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“Notte per me luminosa” chiude la stagione lirica. La recensione foto

Gli interpreti vocali, l’attore piacentino Corrado Calda, ed i cantanti Francesca Sartorato ed il baritono Ernesto Petti confermano qualità di rilievo mentre gli allievi del Conservatorio Nicolini, i cantanti Federica Pecorari, Paola Lo Curto ed il basso Juliusz Loranzi

La stagione lirica del teatro Municipale di Piacenza si conclude con una rappresentazione piuttosto insolita e, senz’altro, fuori dagli schemi tradizionali dell’opera lirica.

Questa “Notte per me Luminosa” è una piéce gradevole in un solo atto dedicato al grande scrittore Ludovico Ariosto nel 500° anno dell’uscita dell’ “Orlando furioso”.

Si tratta di un insieme di madrigali con musiche del tempo quando la lirica cominciava a muovere i primi passi con Monteverdi spiegata con strumenti dell’epoca poggiando sul libretto e testi di Dario Oliveri.

L’iniziativa proviene dalla Fondazione teatro comunale di Modena, dal teatro Opera Giocosa di Savona e dalla Fondazione teatri di Piacenza in collaborazione del Conservatorio Nicolini di Piacenza.

Lo spettacolo è di breve durata (circa un’ora) e di gradevole ascolto perchè le musiche del talentuoso Marco Betta esprimono un’artistica ispirazione con frammenti poetici molto delicati ed armoniosi, perché la regia di Italo Nunziata, le scene ed i costumi di Mariangela Mazzeo e le luci di Andrea Ricci sono particolarmente intonate al clima dell’opera a cui conferiscono suggestioni delicate ed oniriche sempre ben sorrette dalla bravura e dall’esperta direzione del maestro Massimiliano Caldi.

Ma soprattutto gli interpreti vocali, l’attore piacentino Corrado Calda, ed i cantanti Francesca Sartorato ed il baritono Ernesto Petti confermano qualità di rilievo mentre gli allievi del Conservatorio Nicolini, i cantanti Federica Pecorari, Paola Lo Curto ed il basso Juliusz Loranzi, superano brillantemente la prova palesando un’ottima preparazione musicale e scenica.

In definitiva uno spettacolo originale ed interessante che, però, a non tutti potrà piacere, anche se confezionato con molto buon gusto, che ha raccolto generosi applausi da un pubblico non numeroso.

Luigi Carini

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