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Morfasso questa sera protagonista a “Casa Capuozzo” di Rete4

Morfasso (Piacenza), con il suo record italiano storico del rapporto tra residenti ed emigrati, sarà protagonista della seconda puntata che andrà in onda questa sera, lunedì 24 aprile, in seconda serata su Rete 4.

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Ha preso il via lunedì 10 aprile in seconda serata su Retequattro, “Casa Capuozzo”, un viaggio di “Terra!” nel mondo delle migrazioni.

Morfasso (Piacenza), con il suo record italiano storico del rapporto tra residenti ed emigrati, sarà protagonista della seconda puntata che andrà in onda questa sera, lunedì 24 aprile, in seconda serata su Rete 4.

Considerato l’orario di messa in onda, è stata organizzata anche una proiezione in differita della puntata stessa, che si terrà giovedì 27 aprile alle 20,30 nel salone parrocchiale di Morfasso. il Morfassino doc Gian Francesco Tiramani ha raccontato la storia del piccolo paese della val d’Arda all’amico Capuozzo.

“Non c’è stato bisogno di insistere più di tanto perché Toni ha capito subito la peculiarità della nostra terra che ha vissuto e vive tutt’ora un’emigrazione dettata dalla quasi assoluta inesistenza di prospettive occupazionali per chi decide di rimanere.

Oggi davanti al grande fenomeno di immigrazione che colpisce l’Italia e l’Europa tanti sono concordi nel cercare iniziative di sviluppo delle terre di origine dei migranti stessi per consentire a loro di trovare occupazione nelle loro terre; ma cosa si fa qui da noi per consentire agli abitanti di realtà come Morfasso di restare o tornare a vivere tra i propri terreni ed i propri boschi?

Abbiamo assistito nei decenni scorsi ad interventi sporadici, a pioggia, ma non esiste una politica strategica, con interventi strutturali che rendano economicamente sostenibile vivere qui, a 60 chilometri dalla città, a più di un’ora di strada dal primo pronto soccorso, dove la connessione ad Internet costa quasi il doppio rispetto ai grandi centri e dove un piccolo bar che a mala pena copre le spese di energia elettrica si trova a pagare le stesse imposte di un esercizio in Piazza Cavalli. Questo è il grido (forse l’ultimo) della nostra gente troppo spesso silenziosa e Capuozzo ha saputo coglierlo cercando di dare voce alle nostre comunità che sono quasi sempre ai margini, di tutto”, conclude Tiramani” .
 

La nota stampa – L’inchiesta in quattro puntate resta ancorata ai fatti, letti sulla base dei ricordi e delle esperienze personali del suo narratore, il giornalista Toni Capuozzo. Ci sono racconti e testimonianze dal Friuli, Trentino, Puglia, Calabria, Basilicata, Emilia Romagna, Toscana.
 
Il percorso della trasmissione inizia nel Friuli natìo di Toni Capuozzo, con una domanda: “Se l’accoglienza non funziona qui (dove tutto in genere funziona meglio che altrove) come può funzionare nel resto d’Italia?”.

Il “tour” di Capuozzo con l’operatore Salvo La Barbera, realizzato in un vagabondare durato un mese, prosegue poi con la visita di due province modello, Trento e Bolzano; si dirige verso il Cara di Mezzanone, a Foggia; procede verso la baraccopoli di San Ferdinando in Calabria; il Cara a Matera; il paesino di Morfasso; le due moschee di Udine; passa da Firenze, per una conversazione con l’Imam della città.

“L’Italia – afferma il giornalista – non ha saputo prevedere e governare le migrazioni, accettando di subirle come un fatto epocale e di permanente emergenza”. “Dietro la sbandierata accoglienza e – di fatto – isolati in Europa, non ci chiediamo quale possa essere il futuro di un’ondata migratoria, che anche quest’anno promette, o minaccia, di superare il record dell’anno precedente. Dietro buonismo o cattivismo, dietro ideologie, correttezze e scorrettezze della politica, la nuda realtà – conclude Capuozzo – racconta la resa del Paese, l’ipocrisia delle promesse, il deserto di strategie”.
 
La prima puntata ha avuto un grande successo di telespettatori “sia per l’argomento trattato che per la capacità di Capuozzo di leggere la cronaca e la storia con onestà intellettuale senza la necessità di compiacere una parte o quella opposta” racconta il Morfassino doc Gian Francesco Tiramani che ha raccontato la storia del piccolo paese della val d’Arda all’amico Capuozzo.

“Non c’è stato bisogno di insistere più di tanto perché Toni ha capito subito la peculiarità della nostra terra che ha vissuto e vive tutt’ora un’emigrazione dettata dalla quasi assoluta inesistenza di prospettive occupazionali per chi decide di rimanere. Oggi davanti al grande fenomeno di immigrazione che colpisce l’Italia e l’Europa tanti sono concordi nel cercare iniziative di sviluppo delle terre di origine dei migranti stessi per consentire a loro di trovare occupazione nelle loro terre; ma cosa si fa qui da noi per consentire agli abitanti di realtà come Morfasso di restare o tornare a vivere tra i propri terreni ed i propri boschi?”.

“Abbiamo assistito nei decenni scorsi ad interventi sporadici, a pioggia, ma non esiste una politica strategica, con interventi strutturali che rendano economicamente sostenibile vivere qui, a 60 chilometri dalla città, a più di un’ora di strada dal primo pronto soccorso, dove la connessione ad Internet costa quasi il doppio rispetto ai grandi centri e dove un piccolo bar che a mala pena copre le spese di energia elettrica si trova a pagare le stesse imposte di un esercizio in Piazza Cavalli”.

“Questo è il grido (forse l’ultimo) della nostra gente troppo spesso silenziosa e Capuozzo ha saputo coglierlo cercando di dare voce alle nostre comunità che sono quasi sempre ai margini, di tutto”, conclude Tiramani”.

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