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“MeetUp” insiste: “Perchè Pugni non ha sottoscritto il documento etico?”

Ancora polemiche in casa 5 Stelle a Piacenza. Gli esponenti del "MeetUp" tornano a contestare il candidato "in pectore" alle comunali d giugno dei consiglieri comunali uscenti, Andrea Pugni

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Ancora polemiche in casa 5 Stelle a Piacenza. Gli esponenti del “MeetUp” tornano a contestare il candidato “in pectore” alle comunali di giugno dei consiglieri comunali uscenti, Andrea Pugni

Dopo il botta e risposta sulla certificazione del simbolo per la lista di Pugni, ancora attesa da Roma, il “MeetUp” rimprovera al bancario di non aver dato una risposta esauriente e soprattutto la mancata sottoscrizione del documento etico.

Ecco la posizione del “MeetUp” Amici di Beppe Grillo
 
Andrea Pugni non divagare. 

Insoddisfatti della risposta di Andrea Pugni che ci appare come una combustione incompleta, avremmo il piacere di conoscere l’autorevole referente, per il momento astratto, che lo ha autorizzato a presentarsi ai media come candidato sindaco del Movimento 5 Stelle. 

Inoltre le sue ultime parole, non fanno altro che confermare la sua totale estraneità alle attività svolte dal Movimento 5 Stelle di Piacenza in questi anni, poichè dovrebbe essere a conoscenza del fatto che il MeetUp si è da sempre mobilitato per diffondere i principi del movimento 5 stelle lontano da periodi elettorali e da riflettori mediatici, attraverso banchetti, eventi, flash mob, volantinaggio, raccolta firme, contrasto al degrado e continuerà a farlo nonostante la presenza di una diffida voluta dai consiglieri comunali uscenti.

Ci rivolgiamo pertanto ai cittadini perché almeno loro conoscano i reali motivi della scissione avvenuta nel Movimento 5 Stelle piacentino, dato che é solo grazie alla loro partecipazione che esso da sempre cresce e si consolida. E’ pertanto nostro dovere informarli sui motivi della nascita della lista Pugni, fortemente voluta e sostenuta dai consiglieri uscenti.

La chiave di volta risiede nel documento etico, si tratta di un codice deontologico di 8 punti, germinato dalle riunioni pubbliche fatte dagli attivisti con lo scopo di individuare i possibili candidati del Movimento 5 Stelle, allontanandoli da quelle che sono le logiche di partito fatte di compromessi, interessi personali e mancanza di trasparenza.

I punti di forza di tale documento sono il taglio delle indennità delle cariche del comune (Sindaco, Vice e Assessori), la trasparenza verso la cittadinanza, facendo report mensili sulle attività della giunta e dei portavoce e l’istituzione del “recall”, uno strumento che consente agli attivisti di sanzionare un eletto che si comporta scorrettamente fino a chiederne, attraverso lo staff, la sospensione e in extremis la surroga.

Riteniamo doveroso da parte di Pugni, spiegare innanzitutto i motivi per cui non sono stati sottoscritti questi punti che ci sembrano fondamentali per un eletto del movimento 5 stelle, altrimenti dov’è la differenza con un altro schieramento politico?

Riceviamo e pubblichiamo anche la lettera di Massimiliano Davoli, attivista del M5s di Piacenza che contesta la mancata attuazione del “Recall” in consiglio comunale a Piacenza. Ecco il testo

Sono un attivista del Movimento 5 stelle iscritto e certificato (da diversi anni), anche se sono a conoscenza di questi fatti da moltissimo tempo, ritengo sia giunto solo ora il momento opportuno per inviare questa lettera.

In coincidenza dell’assenza prolungata dalle sedute del Consiglio Comunale di Piacenza del consigliere M5S Barbara Tarquini (in totale, due anni circa, per motivi personali indiscutibili e giustificati, sia chiaro),  il gruppo consiliare m5s di Piacenza (composto da Quagliaroli, Gabbiani, Tarquini) si è mostrato ripetutamente contrario, per motivi a me sconosciuti, all’applicazione del cosiddetto “RECALL” o surroga, che avrebbe permesso al sottoscritto (primo consigliere non eletto nel 2012, nel m5s, alle amministrative piacentine)  di “sostituire” la Tarquini;

questo comportamento, oltre a creare un “vuoto” politico per m5s in Consiglio Comunale, ha creato un danno d’immagine al M5S di Piacenza (e provincia…);

tale comportamento è in notevole contrasto con il presupposto che gli “eletti” del m5s debbano essere semplici “portavoce” a qualunque livello (locale, regionale o nazionale) e mette in discussione un altro principio fondamentale del MoVimento  famoso come  “uno vale uno”….

A livello personale, da un lato, sono molto dispiaciuto, perché mi è stata negata la possibilità di “fare esperienza politica” nell’amministrazione comunale, dall’altro, sono sereno, perché  essendo un cittadino che vorrebbe portare un sensibile cambiamento nel modo di fare politica, colgo l’occasione per “allungare” ulteriormente le distanze  dal gruppo consiliare che ha agito e agisce ancora con i sistemi della  “vecchia politica”….

Massimiliano Davoli
Piacenza

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