Quantcast

“Troppe zeta nel cognome”, Luzzatto Fegiz ospite da Biffi

Nel suo ultimo libro il noto critico musicale racconta non solo la sua avventurosa vita professionale, ma anche storie diartisti che hanno fatto epoca

Più informazioni su

Torna venerdì prossimo 7 aprile alle 18 la rassegna “L’Arte di scrivere” alla galleria Biffi Arte in via Chiapponi 39; incontri con gli scrittori a cura di Mauro Molinaroli; sarà ospite il giornalista e critico musicale Mario Luzzatto Fegiz, che nel suo ultimo libro “Troppe zeta nel cognome” (Hoepli) racconta non solo la sua avventurosa vita professionale, ma anche storie di artisti che hanno fatto epoca.

Ad esempio, che cosa prova prima di andare in scena Ornella Vanoni? È vero che “Il cielo in una stanza” di Paoli è nata in un bordello a Genova e che Sting è un grande amatore? Che cosa si nasconde dietro a uno scoop? E come interagisce un critico di un grande giornale con gli artisti? Come nasce una canzone? Come mai Pavarotti si è convertito al pop?

E ancora: come si fa a incontrare Mina senza farsi cacciare? È davvero possibile restare calmi quando squilla il telefono e all’altro capo ci sono Bob Dylan o Vasco Rossi? O quando una sera a cena da Gianni Versace i Take That cantano in coro con Elton John che si cimenta su una pianola giocattolo mentre Robbie Williams bacia sulla bocca a bruciapelo solo le signore più attempate?

Dunque il più noto e longevo critico musicale italiano racconta 50 anni di musica, giornalismo, politica e cultura vissuti fra Rai e Corriere della Sera, svelando retroscena e dettagli di star italiane e straniere.

Senza fare sconti a nessuno, soprattutto a se stesso, in un percorso musicale e spirituale dove succede un po’ di tutto e in cui, alla fine, la fede e la musica vincono e convivono come valori assoluti: “Leggendo queste pagine – scrive Pippo Baudo nella prefazione – mi sono reso conto che, insieme al caratteraccio, Fegiz ha anche un cuore, un’anima e perfino una certa competenza musicale”. Come dubitarne.

Mario Luzzatto Fegiz, nato a Trieste il 12 gennaio 1947, per decenni è stato critico musicale e inviato del “Corriere della Sera”, con numerose esperienze radiofoniche (debuttò nel 1969 alla Rai con “Per voi giovani”) e televisive (fra cui “Mister Fantasy”, “Re per una notte”, “Momenti di gloria”, “Music Farm” e, come autore, “Emozioni” su Raidue). Autore di saggi e libri (il più noto “Morte di un cantautore”, la prima ricostruzione della tragica fine di Tenco), è stato docente all’Istituto per la Formazione al Giornalismo di Milano. Nelle vesti di attore ha portato in scena lo spettacolo teatrale “Io odio i talent show”, scritto con Giulio Nannini e con la regia di Maurizio Colombi.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.