Ambiente, tutti i candidati: “No al nuovo ospedale nella Pertite, sia parco” foto

Invitati da Legambiente i candidati sindaci di Piacenza hanno esposto le loro idee sui diversi temi ambientali: consumo di suolo, qualità dell'aria, rifiuti e mobilità.

Comunali di Piacenza, i candidati a confronto sull’ambiente

Tanti gli spunti di riflessione emersi dalla serata organizzata da Legambiente Piacenza alla Camera del Lavoro martedì 9 maggio.

Tutti concordi gli aspiranti sindaci sulla necessità di un piano della mobilità sotenibile. Questione Pertite: no secco all’ospedale nell’area, sarà parco.

In attesa del giorno delle elezioni, i candidati sindaci di Piacenza hanno esposto le loro idee a proposito di alcune tra le più spinose questioni che caratterizzeranno la futura amministrazione della città, tutte riguardanti un unico tema: l’ambiente.

L’occasione è stata la serata dal titolo “Scommettere sull’ambiente – una sfida da amministratori virtuosi”.

CONFRONTO SU 4 TEMI – Davanti a tanti cittadini interessati, i sei candidati presenti – Patrizia Barbieri (centrodestra), Sandra Ponzini (Lista Passione Civica), Andrea Pugni (Movimento 5 stelle), Luigi Rabuffi (Lista Piacenza in Comune), Paolo Rizzi (centrosinistra), Massimo Trespidi (civico) – sono stati interrogati dalla presidente di Legambiente Laura Chiappa, coadiuvata da Giovanni Toscani e Marco Natali, in merito a quattro tematiche che pur nella loro diversità sono inevitabilmente interdipendenti, ovvero: consumo di suolo, gestione rifiuti, qualità dell’aria e verde urbano.

“CAMBIO DI ROTTA SULL’AMBIENTE” – “L’ambiente deve essere uno dei temi centrali della campagna elettorale e una sfida per il futuro governo della città” – ha esordito Laura Chiappa – “La situazione della pianura padana è molto grave, manca ricircolo dell’aria, negli ultimi anni il problema è stato trascurato e Piacenza non ha fatto la propria parte”.

“Gli ultimi dati” – ha continuato – “ci dicono che nella prima parte di quest’anno abbiamo già avuto 35 sforamenti dei limiti consentiti delle Pm 10; il consumo dell’acqua a persona è estremamente alto e la percentuale di raccolta differenziata è ferma al 57,4 %”.

“È necessario un cambio di rotta nelle politiche ambientali, bisogna passare dalla logica del fare a quella del far bene, scommettendo in modo diverso sull’ambiente. È necessario un assessorato all’ambiente che non venga relegato negli scantinati del palazzo ma che abbia un ruolo paritario ad altri, come sport e urbanistica.”

CONSUMO DI SUOLO E QUALITA’ DELL’ARIA – La palla è quindi passata ai candidati, i quali hanno avuto a disposizione in totale venti minuti a testa per esporre le proprie idee. I primi dieci minuti sono stati dedicati alle tematiche del consumo del suolo e della qualità dell’aria, in relazione soprattutto alla logistica e alla mobilità urbana sostenibile.

BARBIERI CONTRO NUOVA LOGISTICA – “Personalmente ho sempre cercato di limitare e contenere il consumo di suolo” – ha affermato Barbieri – “è necessario affrontare questa partita in modo serio; urbanistica suolo e ambiente sono tre fattori che vanno di pari passo. Dobbiamo andare al recupero di quello che c’è già, per questo sono assolutamente contraria alla creazione di un nuovo polo logistico che sarebbe solo un’ulteriore e ingiustificata occupazione di suolo”.

“Sono abituata a ragionare nella prospettiva di fattori come sviluppo economico, ambiente e urbanistica” – ha aggiunto – “tutti questi temi devono essere però affrontati con decisioni partecipate e condivise. Se i progetti sono sostenibili se ne può discutere, altrimenti prima di parlare di nuova logistica parliamo di ciò che c’è già”.

