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Comunali, Rabuffi incontra i cittadini di Gerbido

Dopo l'incontro a Roncaglia di venerdì scorso prosegue il cammino di Piacenza in Comune-Rabuffi sindaco nei quartieri periferici del nostro territorio comunale

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Comunicato stampa

Dopo l’incontro a Roncaglia di venerdì scorso prosegue il cammino di Piacenza in Comune-Rabuffi sindaco nei quartieri periferici del nostro territorio comunale.

Mercoledì 10 maggio alle ore 21 In strada Gerbido 176 incontreremo gli abitanti del quartiere e di tutti i piacentini e piacentine interessati ad affrontare il tema del lento abbandono che ha vissuto questa frazione e a cui diciamo basta!

Luigi Rabuffi condividerà con gli abitanti le criticità della zona quali frequentazioni sull’argine, inquinamento atmosferico e del suolo, manutenzione strade, e non ultimo quello del trasporto pubblico che ha reso Gerbido “lontana dal cuore della città”.

Vi aspettiamo!

GAP: “SOSTENIAMO RABUFFI” – La nota stampa – Il Gap (gruppo di acquisto popolare) è una esperienza di mutualismo territoriale, di solidarietà dal basso, che si è andata sviluppando in questi anni a Piacenza per fare fronte ad una situazione di crisi economica e di disagio sociale che incide sempre più sulle famiglie. Il nostro obiettivo è la costruzione di una rete di partecipazione collettiva nella quale tutti i cittadini possono organizzarsi per promuovere e rendere disponibili quei servizi che i tagli allo stato sociale, la disoccupazione, la precarietà, il crollo del potere di acquisto di salari e pensioni, rendono sempre meno accessibili.

Il contrasto alla povertà ed al crescente disagio sociale, è oggi il fronte di lavoro e di lotta principale. La crisi in cui siamo precipitati da ormai 10 anni, e le scelte economiche sostenute dai Governi, hanno intaccato pesantemente le condizioni materiali di una sempre maggiore quantità di cittadini. Tagli al welfare, disoccupazione e precarietà lavorativa, caduta del potere di acquisto delle famiglie hanno contribuito all’esplodere dei livelli di povertà assoluta e relativa denunciati dalle rilevazioni Istat.

Una situazione che scarica sulle fasce più deboli della popolazione i costi della crisi. A questa fa riscontro la modifica dell’assetto istituzionale, che influenza direttamente gli enti locali, quelli più vicini a intercettare e rappresentare i bisogni della popolazione.

Così i comuni rischiano di diventare e di essere sempre più percepiti come soggetti lontani dal quadro dei bisogni che la popolazione esprime. Una tendenza questa che va consolidandosi anche con la modifica costituzionale in atto che subordina esplicitamente l’azione ed i margini di manovra degli enti locali agli obiettivi nazionali di bilancio.

Eppure, nonostante ciò, secondo noi, è proprio dalla dimensione comunale, più vicina alla quotidiana fatica delle persone ad affrontare la crisi, che può nascere una pratica solidale attorno a cui la popolazione può organizzarsi.

Già ora i cittadini e le associazioni di promozione sociale mettono in campo alcune risposte alla crisi. Risposte come la spesa popolare, dentista sociale, psicoterapia sociale, corsi di ripetizione scolastica, assistenza legale alle famiglie esposte a debiti ecc. Ma questa risposta seppur importante non è ancora sufficiente.

Una risposta possibile, anzi sempre più necessaria, è quella che può essere promossa da una Amministrazione Comunale attenta ai temi sociali, da un mutualismo comunale, cioè dalla messa in campo di una pratica organizzata, solidale, collettiva, partecipata, in cui all’insieme dei cittadini del Comune, vengono dati strumenti per resistere alla crisi affrontando e risolvendo collettivamente i suoi bisogni immediati.

Noi pensiamo alla Municipalità come un luogo in cui i cittadini non sono chiamati solo a delegare una lista ad Amministrare la città ma che, dentro la Municipalità, trovano strumenti, luoghi, sostegno, per organizzarsi e difendersi dalla crisi.

Non parliamo di cose impossibili. Già in Italia ed in altri paesi europei l’esperienza del Comune Sociale si sta diffondendo. Amministrazioni Comunale che, assieme alla cittadinanza, lottano contro i tagli all’welfare locale, che anzi ne promuovono lo sviluppo. Amministrazioni locali che promuovono e sostengono esperienze cooperativistiche locali in grado di dare risposte al bisogno di lavoro (soprattutto giovanile) e che, in stretto coordinamento col mondo dell’associazionismo locale promuova (in coordinamento con gli strumenti a disposizione del Comune) lo sviluppo di esperienze di mutualismo popolare come risposta a quei bisogni oggi negati e compromessi dalla crisi e dalle politiche dello stato centrale.

Le prossime elezioni comunali a Piacenza ci mettono di fronte a questa scelta e ci danno l’opportunità di una vera svolta. Avere una Amministrazione Comunale che sia effettivamente uno strumento dei cittadini per rispondere e resistere alla crisi.

Noi vediamo questa possibilità nel programma presentato dalla lista Luigi Rabuffi Sindaco. Un programma che ha come punti fondamentali la difesa e lo sviluppo dei servizi locali, la partecipazione dei cittadini alle scelte fondamentali del Comune, la promozione di pratiche sociali di resistenza alla crisi, progetti di inclusione sociale ed occupazionale.

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