Nel periodo di assenza della consigliera Tarquini, il gruppo consiliare ha deciso di non assecondare la richiesta (peraltro di pochissime persone) di procedere con le dimissioni della neo mamma per diversi motivi e cogliamo l’occasione per spiegarli nuovamente a chi ancora non li ha compresi.

Un consigliere comunale percepisce un gettone di presenza se, appunto, fa presenza, quindi durante l’assenza il consigliere non rappresenta un costo per la comunità. Ma fare il consigliere comunale non significa sedersi in consiglio facendo presenza, non solo quello almeno, e chi fa il consigliere comunale o ha seguito i lavori del consiglio attraverso lo streaming lo sa bene. Fare il consigliere significa portare avanti il programma presentato alle elezioni, leggere le pratiche che andranno in votazione in consiglio o che saranno trattate in commissione. Significa scrivere e correggere i comunicati stampa, significa confrontarsi con i colleghi, significa preparare i propri interventi o controllare/integrare quelli dei colleghi, significa informarsi su ciò che è stato deciso nelle attuali o precedenti amministrazioni attraverso l’accesso agli atti e la loro lettura, significa inoltre ascoltare tutti i cittadini che ti contattano per eventuali segnalazioni. Tutto ciò è stato fatto dalla consigliera Tarquini anche durante la sua assenza senza percepire alcun gettone di presenza, ma continuando a sostenere, dietro le quinte, il proprio gruppo consiliare con il quale fino ad allora aveva lavorato con grande sintonia e nel rispetto dei propri elettori.

Chiedere le dimissioni al consigliere Barbara Tarquini ci sembrava contrario allo spirito che anima noi e il M5S: non dare pari opportunità a qualsiasi cittadino, anche una neomamma, in ogni ambito della vita pubblica e lavorativa avrebbe rappresentato un terribile ed imperdonabile passo indietro, per lei e per tutte le donne, e avrebbero significato perdere l’importante contributo di chi aveva lavorato bene e acquisito una preziosa esperienza politica e amministrativa.

Vessazioni, ordinarie ingiustizie, discriminazioni subdole e banali ma non per questo meno tremende. Ecco cosa succede alle donne da poco diventate madri, incredibilmente considerate “meno produttive” degli uomini e troppo spesso escluse dal mondo del lavoro.

Come è possibile nel 2017 affermare che la maternità di una consigliera, che ha portato a 4 mesi il figlio con sè nelle aule del consiglio comunale, abbia procurato un danno d’immagine al movimento a cui appartiene?  Pensiamo invece che vero danno lo stiano creando tutti questi personaggi che, loro si, per tornaconto personale, stanno inquinando il clima preelettorale. A chi giova tutto ciò? Non al M5S.

I consiglieri comunali del M5S

La risposta della redazione 

Quello che i consiglieri M5s definiscono “sedicente” e “fantomatico” iscritto al M5s è in realtà Massimiliano Davoli, candidato con il M5s nel 2012, insieme a Mirta Quagliaroli, Barbara Tarquini e Andrea Gabbiani. Sempre Davoli è stato tra i partecipanti alla “graticola”, organizzata dal Meetup, che ha visto prevalere Rosarita Mannina, a sua volta sconfitta nel confronto con Andrea Pugni, ora candidato a sindaco per il M5s. E’ quindi alquanto singolare sostenere la nota sia stata da noi pubblicata senza che l’autore fosse o meno titolato ad intervenire nel merito. 

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