Su mobilità e inquinamento Barbieri ha preso una posizione netta. “La priorità è fare il piano urbano della mobilità sostenibile, poi a cascata si potranno prendere tutte le decisioni”.

PONZINI: PIU’ BICICLETTE – Anche Sandra Ponzini di “Passione Civica” ha concordato sulla “necessità di incentivare una logistica sostenibile e migliorare quello che c’è già”.

“Cementificare ancora non è auspicabile” – ha aggiunto – “inoltre sulla questione polo logistico ci rapporteremo solo con imprenditori seri e disposti a presentare un progetto in accordo con scuole, imprese e sindacati. Siamo contrari a fondi finanziari in cui non si conosce l’identità dei soggetti coinvolti”.

“Sul tema della mobilità sfondate una porta aperta. Anche se il piano deve essere pensato e ragionato e non scopiazzato dalle altre città” – ha proseguito la Ponzini – “chi mi conosce sa che sono sempre in bici. Spesso mi piace scherzare sul fatto che ho imparato prima a pedalare che a camminare. Le automobili per me non sono solo inquinamento ma anche elemento d’abbruttimento per la città.

“Bisogna pubblicizzare maggiormente la possibilità d’affittare biciclette; pochi sanno che al deposito della stazione è già possibile affittare una bici per 3 euro al giorno. Il bike sharing deve essere la normalità”.

PUGNI: NUOVI PARCHEGGI SCAMBIATORI – “Quando ho letto le quattro domande ho pensato di rispondere a tutte affermativamente, perché sono talmente ben formulate che contengono già la risposta” – ha esordito il candidato 5 stelle Andrea Pugni.

“Nello specifico” – ha continuato – “lo stop al consumo di suolo è tassativo e faremo di tutto per non acconsentire di costruire anche dove era già stato pattuito”.

“Per quanto riguarda la mobilità ciò che è mancato negli ultimi anni è una visione d’insieme e non servono interventi a spot come nel caso di via Venturini” – ha aggiunto – “sono d’accordo sui parcheggi scambiatori alle porte della città, ce n’è uno e ne servono altri; bisogna inoltre ridisegnare le tratte, riqualificare le piste ciclabili, ridisegnare la ztl favorendo i percorsi pedonali”. “Il modello da seguire – ha fatto notare – sono i centri storici delle città del Nord Europa, dove sono stati valorizzarli al meglio”.

“La strada è faticosa” – ha concluso – “e i frutti si vedranno a medio termine”.

RABUFFI: TROPPI CAPANNONI VUOTI – È stato poi il turno di Luigi Rabuffi, che ha subito affermato: “Chiunque a questo tavolo sarà sindaco dovrà effettuare il cambiamento. Bisogna ribaltare il quadro politico e prendere in mano il tema dell’ambiente, declinarlo in tutte le sue accezioni per prendere i provvedimenti migliori”.

Sul consumo di suolo ha poi sottolineato “Piacenza ha migliaia di appartamenti vuoti e sfitti; la crisi ha inoltre portato ad avere tantissimi capannoni vuoti: qual è la logica che porta a costruire ulteriori 5000 mq nei prossimi anni, consumando altro suolo inutilmente?”. “Non dobbiamo pensare ad altri insediamenti” – ha aggiunto – “va riqualificato quello che già c’è”. 

“Un polo logistico bis è inutile” – ha ribadito – “abbiamo già esperienza in tal senso, e il risultato qual è stato? L’arrivo delle cosiddette “cooperative spurie” a sfruttare i lavoratori, due milioni e mezzo di metri quadri di insediamento, con centomila camion all’anno che transitano avanti e indietro, degrado, prostituzione e rifiuti”.

“Favoriamo il trasporto pubblico locale“ – ha proseguito – “dando la possibilità di viaggiare ad un costo popolare di 1 euro per tutta la giornata nei periodi di maggiore criticità; investendo e valorizzando anche sulla mobilità dolce, con marciapiedi e piste ciclabili”.

