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“Stop al caporalato, sì all’agricoltura familiare”: anche a Piacenza la campagna Focsiv

Sabato 6 e domenica 7 maggio a Piacenza e provincia anche Africa Mission, torna con la XV edizione della Campagna nazionale “Abbiamo RISO per una cosa seria"

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Sabato 6 e domenica 7 maggio a Piacenza e provincia anche Africa Mission – Cooperazione e Sviluppo onlus ong, Socio FOCSIV, torna con la XV edizione della Campagna nazionale FOCSIV “Abbiamo RISO per una cosa seria” contro il caporalato ed a favore dell’agricoltura familiare in Italia e nel mondo.

Un’iniziativa che si avvale della collaborazione di Coldiretti e di Campagna Amica, il Patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, la diffusione nei Centri Missionari Diocesani della CEI Missio.

Il 7 maggio la campagna arriverà a Piacenza in occasione della “Camminata delle Associazioni”. In fase di definizione è anche un aperi-cena solidale, nella serata del 7 maggio, presso la La Faggiola – località Gariga di Podenzano, dove, tra gli assaggi non mancherà il tradizionale “Riso”, protagonista della campagna nazionale.

15 anni fa FOCSIV scelse il riso, alimento tra i più consumati al mondo, in particolare tra i più poveri, come simbolo della Campagna “Abbiamo riso per una cosa seria”. Oggi è un grande movimento che vede il 6 e 7 maggio in 1000 piazze, parrocchie e mercati di Campagna Amica oltre 4000 volontari offrire pacchi di riso 100% italiano della FdAI – Filiera degli Agricoltori Italiani, per una donazione minima di 5,00 Euro.

Contadini italiani e del resto del mondo insieme ai consumatori consapevoli uniti per difendere chi lavora la terra, contro il suo abbandono, il caporalato e la schiavitù di chi sottopaga i prodotti agricoli e il lavoro nei campi. Una filiera di persone per sostenere le piccole comunità rurali, richiedere politiche adeguate, promuovere il valore dell’agricoltura familiare come risposta alla crisi globale, ai cambiamenti climatici, alle migrazioni.

Dal 14 aprile al 8 maggio con un SMS da cellulare personale o con una telefonata da rete fissa al 45529, si potrà sostenere un unico grande progetto in Italia e nel mondo. I 41 interventi dei Soci FOCSIV di agricoltura familiare nel mondo favoriranno 119.543 famiglie di contadini.

Uno degli interventi di agricoltura familiare è quello di Africa Mission – Cooperazione e Sviluppo, impegnato nella realizzazione del progetto “Right to Food – Diritto al cibo in Karamoja” in Uganda. «Lo sviluppo delle scuole agro-pastorali di villaggio è uno dei mezzi per garantire il diritto al cibo a una delle comunità più vulnerabili del Karamoja – spiega Carlo Ruspantini, direttore di Africa Mission – Cooperazione e Sviluppo – Grazie a questo progetto abbiamo migliorato la vita delle famiglie attraverso un sistema di risparmi e prestiti reciproci, l’obiettivo è infatti l’auto sostentamento delle comunità locali. Un progetto che coinvolge 6240 persone, 380 famiglie che con entusiasmo contribuiscono a sensibilizzare le comunità sul tema del diritto al cibo».

“Abbiamo RISO per una cosa seria” con i suoi pacchi di riso, soprattutto, sottolinea l’alleanza tra i contadini del Nord e del Sud del mondo con i consumatori uniti da una visione condivisa che mette al centro le persone e il lavoro dei campi, i territori e le tradizioni locali, le biodiversità e la salvaguardia dell’ambiente, lo sviluppo sostenibile e il diritto di rimanere sulla propria terra.

“Una grande forza, contadini e consumatori, uniti dalla Campagna per difendere in Italia e nel mondo chi lavora la terra e per garantire il diritto al cibo a partire dai più vulnerabili. – ha dichiarato Gianfranco Cattai, presidente FOCSIV –  Il nostro è un grande movimento, rappresentato dai milioni di chicchi di riso offerti dai nostri volontari i primi giorni di maggio, che ribadisce come nessuno di noi sia disposto a delegare alcuno per ciò che ci riguarda più da vicino: il liberarci dalla schiavitù dei prezzi imposti dalle multinazionali dell’agroalimentare, dal fenomeno del caporalato, dai condizionamenti dell’agribusiness, dai cambiamenti climatici e dalle cause che portano all’emigrazione di milioni di persone. Ben consapevoli che solo dall’agricoltura familiare si può avere una risposta alla fame, al bisogno di lavoro e allo sviluppo umano secondo una visione più equa e più giusta di democrazia alimentare e di ecologia integrale.”
 
L’intervento italiano, in particolare, vuole mettere in evidenza come oggi i lavoratori stranieri siano una parte determinante per la crescita del settore agricolo nel nostro Paese, tanto da contarne, secondo i dati della Coldiretti, oltre 300mila impiegati con un regolare contratto in agricoltura.
 
“Dal riso asiatico alle conserve di pomodoro cinesi, dall’ortofrutta sudamericana a quella africana in vendita nei supermercati italiani fino ai fiori del Kenya, un prodotto agroalimentare su cinque che arriva in Italia dall’estero non rispetta le normative in materia di tutela dei lavoratori – a partire da quella sul caporalato – vigenti nel nostro Paese. – ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che – sono solo alcuni dei prodotti stranieri che sono spesso il frutto di un “caporalato invisibile” che passa inosservato solo perché avviene in Paesi lontani, dove viene sfruttato il lavoro minorile, che riguarda in agricoltura circa 100 milioni di bambini, di operai sottopagati e sottoposti a rischi per la salute, di detenuti o addirittura di veri e propri moderni “schiavi”.

“Non è accettabile che alle importazioni sia consentito aggirare le norme previste in Italia dalla Legge nazionale sul caporalato ed è necessario, invece, garantire che dietro tutti gli alimenti, italiani e stranieri, ci sia un percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro, con una giusta distribuzione del valore a sostegno di un vero commercio equo e solidale e a tutela della dignità dei lavoratori in ogni angolo del Pianeta”.

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