Caminata, Nibbiano e Pecorara: domenica si vota per la fusione

A ciascun elettore vengono fornite due schede: una grigia per il quesito n.1 (fusione dei comuni) e una rosa per il quesito n.2 sulla scelta della denominazione del nuovo comune tra una rosa di dieci proposte

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Sono 2786 – 238 a Caminata, 1.854 a Nibbiano e 697 a Pecorara -, i cittadini chiamati alle urne domenica per il referendum consultivo per la fusione dei tre comuni piacentini.

Si vota dalle ore 7 alle ore 23 nei cinque seggi allestiti: a Nibbiano nelle scuole elementari e medie di via Negri, a Trevozzo alla scuola elementare di via Fermi (due sezioni), a Pecorara nell’ex salone parrocchiale di via Vittorio Veneto e a Caminata nella sala consiliare del municipio.

COME SI VOTA – A ciascun elettore vengono fornite due schede: una grigia per il quesito n.1 (fusione dei comuni) e una rosa per il quesito n.2 sulla scelta della denominazione del nuovo comune tra una rosa di dieci proposte: Penica, Penica Val Tidone, Alta Val Tidone, Altavaltidone, Corte Val Tidone, Valtidone Alta, Monte Aldone, Montaldone, Rio Molato, Chiusa Val Tidone.

Sulla scheda relativa al quesito n. 1 l’elettore può tracciare un solo segno sulla risposta “si” o sulla risposta “no”, mentre sulla scheda relativa al quesito n. 2 l’elettore può tracciare un solo segno sul nome da attribuire al nuovo comune, scegliendo tra le opzioni, tutte di medesimo valore, riportate nella scheda.

Nel referendum in cui sono previsti due quesiti, come quello in oggetto, è facoltà dell’elettore di votare per uno solo dei quesiti. Le operazioni di spoglio delle schede avverranno subito dopo il termine dell’orario previsto per il voto.

In caso di approvazione il provvedimento darebbe il via alla nuova realtà amministrativa a partire dal primo gennaio 2018. Caminata, Nibbiano e Pecorara sono attigui e si estendono su una superficie complessiva di 100,86 Kmq. Insieme raggiungono una popolazione di circa 3.160 residenti.

Il Comune di nuova istituzione potrebbe contare su un contributo regionale di 107.225 euro all’anno per un decennio. Risorse che si aggiungerebbero ai contributi statali pari a 584.582 euro all’anno sempre per un decennio.

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