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Trespidi: “Revisione totale del piano traffico e mobilità elettrica”

Massimo Trespidi, sostenuto da due liste civiche, risponde alle domande della nostra redazione: dice sì a un nuovo ospedale ma scarta la localizzazione della caserma Lusignani

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E’ la volta del candidato a sindaco di Piacenza Massimo Trespidi a rispondere alle 4 domande che la nostra redazione ha sottoposto ai contendenti alla poltrona di primo cittadino della città. 

Trespidi, sostenuto da due liste civiche, dice sì a un nuovo ospedale ma scarta la localizzazione della caserma Lusignani. Propone un revisione completa del Piano del Traffico con tanta mobilità elettrica e precisi “oneri ambientali” per chi vorrà insediarsi al polo logistico.   

La redazione attende anche le risposte degli altri candidati: direttamente a redazione@piacenzasera.it 

MASSIMO TRESPIDI RISPONDE

1- Un nuovo ospedale per Piacenza. E’ giusto cogliere l’opportunità di realizzarlo? E se sì, dove?
Sì al nuovo ospedale a patto che non sia solo un’operazione immobiliare. Il nuovo dovrà essere migliore del precedente, investendo sulle specializzazioni, accessibilità e di fruibilità. La Regione deve dotare Piacenza di un’eccellenza regionale.

E la vecchia struttura? Non deve essere l’ennesima area dismessa in pieno centro storico, ma occorre trovare soluzioni per un riutilizzo come, ad esempio, il mantenimento di ambulatori o lungo degenza per anziani o riabilitazione post operatoria.

La caserma Lusignani non ci sembra la più idonea localizzazione perché andrebbe ad intasare un’area della città già molto compromessa dal traffico. Devono essere valutate altre soluzioni tenendo conto sia dell’impatto viabilistico che dell’accessibilità ai servizi, oltre che le modalità di acquisizione dell’area, evitando speculazioni edilizie.

E’ inoltre necessario lavorare sulla possibilità di avviare a Piacenza corsi legati alla Facoltà di Medicina e alla Laurea in scienze infermieristiche in modo da investire anche su professionalità e alte conoscenze. L’ex ospedale militare potrebbe diventare la cittadella universitaria della sanità, rivitalizzando l’area circostante con la presenza di tanti giovani.

2 – Ambiente e qualità della vita. La scadente qualità dell’aria è un problema che puntualmente si ripropone per Piacenza, nel contesto più vasto della pianura padana. Quali soluzioni strutturali adottare?
La qualità dell’aria è un problema serio a Piacenza. Il Comune può e deve intervenire laddove è di sua competenza, affinché la lotta all’inquinamento diventi una priorità e agendo sull’educazione dei cittadini; il buon esempio deve arrivare proprio dall’ente pubblico che non può essere uno dei principali inquinatori.

Per questo dovrebbe valutare la possibilità di usufruire dei fondi comunitari e incentivi stanziati per l’efficientamento energetico degli immobili pubblici.

Stiamo lavorando ad alcune linee guida che prevedono una completa revisione del Piano Urbano del Traffico e una serie di iniziative, tra le quali:
– Bus elettrici nei prossimi dieci anni. A breve avrà luogo la gara per la scelta del nuovo gestore del trasporto pubblico; in tale occasione formuleremo richieste specifiche in merito al rinnovo del parco mezzi.

– Colonnine elettriche per incentivare l’uso dei veicoli elettrici che possano transitare liberamente nella ZTL e utilizzare i parcheggi gratuitamente e il servizio di bike sharing, attraverso postazioni più accessibili, più decorose e diffuse e piste ciclabili più sicure soprattutto nei pressi dei luoghi frequentati dai giovani.

– Incentivare l’utilizzo del teleriscaldamento, valutando quanto questo sia alimentato da Iren (inceneritore) e quanto da Edipower (centrale) anche in vista delle decisioni sull’inceneritore in agenda per il 2020.

– Intervenire sui flussi di traffico dei tratti autostradali limitrofi alla città; limiti di velocità ridurrebbero le emissioni e l’inquinamento acustico. La costruzione di una bretella è una promessa irrealizzabile per mancanza di fondi e ulteriore cementificazione, più praticabile convertire il tratto autostradale nella tanto auspicata tangenziale Nord. Impensabile e irrealistico il blocco del traffico per tre giorni consecutivi.

– Riconsiderare le autorizzazioni per gli impianti con elevate emissioni in atmosfera.

– Lavaggio periodico delle strade nel centro urbano, come accade a Vicenza, quando le temperature lo consentono.

– Monitoraggio della qualità dell’aria e della città da un punto di vista ambientale e di salute pubblica, in modo da tenere costantemente informati i cittadini.

3 – Sviluppo e logistica. E’ favorevole a nuovi insediamenti logistici a Piacenza? Se sì con quali contropartite?
Il comparto logistico non è l’unico modo per far crescere Piacenza. Resta tuttavia necessario valorizzare la posizione strategica della città e la volontà dei privati ad investire:

– sul miglioramento dei servizi di funzionamento del polo logistico attuale incentivando l’intermodalità e realizzando i collegamenti ferroviari da tempo previsti

– sull’attrattività del territorio verso le imprese che sviluppano attività ad alto valore aggiunto e lavoro qualificato, sfruttando la vicinanza al territorio Milanese.

Eventuali futuri investimenti dovranno coinvolgere le realtà imprenditoriali piacentine e la creazione di nuove aziende, attraverso defiscalizzazioni e minori oneri di urbanizzazione.

Chi vuole investire su Piacenza dovrà impegnarsi a contribuire alla realizzazione di infrastrutture per decongestionare il traffico, riqualificare scuole e centri sportivi, oltre a creare nuove aree verdi e parchi gioco.

Partecipazione ai costi di bonifica dell’area della Pertite necessaria affinché il parco diventi fruibile dai cittadini. Le figure del comparto logistico dovranno essere qualificate e regolate da una soglia minima di assunzioni di piacentini, oltre che un controllo più severo sulle cooperative.

4 -Migranti e accoglienza. Il flusso dei profughi non è destinato ad arrestarsi in tempi brevi, come intende gestire l’arrivo di nuovi ospiti?
E’ ora di finirla che i Comuni subiscano le decisioni dei burocrati prefettizi che non rendono conto ai cittadini del loro operato. La destinazione dei migranti non deve dipendere dall’interesse dei privati ma deve tenere conto delle problematiche di ordine pubblico.

Solo quei migranti che dimostrano concretamente, nel comportamento civile, di volersi inserire vanno accolti nelle nostre comunità sociali. Questo è possibile grazie a percorsi formativi e professionali in cambio di prestazioni lavorative di cui può godere la collettività.

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