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Giornata internazionale ostetrica, a Piacenza sono 65 tra ospedale e consultori

Una cinquantina lavora in ospedale a Piacenza; una quindicina è invece attiva nei consultori della rete territoriale

Oggi, 5 maggio, ricorre la giornata internazionale dell’ostetrica.

A Piacenza si contano circa 65 di questa professioniste, tutte impegnate quotidianamente a promuovere la salute femminile in ogni età.

Una cinquantina di esse lavora in ospedale a Piacenza; una quindicina è invece attiva nei consultori della rete territoriale; infine, a Fiorenzuola, negli ambulatori del presidio, ce ne sono a disposizione due. 

“L’ostetrica – evidenzia Cristiana Pavesi, responsabile assistenziale del dipartimento Materno infantile dell’Ausl di Piacenza – assiste e consiglia la donna nel periodo della gravidanza, durante il parto e nel puerperio”. In particolare, conduce e porta a termine con propria responsabilità gli eventi nascita naturali e presta assistenza al neonato.

“Siamo in grado di individuare situazioni potenzialmente patologiche che richiedono l’intervento di un medico: quindi siamo noi stesse ad attivarlo, quando occorre”. E comunque, le ostetriche sono in grado di praticare, se ce ne fosse la necessità, le relative misure di particolare emergenza. 

“Più in generale – aggiunge Susanna De Guidi, coordinatrice ostetrica della rete consultoriale – obiettivo della nostra assistenza è quello di promuovere la salute femminile in ogni età”.

Oltre all’educazione sessuale e pianificazione familiare, le professioniste contraddistinte dalla divisa rosa accompagnano la coppia nel percorso nascita: “L’azione di un’ostetrica è continua, dal counselling ostetrico pre concenzionale, alle visite e ai controlli durante la gravidanza, fino all’assistenza al parto”.

Anche dopo, segue la diade mamma e bimbo e tutta la nuova triade familiare, promuove l’allattamento al seno e sostiene anche emotivamente la donna durante il puerperio.

Può occuparsi anche di preparazione e assistenza agli interventi ginecologici, alla prevenzione e accertamento dei tumori della sfera femminile (per esempio, eseguendo il pap test) e dell’accompagnamento della donna durante i forti cambiamenti che accompagnano la menopausa. 

“Vogliamo garantire alle donne un modello di assistenza one-to-one: con le future mamme – completa Adonella Visconti, coordinatrice ostetrica della Sala parto – si instaura un clima di fiducia, che permette alle donne di sviscerare e definire dubbi, paure e richieste”. 

In particolare, durante il parto si favorisce la libertà di movimento e quella di adottare qualsiasi posizione , di gestire il dolore anche con metodi non farmacologici e di evitare la medicalizzazione, se non necessaria.

“Il nostro impegno – conclude – è poi quello di promuovere e sostenere l’allattamento e il bonding (legame profondo) tra madre e neonato fin dai primi istanti di vita”.

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