RIZZI: NON ESCLUDIAMO NUOVI INSEDIAMENTI CHE PORTANO LAVORO – Per Rizzi la questione suolo va affrontata su due piani differenti. “Programma a saldo zero per quanto riguarda il residenziale” – ha spiegato – “mentre sul produttivo, considerata la grande disoccupazione, non si può escludere a prescindere la realizzazione di nuovi insediamenti che favoriscano il lavoro”.

“La priorità assoluta per nuovi investimenti produttivi è quindi quella per iniziative di tipo industriale ad alta tecnologia, sia di imprenditori locali che di investitori esterni all’area o esteri. Il marketing territoriale per l’attrazione di capitali e tecnologie deve essere una strategia costante del nostro sistema locale. ”

Sulla mobilità il candidato Pd si è accodato alle opinioni dei “rivali”. “Mobilità sostenibile, revisione modello trasporto pubblico, che deve essere snello e a chiamata, queste le priorità” – ha spiegato – “inoltre bisogna ridurre del 20 per cento lo spostamento con auto private, per rendere il centro storico accessibile, bello e sicuro “.

TRESPIDI: SI’ SOLO A INSEDIAMENTI DI QUALITA’ – Ha chiuso la prima sessione di risposte Massimo Trespidi, il quale ha esordito sottolineando l’importanza di “un cambio di rotta radicale accompagnato da nuove politiche ambientali, ragionando però in un arco di tempo decennale”.

“L’espansione logistica non è all’ordine del giorno” – ha detto – “soprattutto se avviene fuori da una logica di governo del territorio”.

“Bisogna valorizzare quello che c’è” – ha sottolineato – “è questo il compito più immediato che la futura amministrazione deve affrontare. Il nostro territorio può essere attrattivo con interventi di qualità, in questo senso bisogna avere il coraggio di dire di no a quei soggetti che hanno caratterizzato la politica di insediamenti della città fino ad oggi”.

Lo stop al consumo del suolo per Trespidi può portare ad un beneficio anche per quanto riguarda la qualità dell’aria. “La moratoria va applicata non solo per la logistica ma anche per gli edifici a scopo abitativo” – ha spiegato – “in questo modo si porrebbe un freno anche all’inquinamento prodotto dai riscaldamenti delle abitazioni”.

RIFIUTI E VERDE – Lo stesso Trespidi è stato il primo a rispondere alle domande di Legambiente su rifiuti e verde cittadino.

Nello specifico Legambiente ha voluto conoscere i programmi dei candidati sindaci in merito alla chiusura dell’inceneritore entro il 2020 e l’aumento della percentuale di raccolta differenziata; oltre che il loro atteggiamento nei confronti dell’utilizzo del parco della pertite e della approvazione di un piano verde per la città entro i primi 100 giorni di amministrazione.

“Sull’economia circolare e rifiuti bisogna essere realistici” – ha detto Massimo Trespidi – “mi impegno per implementare la raccolta porta a porta nei primi 100 giorni di amministrazione e per toccare nel più breve tempo possibile il livello necessario per la dismissione dell’inceneritore”.

 “Il 2020 è prematuro come scadenza” – ha proseguito – “Però possiamo darci una data, presubilmente entro 5 -7 anni, per arrivare alla chiusura dell’inceneritore con una seria politica di raccolta differenziata”.

Sulla Pertite Trespidi non transige. “Deve essere area a verde pubblico, e su questo ci impegniamo a mantenere la parola. I cittadini hanno già detto cosa vogliono, un polmone verde aperto a tutti”.

“Il regolamento del verde va fatto” – ha aggiunto – “però anche qui non penso bastino i primi 100 giorni di amministrazione, dato che negli ultimi vent’anni non si è fatto niente”.

