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Aree militari come spazi pubblici, delegazione piacentina in partenza per il Portogallo

Sulla costa dell’Atlantico si incontreranno i rappresentanti delle nove città facenti parte del network Maps: oltre a Piacenza e alla città ospitante, saranno presenti l’irlandese Longford, la tedesca Koblenz, la spagnola Cartagena, la lituana Telsiai, la greca Serres, l’ungherese Szombathely e la croata Varazdin. 

Nuovo appuntamento internazionale per il progetto europeo Maps (Military Assets as Public Spaces – Aree militari come spazi pubblici) di cui Piacenza è capofila, in seno al programma Urbact per lo sviluppo urbano sostenibile.

Dal 3 al 5 maggio, anche una delegazione guidata dall’architetto Gloria Cerliani, dirigente comunale responsabile del progetto, interverrà al meeting di Espinho, in Portogallo.

Insieme a lei, due componenti del Gruppo locale Urbact, l’organismo partecipativo che riunisce cittadini e associazioni impegnati sul tema della riqualificazione e del recupero delle aree militari in dismissione: l’architetto Chiara Locardi, docente del Politecnico di Milano e la dottoressa Gloria Zavatta del Laboratorio milanese Dagad, già manager per la Sostenibilità di Expo 2015, che porterà la sua testimonianza proprio come esperta di tre realtà milanesi – Fabbrica del Vapore, Base e Spazio Mil – simbolo della rinascita e nuova destinazione d’uso di spazi abbandonati.

Ci sarà anche Lorenzo Vignali, in rappresentanza della Fondazione Itl che affianca il Comune nella conduzione del progetto.

Sulla costa dell’Atlantico si incontreranno i rappresentanti delle nove città facenti parte del network Maps: oltre a Piacenza e alla città ospitante, saranno presenti l’irlandese Longford, la tedesca Koblenz, la spagnola Cartagena, la lituana Telsiai, la greca Serres, l’ungherese Szombathely e la croata Varazdin.

Il focus, dopo il precedente meeting di Koblenz incentrato sugli usi temporanei da sperimentare per restituire alla collettività le aree militari non più in funzione, sarà questa volta sulla governance, ovvero sulle modalità di gestione che possano garantire efficienza, sostenibilità economica e piena fattibilità ai progetti di recupero di questi spazi dismessi.

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