“Per quanto riguarda il tema dei rifiuti” – ha commentato Paolo Rizzi – “vogliamo portare la differenziata al 73%, attraverso lo sviluppo della raccolta porta a porta e la tariffazione puntuale, ovvero paghi quando butti. Inoltre vogliamo implementare con strategie di educazione e prevenzione”.

“Con questi provvedimenti” – ha proseguito – “auspichiamo che il termovalorizzatore sarà dismesso al più presto. Va specificato che l’inceneritore in sé non è un male, ma un utilizzo efficiente dell’energia che proviene dai rifiuti: a Copenaghen stanno costruendo un inceneritore e sul tetto fanno trekking e verde”

“La Pertite è diventato un luogo simbolo di Piacenza, ne siamo tutti consapevoli” – ha aggiunto – “dovremo insieme, con una consultazione, con un concorso e con le bonifiche che saranno almeno di due anni, identificare i progetti che dovrà contenere”.

“Anche sul regolamento del verde siamo allineati” – ha concluso – “le norme che attualmente regolano il verde nel regolamento edilizio comunale sono inadeguate, per questo sottoscriviamo l’impegno a redigere un piano del verde nei primi 100 giorni del mandato”.

Sul tema inceneritore Luigi Rabuffi ha accusato la Regione. “La Regione ha fissato al 31 dicembre 2020 la chiusura del termovalorizzatore, parlando però di rifiuti urbani e non speciali”. “In sostanza ci dicono che chiudono per il loro pezzettino e poi se ne lavano le mani: la chiusura dell’inceneritore deve essere effettiva e non parziale”.

“Per far ciò” – ha aggiunto – “è fondamentale arrivare al 73% nella raccolta differenziata. Bisognerà sviluppare il porta a porta e anche l’educazione ambientale nelle scuole, ma anche cambiare le modalità di rapportarci ad Iren, il soggetto gestore, seguendo l’esempio di Pizzarotti a Parma”.

Sulla questione Pertite è stato telegrafico “30 mila cittadini hanno scelto così, quindi deve essere un parco”.

In tema differenziata l’esempio di Parma è citato anche da Andrea Pugni. “Il problema è culturale” – ha evidenziato il candidato cinque stelle – “se ce l’hanno fatta a Parma, non vedo perché non possiamo farcela anche noi.

Siamo d’accordo sulla raccolta porta a porta e con la tariffazione, oltre che sulla necessità di sviluppare sensibilizzazione e prevenzione”.

“Per quanto riguarda il regolamento del verde” – ha proseguito – “se scritto bene e funziona si può applicare da subito, al contrario della chiusura dell’inceneritore, che necessita più tempo”. “Ovviamente favorevoli al parco alla Pertite” – ha concluso.

Secondo Sandra Ponzini “Bisogna puntare sulla qualità dei rifiuti raccolti. È necessario tornare ad educare le persone, ci vuole un cambio di cultura che parta dal basso”.
“È inutile chiedere ai livelli più alti un’implementazione della raccolta se non ci crediamo noi stessi. Quando si è iniziato a parlare di differenziata c’era molta più informazione, si deve tornare a farla.”

“Il tema del verde è fondamentale come quello del suolo” – ha poi spiegato – “un bene pubblico di tutti una risorsa comune che può apportare benefici alla comunità. Sono favorevole al regolamento, coinvolgendo anche i cittadini nella gestione del verde”

“Sulla Pertite bisogna dire che c’è stato un protocollo firmato il 27 febbraio dove la Regione ha manifestato interesse per il nuovo ospedale” – ha commentato – “noi però andiamo avanti nella convinzione che la pertite deve rimanere parco”.

Educazione e prevenzione alla base anche dei progetti di Patrizia Barbieri, che con il suo intervento ha concluso la serata.

“Sono d’accordo sulla necessità di tornare a percorsi di educazione ambientale virtuosa” – ha sottolineato – “Sulla differenziata, inoltre, il comune deve incidere in maniera più precisa e puntuale andando a fare una seria politica ambientale sui rifiuti”.

“La Pertite deve rimanere parco” – ha poi concluso – “il compito della futura amministrazione è quello di vigilare affinché la regione non cambi le carte in tavola. Abbiamo già stabilito che questo parco sarà il nostro polmone verde, non ha bisogno d’altro, se non l’impegno dell’amministrazione a controllare che la regione non scavalchi la volontà popolare”.

Federico Tanzi

TRESPIDI:”SULLE POLITICHE AMBIENTALI OCCORRE UN CAMBIO D ROTTA” – La nota stampa 

“Sulle politiche ambientali occorre un netto cambio di rotta che non può avvenire né con la bacchetta magica nè con interventi spot”. Massimo Trespidi ha iniziato così il suo intervento nell’incontro organizzato da Legambiente con i candidati sindaco. “Dobbiamo ragionare dal punto di vista della programmazione su un arco di tempo decennale, ovvero i due mandati consentiti. Occorre cominciare a fare bene”. In merito alla questione di un’ulteriore espansione del polo logistico Trespidi ha risposto: “non penso questa sia un’emergenza di cui abbiamo bisogno. Quello che è importante è governare meglio ciò che già c’è, potenziando l’intermodalita’ e i collegamenti ferroviari mai realizzati. Questo consentirebbe una migliore gestione.

Sul tema dell’attrattivita’ del territorio siamo per insediamenti di qualità che non impongano un peggioramento della situazione attuale. Occorre anche dire dei no a quelle realtà che in questi anni hanno condizionato le politiche degli insediamenti delle ultime amministrazioni. Non credo che la nostra città difetti dal punto di vista della presenza di immobili destinati allo sviluppo economico e artigianale. Dobbiamo rendere quello che abbiamo al passo coi tempi”. Una moratoria sull’autorizzazione a nuove costruzioni, vi vede favorevoli? È una delle domande di Legambiente rivolta ai candidati. “La moratoria non deve valere solo per una certa specie di insediamenti ma anche per gli edifici ad uso abitativo.

Negli ultimi anni -ha risposto Trespidi – la zona della Baia del Re ha avuto una forte espansione perché doveva contenere il nuovo palazzo uffici che, per fortuna, non si è realizzato. Era previsto anche un nuovo insediamento abitativo, oggi metà di quegli appartamenti sono vuoti. Questo la dice lunga su quanto si renda necessaria una moratoria.”

Questione inceneritore: la chiusura di Borgoforte è prevista per il 2020. “Su questo tema occorre essere realistici. Nei primi cento giorni ci impegniamo – ha detto il candidato – ad avviare le azioni necessarie per portare la differenziata al 75% in un arco di tempo ragionevole. Occorre cominciare da subito a lavorare per andare in questa direzione che ci consentirebbe di pensare alla dismissione dell’inceneritore. Credo che nel 2020 non potremo ancora farne a meno, ma ci possiamo dare una data entro cui dismetterlo”.

Sulla Perite il candidato Trespidi ha ribadito un concetto chiaro: “sono stato il primo che l’8 aprile in piazza Cavalli ha dichiarato il suo impegno a mantenere la Pertite a verde pubblico. Se la politica non vuole essere autoreferenziale occorre ascoltare i cittadini che hanno già detto cosa vogliono fare dell’area. Si tratta di andare in quella direzione. Sarà un’area a verde pubblico fruibile ai cittadini nel cuore della città, un luogo di cui si potrà apprezzare la bellezza. Sul regolamento del verde credo si debba farlo, non nei primi cento giorni se non è stato fatto in 20 anni, m resta un nostro impegno”.

Sulla questione della mobilità sostenibile, Trespidi punta ad un rinnovo totale del parco mezzi, nell’arco dei due mandati. “Per i prossimi dieci anni solo autobus elettrici, bike sharing e car sharing accessibili e facilmente raggiungibili dai cittadini”.

Federico Tanzi

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